e poi Noi

25/03/12

Noi, ogni tanto, finiamo per ritrovarci o, meglio, non ci siamo mai persi.
Noi siamo gente sentimentale, ma non ci concediamo mai ai sentimentalismi, se non sottovoce e lontano dai riflettori.
Noi siamo uomini, maschi, tutti con età ormai attorno ai trenta. Ma eravamo uomini di 20 o 25 anni.
Noi ci siamo conosciuti lavorando per l'altro, ma non l'uno per l'altro.
Noi non ci saremmo mai fatti chiamare come un 'noi', anche se in fondo lo sapevamo che eravamo noi.
Noi eravamo maschi, ma con le donne non ci provavamo: noi ci innamoravamo delle ragazze. E infatti quando Noi eravamo Noi con le ragazze non avevamo successo, ma Noi abbiamo imparato anche quello.
Noi avevamo pochissime ragazze attorno: alcune erano come noi e quindi non ci se ne poteva innamorare, almeno non allora. Ora, per alcuni, quello è successo e Noi ne siamo contenti. Ma Noi avevamo ragazze di cui ci innamoravamo che non erano come Noi e forse, per questo, non funzionava mai.
Noi avevamo ideali, parole e pensieri, ma Noi eravamo Noi perchè abbiamo fatto tanto insieme.
Noi abbiamo avuto grandi idee, abbiamo pensato grandi cose, abbiamo progetttato un mondo nuovo e, silenziosamente, l'abbiamo realizzato.
Ora, Noi siamo tutti dispersi, lontanissimi da quella realtà. Chi ha provato a seguirla, diciamo che non ha avuto grandi soddisfazioni. La maggior parte di Noi è altrove, dove lo sa ognuno di Noi.
Noi avevamo tanta teoria, tanti discorsi, ma ancora più azione. A ripensarci oggi eravamo incredibilmente concreti e pragmatici Noi che pure avevamo tantissimi limiti, tanti errori e tante cose di cui non ci rendevamo conto.
Noi siamo quell'Italia migliore che l'Italia non ha saputo valorizzare, almeno io la penso così e in questo ci si rende conto che quel Noi non esiste più.
Da Bruxelles a Eindhoven, da Merate a Pescara, da Vimercate a Boston, Noi siam quelli là. No, nessun palco tra sogno o realtà, quella non è la nostra storia.
Noi siamo gente che non dirà mai di essere un Noi ché Noi non avevamo confini.
Ognuno di Noi aveva una sua storia ed a quella non rinuncerà mai e non saremo mai sentimentali abbastanza da ammettere che saremo stati un Noi.
Noi prendevamo in giro Max Pezzali e le sue canzoni, ma in fondo oggi gli daremmo ragione.
Noi sognavamo di diventare aggettivi. Lo so che può sembrare assurdo, ma questo è vero e di questo ridevamo.
A Noi nessuna canzone ci canterà mai, nessun libro racconterà le nostre storie e non credo che andranno a raccontare queste storie che pure, Noi, noi vorremo raccontare ai nostri nipotini.
A Noi il tempo ha portato lontano, ma più nello spazio ché non ne nella carriera perché Noi, carrieristi e arrivisti non lo saremo mai.
Noi bravi ragazzi, Noi impegnati, Noi sicuramente di Sinistra e sicuramente politecnici ché non avremmo mai potuto essere altro. No, niente arte chè quella la nascondevamo dietro una finta serietà e l'arte, se necessario, la si usava per cercare di far colpo su quella ragazza che, in fondo, Noi sapevamo che non ci sarebbe mai stata. Ma Noi sapevamo prenderla con filosofia.

Io so che tutto questo riferirsi a un Noi... beh, so che gli altri non saranno d'accordo visto che, in fondo, ognuno di Noi è sempre stato profondamente diverso e fiero della sua diversità ché il Comunismo non faceva per noi e anche come comunella abbiamo sempre lasciato a desiderare...
Io so benissimo a chi mi riferisco, chi saprà riconoscersi e chi no. Io so benissimo chi sono i Noi che il tempo ha portato lontano e poi so che Noi non ci ritroveremo come delle star. In cuor mio, son convinto che in quel Noi ci fosse un enorme potenziale e ammetto di sognare di poter trovare un modo di far sì che quel Noi porti avanti la sua missione grande che Noi abbiamo sognato, immaginato e pensato.

Sì, ecco, questo volevo raccontare ché di quel Noi io son sempre stato quello forse più romantico e malinconico. In buona compagnia, si intende, ma Noi i sentimentalismi li abbiamo sempre tenuti per un altrove, mai per Noi.

PS
Tutta questa storia non verrà riletta e non credo ci sarà mai bisogno di rileggerla. Piuttosto, riprenderemo in mano gli appunti dell'università per il prossimo esame da sostenere e, improvvisamente, capiremo di quali lezioni abbiamo imparato, ma poi Noi capiremo che certe lezioni le impari solo se poi ci sei dentro. Inutile star qui ora a profetizzare per gli altri, non saremmo più Noi. Però imparare e, questo sì, spingere affinché anche gli altri imparino lì dove Noi abbiamo imparato, ma ad ognuno la sua lezione, il suo futuro e, soprattutto, ad ognuno il suo Noi.

2 commenti:

Luciano Raso 27 marzo 2012 alle ore 13:08  

grande nicola. Post bellissimo. Ricordo di tempi meravigliosi di primavera-estate nel parco davanti al poli ad eleggere miss-mister. Noi che se fossimo rimasti tutti li, saremmo stati una macchina da guerra. E invece ognuno nel suo nuovo luogo dove ha trovato delle nuove opportunita'. Riusciro' ancora a diventare un aggettivo?

D21 28 marzo 2012 alle ore 08:34  

Tu sei già uno dei miei aggettivi preferiti ed il tuo olio ben lo esemplifica.

Tornando seri, il grande peccato è che quel capitale è stato disperso, vanificato...

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