Curiosa, l'Ungheria.

06/01/12

Dell'Ungheria so poco o niente. Ci son stato una volta e mi aveva colpito per altre cose, come palazzine e scacchi, ora torna d'attualità per tutt'altre ragioni. Un articolo interessante, completamente diverso dal mio punto di vista, mi ha fatto riflettere. Orban è un aspirante Berlusconi che non avendo i soldi si è prima fatto una legge per controllare i media, poi ha manipolato la crisi per rinsaldare il consenso, facendo leva sul fatto che nessun altro parla l'Ungherese e quindi non hai concorrenza sui mass-media. Poi, il resto, è un curioso mix tra un percorso verso una dittatura per ora solo mediatica e la volontà di autarchia, rinunciando a pagare i debiti della crisi. Progetto fallimentare, anche perché l'Ungheria è stata tenuta per 20 anni nell'illusione di arricchirsi semplicemente accedendo ai mercati occidentali e facendosi invadere dalle multinazionali: ricchezza facile per tutti grazie all'Euro, ma quando gli europei se ne vanno... rimani in braghe di tela!
E ora? Che succederà? Non lo so, non ho idea, ma sono degenerazioni interessanti sul piano intellettuale, allarmanti su quello reale. Pare si stia piegando alla troika, sia mai che si corre il rischio che un berlusconello faccia perdere soldi alle nostre banche! Al limite, gli lasceranno l'idea di essere al potere... Curioso, infine, che a me stiano antipatici sia Orban, aspirante Berlusconcello, sia le banche che lo stan facendo cadere... Ok, i miei son giudizi un po' generali, per ora seguiamo cosa succede...

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Au lecteur

C'est icy un livre de bonne foy, lecteur.
Il t'advertit dès l'entrée, que je ne m'y suis proposé aucune fin, que domestique et privée
.
Je n'y ay eu nulle consideration de ton service, ny de ma gloire. Mes forces ne sont pas capables d'un tel dessein. Je l'ay voué à la commodité particuliere de mes parens et amis: à ce que m'ayant perdu (ce qu'ils ont à faire bien tost) ils y puissent retrouver aucuns traits de mes conditions et humeurs, et que par ce moyen ils nourrissent plus entiere et plus vifve, la connoissance qu'ils ont eu de moy. Si c'eust esté pour rechercher la faveur du monde, je me fusse mieux paré et me presanterois en une marche estudiée. Je veus qu'on m'y voie en ma façon simple, naturelle et ordinaire, sans contention et artifice: car c'est moy que je peins. Mes defauts s'y liront au vif, et ma forme naïfve, autant que la reverence publique me l'a permis. Que si j'eusse esté entre ces nations qu'on dict vivre encore sous la douce liberté des premieres loix de nature, je t'asseure que je m'y fusse tres-volontiers peint tout entier, et tout nud. Ainsi, lecteur, je suis moy-mesmes la matiere de mon livre: ce n'est pas raison que tu employes ton loisir en un subject si frivole et si vain.

A Dieu donq, de Montaigne, ce 1er Mars 1580.

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