la solita tragica scena

05/11/11

Quel che mi colpisce della tragedia di Genova è che è l'ennesima volta che ci ritroviamo in una situazione simile: il dissesto idrogeologico ed il rifiuto per qualunque forma seria di pianificazione territoriale-ambientale determina una tale fragilità del sistema che alla prima difficoltà seria ne esce una tragedia.
Pensavo che se manco i tecnici ed i più avveduti sul tema ormai si preoccupano di difendere la loro stessa categoria di persone che si occupano della tutela territoriale, ad esempio promuovendone l'insegnamento (non solo accademico), si capisce che il disinteresse è cronico.
Mi colpisce poi notare le diverse reazioni: la 'composta rabbia' dei liguri è diversa dai Veneti di un anno fa che si lamentavano perché nessuno li aiutava imprecando contro lo stato ladrone che non li aiutava di fronte alla tragedia. Tra i due, la comune posizione di totale disinteresse per il territorio, situazione tristemente accomunante l'intera Italia.
Ma in fondo ho capito che appartengo a una minoranza residuale e riducente di gente che si preoccupa del territorio. Accetto, chino la testa e lascio che queste tragedie si ripetano, nonostante la rabbia sia grande...

3 commenti:

Anonimo 5 novembre 2011 19:55  

A mio modesto parere non e' un problema di insegnamento o di conoscenza del problema. E' un problema di priorita'.

Sono decenni che le infrastrutture (di contenimento, di emergenza o semplicemente di uso comune) non vengono rinnovate, costruite, aggiornate. Si sa come si dovrebbe fare, si sa che si dovrebbe fare, ma poi non si fa.

Papero

Anonimo 5 novembre 2011 19:55  

...per poi non parlare di chi denuncia ora l'abusivismo edilizio dopo averlo ripetutamente condonato...

Papero

Duca XXI 5 novembre 2011 20:04  

Sì sì, sono sempre le solite cose che noi, minoranza rompiscatole, continuiamo a ripetere sempre inascoltati.

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