in mezzo alla terra

21/06/08

Questa è l'origine etimologica del nome Mediolanum. Pare, ma non è certo, che derivi da un nome celtico tipo "midland" e non si sa bene se volesse dire la stessa roba, ma comunque così i latini decisero il nome del villaggio che fondarono.
Certi politicanti da strapazzo cercano di convincerci che Milano fu fondata dai Celti (falso, il villaggio celtico era a Trezzano s/N, i Romani scelsero una localizzazione poco più a Nord dove la pianura era più asciutta) o che il nome Mediolanum derivi da una parola celtica che significherebbe "scrofa lanosa", questo perché è stata trovata una statua di un idolo celtico che la rappresentava.
Tutto falso, Milano è la città in mezzo alla terra (in medium landum), ombelico della grande e fertile pianura attraversata dal grande fiume.

Troppi pochi poeti e non abbastanza canzoni cantano il cielo di questa città. Cielo ferito dalla modernità, ma bellissimo per la capacità di accogliere gente d'ogni regione sopra o sotto il mare o al di là delle montagne, città che sa produrre ricchezze, libertà ed idee come poc'altri sotto le grandi montagne. Troppo pochi vivono l'anima del Santo che in questa città arrivò e ne fece l'ultimo baluardo al più grande crollo della Storia. Troppo pochi sanno che qui, la prima università, fu un Politecnico come non accadde in nessun'altra cittade.

A Milano si arriva, a Milano nascono amicizie con la gente che arriva e pensi che si possano portare avanti a lungo perché, appunto, loro a Milano sono arrivati.
E invece poi ripartono.
Penso oggi al mio bambino, ormai adulto, che se ne torna a casa sua prima di trasferirsi in Svezia, al mio amico che dalla Calabria ora, come tanti della sua gente, ora è in Germania, all'altra mia bimba che ormai sta dove c'è la Regina ed al mio Papero che se ne andrà oltreoceano.
E' diverso da chi, dal Sud della Spagna, è passato per di qua perché quella è la sua casa ed è giusto ch'ora sia là. Questi avevo cercato di accoglierli nella mia città e ora, legittimamente, sono in altri luoghi. Non raminghi, non esuli, semplicemente hanno percorso strade della vita altrove, ma certe persone che hai imparato ad avere tra le tue vie è difficile pensarli ad attraversare a semafori che non sono tuoi.

Non posso non pensare a Me, alla Milano di cui sono innamorato seppur con tutto l'odio per vederla così. Penso, in un lampo a Lyon, unica altra città in cui vivrei a tempo indeterminato; penso alle città dove vorrei andare a vivere almeno per un po'.

Ma in fondo, di loro ho fiducia e, quindi, hermanos, vase con dios!

LA STRADA (Modena City Ramblers)

Di tutti i poeti e i pazzi
che abbiamo incontrato per strada
ho tenuto una faccia o un nome
una lacrima o qualche risata
abbiamo bevuto a Galway
fatto tardi nei bar di Lisbona
riscoperto le storie d'Italia
sulle note di qualche canzone.

Abbiamo girato insieme
e ascoltato le voci dei matti
incontrato la gente più strana
e imbarcato compagni di viaggio
qualcuno è rimasto
qualcuno è andato e non s'è più sentito
un giorno anche tu hai deciso
un abbraccio e poi sei partito.

Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada.

Di tutti i paesi e le piazze
dove abbiamo fermato il furgone
abbiamo perso un minuto ad ascoltare
un partigiano o qualche ubriacone
le strane storie dei vecchi al bar
e dei bambini col tè del deserto
sono state lezioni di vita
che ho imparato e ancora conservo.

Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada.

Non sto piangendo sui tempi andati
o sul passato e le solite storie
perché è stupido fare casino
su un ricordo o su qualche canzone
non voltarti ti prego
nessun rimpianto per quello che è stato
che le stelle ti guidino sempre
e la strada ti porti lontano

Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada.

1 commenti:

D21 3 luglio 2008 alle ore 00:55  

Curioso... ho ricevuto tanti commenti a voce per questo post, ma nessuno - neanche i diretti interessati - si sono fermati a lasciar un passaggio, come se Milano non risentisse del loro esserci vissuti.

A questo punto, preferisco pensare che non si debba aggiunger altro.

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