migrazioni spirituali e non

06/03/11

Trasferitomi a Bruxelles, mi piace iniziare a raccontare dalla Messa di oggi. Sono stato nella parrocchia della comunità latino-americana: uno spettacolo!
Innanzitutto, si festeggiava l'8 marzo, festa della donna che non è una festa propriamente religiosa, ma fa niente... è importante celebrare date come questa. La Messa inizia con una condanna del machismo come cultura anti-cristiana e già questo è un bel segnale: chi maltratta le donne non è un buon cristiano. Può apparir ovvio, ma non è poco.
E poi una Messa dove il rito appare più un canovaccio che non qualcosa da seguire rigidamente: la predica è un'intervista di questo prete che credo fosse ecuadoregno a due donne di un'associazione per i diritti delle donne in latinoamerica. Molto bello, molto partecipato: il parroco ha invitato le donne dell'assemblea che volevano portare la loro esperienza a raccontarla davanti a tutti. Per quanto io di spagnolo abbia una comprensione limitata, si sentiva proprio il senso di una comunità che si univa a festeggiare e celebrare tutta insieme la festa. Il prete diventava più un maestro di cerimonia che non l'unica fonte di celebrazione: una Messa molto più collettiva, partecipata.
Ovviamente, tutto questo in un gran caos di gente che andava e veniva, musiche spettacolari (non sempre intonatissime, ma credo fossero problemi di acustica) e dopo la Messa tutti nel cortile dell'oratorio per un caffé tutti insieme.
Apparantemente caotica, mi è sembrata una messa incredibilmente spirituale, un'esperienza comunitaria nella miglior tradizione cattolica che riconcilia con una Chiesa che, almeno quella Italiana, è ingessata, monodirezionale e pochissimo partecipata. Al contrario, il caos era forma di partecipazione, ma c'era qualcosa di più: la volontà del prete di coinvolgere portando le persone a parlare è qualcosa di lodevole.
Certo, poi il finale aveva un po' di robe che mi han fatto storcere il naso con canzoni e poesie degli uomini alle donne che non mi sembravano proprio granché, ma alla fine chissenefrega l'importante è la partecipazione e il sentimento della comunità.
Ecco, un piccolo bel modo per iniziare a raccontarvi della mia esperienza in terra belga.

3 commenti:

Anonimo 6 marzo 2011 19:16  

evviva! son tornati i tuoi racconti!!! :)
m.

Anonimo 6 marzo 2011 19:16  

evviva! son tornati i tuoi racconti!!! :)
m.

Anonimo 6 marzo 2011 19:16  

ops, per l'entusiasmo ho cliccato due volte... :P
m.

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