incredibili capovolgimenti...

14/02/09

Come sapete il tema del Federalismo mi sta particolarmente a cuore.

A costo di tirarmi addosso alcune critiche, sono strenuo sostenitore della Riforma del 2001 (L. Cost. 3/2001). Tale riforma ha trasformato la nostra da una Repubblica Parlamentare a una Repubblica Parlamentare e Regionale. Non voglio scendere troppo nel dettaglio, ma prima avevamo tutto che faceva capo al Parlamento, il quale delegava alcuni poteri legislativi, esecutivi ed amministrativi, ora il Parlamento ha alcune competenze specifiche, altre condivise con le Regioni, tutto il resto alle Regioni. In caso di dubbio, una competenza appartiene (o meglio "apparterrebbe") alle Regioni. E' una forma costituzionale nuova, a metà tra lo Stato Federale (Germania) e quello centrale (Francia), tutt'altro che un pastrocchio all'Italiana, ma una terza via comune tra Italia, Spagna e Belgio, con alcuni aspiranti imitatori (Regno unito con Scozia e Galles, Finlandia e la stessa Francia, costituzionalmente più arretrata, ma nei fatti alla fine probabilmente più decentralizzata di noi).

Quella Riforma fu fatta dall'Ulivo al termine di un quinquennio di riforme regionalizzanti, dette "pacchetto Bassanini", come inclusione nella Costituzione di ciò che già era nei fatti e, politicamente, come ultimo baluardo per tenere assieme quella coalizione in fase di sfascio e per togliere un argomento alla Lega ed alla coalizione avversaria poco prima delle elezioni.
Il CentroDestra allora votò contro, più per partigianeria e per opportunismo politico che non perché non condividesse la cosa. Il Regionalismo italiano passò, mediaticamente, come una "porcata" della Sinistra.

A questo punto, arriva il passaggio cruciale. Nel 2001 il nuovo Ministro per le riforme regionali, La Loggia, prese il pacchetto di leggi e decreti tesi a completare la Riforma regionale e li portò in Consiglio dei Ministri dicendo "dobbiamo approvare queste leggi perché sennò non c'è il Federalismo e la Costituzione non può funzionare". Berlusconi ci pensò su seriamente per un paio di anni e poi disse "no, quella è una riforma della Sinistra, facciamola naufragare lasciando il vuoto legislativo così sarà sotto gli occhi di tutti il loro fallimento". Quella decisione fu fortemente sostenuta da AN+UDC come regolamento dei conti e limitazione del potere della Lega, in generale tutto il "Partito del Sud" a favore dell'assistenzialismo parassita (ahinoi, troppo trasversale ai partiti) sostenne questa decisione. Fu così che il Pacchetto La Loggia, assai ammirevole a mio avviso, fu stracciato e la nostra Costituzione lasciata volutamente incompleta nelle sue leggi applicative in modo che i ricorsi di Costituzionalità Stato-Regioni si moltiplicassero rendendo evidente il fallimento della Sinistra.

Visto che però il CentroDestra non è del tutto irresponsabile, pensò di fare la sua Riforma Costituzionale cancellando quel Bicameralismo perfetto che è uno dei fardelli più pesanti che ci portiamo dietro dal dopoguerra e che oggi nessuno più condivide. Ci provarono e ci riuscirono solo alla fine di legislatura, solo che buttarono dentro talmente tante porcate annesse a un progetto fondamentalmente pure condivisibile (Senato delle Regioni e Premierato) per cui alla fine fu bocciato e neanche loro ebbero il coraggio di difenderlo (es. AN impose una regola che de facto cancellava l'autonomia delle Regioni tutte le volte che il Parlamento lo riteneva opportuno...).

Ora, dopo le recenti polemiche con Napolitano, Mr. B. ritira fuori quella questione perché, in effetti, l'unica vera modifica della Costituzione è stata guidata dalla Sinistra, mentre le sue sono tutte fallite. Non ha tutti i torti, è vero che la Sinistra alla fine fece la sua Riforma costituzionale, ma non so né quanti la conoscano, né se sia una vera bandiera, sembra piuttosto una bandiera della Destra (che non è mai riuscita a farne una...) contro l'arroganza della Sinistra, di fronte alla quale però la Sinistra fa spallucce (oltre qualche isolato "mea culpa").

Infine, io sono convinto sostenitore di un forte regionalismo
- perché l'Italia è troppo differenziata al suo interno per poter avere tutto in mano a un solo Governo nazionale,
- perché le politiche da Roma per il Mezzogiorno sono sistematicamente fallite e forse cambiare dando responsabilità a quei governi forse non fa male (oltretutto, la recente esperienza dimostra che Abruzzo, Molise, Sardegna e, soprattutto, Basilicata hanno fatto decisamente meglio da quando hanno più poteri, comunque meglio del Governo nazionale, certo mancano all'appello Campania, Sicilia, Calabria e Puglia che sono le regioni più grandi, però...)
- perché l'Italia è un paese immobile e forse rimettendoci in discussione possiamo pensare di svegliarci e liberare energie nuove (come per esempio fu per la stagione dei Sindaci)
- perché il Regionalismo non è un attentato all'unità d'Italia, faccio notare che la Lega è nata ed ha avuto la sua stagione più forte e più violenta fintanto ché non è stata fatta la riforma regionale del 2001...

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