tornato

05/05/08

Ogni viaggio è un viaggio.
Lungo breve rapido'intenso avventuros'ordinari'ordinato un viaggio resta sempre un viaggio. Unic'irripetibile pe' i compagni di viaggio,
le person'incontrate, 'li aneddoti et li luoghi visitati: quelli visti e rivisti, le code i musei le strade lo shopping. Il pensiero di ciè ch'é rimast' a casa e ch'è 'ndato avanti nonostante tutto. I sapori emozioni gusti, lo vino et lo formaggio, la Seine che scorre davanti a te. I mill' input ricevuti, che fai fatica a ri-elaborar, a tenere tutti nella memoria e che poi riaffiorano anche ad anni di distanza. Le cose belle, quell'ordinarie divenute uniche, e quelle brutte che ci ridi sù.

Lo dissi me ne convinsi et lo ripeto: ogni viaggio assume il suo senso nel suo ritorno, nel dopo, nel tornare alla vita normale, quotidiana. Un viaggio dev'essere temporalmente determinato. E quel senso una volta definito dev'arricchirmi, cambiarmi e cambiare lui stesso.
Credo che categorie come giusto/sbagliato, buono/cattivo siano nel viaggio superate: esso, si necessitario, le ridefinisce.

Credo che in viaggio non ci si debba far la barba, si debba lasciarla crescere. Farsi la barba significa che, in qualche modo, in quel luogo si è scelto di essere stanziali, si cerca una qualche stabilizzazione non consona alla natura del viaggio.

3 commenti:

Anonimo 5 maggio 2008 01:32  

ok, lo ammetto, sono contro il viaggio!
per me lo spostarsi, questo viaggiare, è vivere, null'altro che vivere, conoscere e condividere.
Il viaggio da weekend non è viaggio, è spostamento, è fuga, è necessità di staccare, è come ubriacarsi o farsi un paio di canne tranquillamente seduti in poltrona.
E'un qualcosa che ti permette di prendere le distanze dalla routine.
Viaggio per me è vivere per un po' in un posto che non è il solito posto, adattarmi a nuove abitudini o cercare di mantenere le mie, farmi la barba se di solito lo faccio, ma anche no, può essere cambiamento o solo apprendimento, che è poi sempre cambiamento.
Insomma, spostarsi non è viaggiare, è solo spostarsi!
Beh, questo almeno è il mio parere...
Enrico

alsam 5 maggio 2008 21:34  

va bene non farsi la barba per 4 giorni, ma se stai via 3 settimane...

il viaggio però inizia quando lo si progetta o lo si pensa vagamente, secondo me.

il viaggio per me è anzi quello non definito nei minimi dettagli, con gli imprevisti, le sorprese, gli incontri casuali, le incomprensioni della lingua, mangiare il cibo del posto... e devo dire che anche il viaggiare senza macchina, ma con i mezzi pubblici del luogo dà un sapore in più.

poi però non si apprezzerebbero senza tornare alla routine della metropolitana alle 7.50.

il viaggio è evasione, stacco dalle solite cose, le solite persone, le solite facce. non è certo l'unico modo di evadere un po' la realtà, però è uno dei migliori, anche perchè è reale!

Duca 5 maggio 2008 23:37  

@ Enrico
provocazione interessante, io tendenzialmente distinguo tra il viaggio, temporalmente delimitato, ed il vivere (anche se per poco) in un luogo altro dove, allora, ci si deve fare la barba (ma anche no) perché si crea una nuova qualche forma di quotidianeità.

@Enrico+AlSam
Le visioni del viaggio sono molteplici, è un concetto incredibilmente affascinante su cui interrogarsi continuamente e, per questo, lascio i vostri come commenti aperti.

:-)

For wayfarers | Per i viandanti

Duke's guests | Ospiti regolari

  © Free Blogger Templates Columnus by Ourblogtemplates.com 2008

Back to TOP