comevolevasidimostrare

05/09/12

Tempo addietro, dissi che Bersani candidato alle primarie era incompatibile con il Bersani segretario perché questi due ruoli avrebbero creato confusione e rischio di lacerazioni interne al partito. Il risultato si sta ora verificando perché tutti vogliono sostenere Bersani, considerato "l'usato sicuro", anche gente che ha visioni politiche decisamente diverse (qui per la conferma). La questione è che se Bersani mette nel suo programma per le primarie una posizione, scontenta una parte del partito che a quel punto non sarà più rappresentata dal Bersani segretario. E quindi cosa possono fare? Come conciliare l'inconciliabile? Il liberismo alla Ichino o la Socialdemocrazia alla Fassina? I diritti civili nell'accezione di Marino o di Fioroni? Se Bersani fosse solo un candidato alle primarie, direbbe "Io sto con A" o "con B" e si potrebbe andare al confronto democratico. Ora, invece, se dice A oppure B il partito si spacca perché chi non è scelto da Bersani viene sostanzialmente escluso dal partito. Carino vero?

Aggiungo una nota. Avete notato che prima sembrava che il male da aborrire da parte dei benpensanti piddini fosse prima Vendola, poi Di Pietro, poi Grillo, ora Renzi. Non è che questi benpensanti siano inorriditi da qualunque alternativa possibile a loro stessi? Cioé, per i vari D'Alema&Veltroni, Bindi&Marini è il male, l'antipolitica, la cosa da evitare chiunque osi proporre un'alternativa a queste persone. mumble mumble... interessante...

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