Della modernità - 1

13/01/12

Pazzesco, stanotte ho fatto un sogno complicatissimo e super-avvincente, degno di un film di Tintin! Tuttavia, una delle cose che mi ha sorpreso di più è che una delle parti più "movimentate" in cui dovevamo scappare a nuoto dal porto di Sofia (sì, nei sogni Sofia può avere un porto stile Marghera) eravamo bloccati da enormi pannelli solari della... BTicino! Questo ha introdotto un elemento di pubblicità occulta che è arrivato fin nei sogni, qualcosa di pazzesco! Nel sogno c'erano altre parti, tipo ritrovarmi a pranzo con mio Zio Roberto e la mia amica Rossella, due persone che non si conosco ma che in sogno vengono accostate. Invece qui si trattava di un'enorme pubblicità nel bel mezzo di un sogno... Non pensavo che la logica pubblicitaria potesse entrare così a fondo nella mia mente.
Devo dire che poi il sogno prosegue complicatissimo con una fuga su un mercantile catturato con le gru da carico, una doccia in uno squallido spogliatoio di Sofia con bulgari nudi che pisciano in giro e poi il pranzo con Zio e amica eccetera eccetera. Di tutto, posso dire che oltre al senso avventuroso mi son svegliato particolarmente rilassato.

3 commenti:

Anonimo 13 gennaio 2012 13:41  

...occhio a mangiare pesante vecchio mio!

papero

Duca XXI 13 gennaio 2012 19:05  

...e non hai idea di come il sogno va avanti...

Anonimo 13 gennaio 2012 20:56  

no, ma ti avviso che hai dato pieno via libera alla mia immaginazione.

spero tanto ci fossi pure io, possibilmente in ogni dove.

p.

Au lecteur

C'est icy un livre de bonne foy, lecteur.
Il t'advertit dès l'entrée, que je ne m'y suis proposé aucune fin, que domestique et privée
.
Je n'y ay eu nulle consideration de ton service, ny de ma gloire. Mes forces ne sont pas capables d'un tel dessein. Je l'ay voué à la commodité particuliere de mes parens et amis: à ce que m'ayant perdu (ce qu'ils ont à faire bien tost) ils y puissent retrouver aucuns traits de mes conditions et humeurs, et que par ce moyen ils nourrissent plus entiere et plus vifve, la connoissance qu'ils ont eu de moy. Si c'eust esté pour rechercher la faveur du monde, je me fusse mieux paré et me presanterois en une marche estudiée. Je veus qu'on m'y voie en ma façon simple, naturelle et ordinaire, sans contention et artifice: car c'est moy que je peins. Mes defauts s'y liront au vif, et ma forme naïfve, autant que la reverence publique me l'a permis. Que si j'eusse esté entre ces nations qu'on dict vivre encore sous la douce liberté des premieres loix de nature, je t'asseure que je m'y fusse tres-volontiers peint tout entier, et tout nud. Ainsi, lecteur, je suis moy-mesmes la matiere de mon livre: ce n'est pas raison que tu employes ton loisir en un subject si frivole et si vain.

A Dieu donq, de Montaigne, ce 1er Mars 1580.

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