preoccupazione capitale

26/05/13

Incerto il risultato delle elezioni a Roma, ma c'è uno scenario che temo realistico e molto poco auspicabile. Ballotaggio Marino-M5S, Alemanno escluso ed il PdL converge sul M5S per sconfiggere il PD. Temo questo scenario perché avere un Sindaco di Roma 5 stelle è qualcosa che non auspico affatto per le ripercussioni che potrebbe avere a livello nazionale. Personalmente, auspico la vittoria di Marino: una vittoria sicuramente sotto tono e non esaltante che potrebbe alimentare false aspettative. Oltretutto, Marino ha la mia stima ma credo che non sia la persona giusta per Roma. Certamente, tra le opzioni in campo mi pare quella maggiormente auspicabile. A breve sapremo.

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Avrei tanti titoli a disposizione, non ne scelgo nessuno

23/05/13

In Italia, esiste un partito attualmente al governo che ha fatto una proposta di legge per dichiarare illegali tutte quelle formazioni politiche che non si adeguino alla sua forma organizzativa per cui, sì ci potrebbero essere altri partiti, ma solo fra un 3, 4 o forse 5 anni visto il tempo per arrivare ad organizzarsi in maniera così complessa. Questo garantirebbe de facto a quel partito un sostanziale monopolio della vita politica italiana.

Lo stesso partito ha una serie di casi giudiziari abbastanza pesanti, ma l'anno scorso ha fatto approvare una legge che introduce la prescrizione per i casi più scottanti. In uno, in particolare, c'è un suo importante esponente che è accusato di aver preso tangenti per favorire personalmente il leader del partito (ormai, ex leader). E' curioso perché sui giornali nessuno ricorda chi sia il leader "beneficiario" di quei casi di corruzione.

Infine, lo stesso partito si avvantaggia di una stampa che tende a denigrare costantemente la sua principale opposizione. Organi di informazione amichevoli hanno ogni giorno in prima pagina un articolo che denigra il principale movimento di opposizione, mettendolo alla berlina con notizie sempre orientate a screditarlo.

Ora, provate a immaginare qual è il partito di cui parlo? Non vi darò la soluzione, ma vi dico che non è il partito di Berlusconi, ma il suo principale alleato, per cui questo post potrebbe essere intitolato "chi va con lo zoppo ...". La cosa che più mi preoccupa è che vedo persone che conosco che se leggessero le stesse cose fatte da Berlusconi salterebbero sulla sedia urlando al rischio di regime, ma ora invece tacciono ingloriosamente.

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Spirito italico

21/05/13

Discutevo proprio 2 sere fa di quale fosse il male dell'Italia e con un caro amico abbiamo convenuto su un punto che può ben essere esemplificato dalla cronaca recente.

Il PD ha proposto che solo chi è un partito come il PD possa partecipare alle elezioni. Chiaramente, è una mossa per cercare di tagliare le gambe sia al M5S sia a chiunque altro non abbia una struttura articolata ed organizzata come quella del PD. Ora, alcuni principi possono essere anche ragionevoli e condivisibili, ma come in tutte le leggi-truffa è chiro che l'intento apparentemente ragionevole mascheri la volontà di tagliare la competizione.

In questo vedo l'atteggiamento tipico della peggiore Italia: piuttosto che cercare di riconquistarmi i voti, cerco di impedire ai miei concorrenti di competere. E' il principio delle corporazioni che hanno saldato l'Italia dal Medioevo ad oggi, garantendo rendite e benefici a chi di quelle corporazioni era partecipe e condannando chi non lo era. Tutto l'opposto di altre culture, in primis quella anglosassone. Chiudo ricordando quello che scrissi tempo addietro.

PS
Mentre cercavo un mio vecchio post, ho ritrovato quest'altro che mi ha colpito, soprattutto ri-letto ora.

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Luci

12/05/13

Queste riflessioni le dovevo da una settimana, ma ultimamente non ho avuto la calma per mettermi a scriverle. Poi, spiego da dove vengono, ma fatemi seguire un filo logico. Intanto, dico che lo pubblico in differita così... tanto per...

Pensate alla situazione in cui siete con un vostro amico, chiacchierate, ridete e state bene, magari vi bevete un buon bicchier di vino o quello che preferite. Focalizzatevi su quella situazione piacevole e positiva e pensatela in due diversi contesti: al buio o con la luce.
In entrambi le situazioni, è possibile avere un vero rapporto di amicizia... cioé, io posso ridere e scherzare sia al buio che alla luce, però certo alla luce potrò apprezzare molte più cose del mio amico.

La stessa cosa si può dire per tante altre situazioni che potete immaginarvi al buio o alla luce e vedere come cambia. Tecnicamente, moltissime operazioni possono essere fatte anche al buio, dall'innamorarsi al litigare, dal cucinare allo stirare (sia chiaro, non dico buio assoluto, l'importante è che si chiarisca la differenza).

Se vi è chiara la situazione, poi potete pensare che grazie alla luce si potranno apprezzare molti più aspetti dell'amico con cui state chiacchierando: dettagli, espressioni del viso, piccole smorfie, lo sguardo che vaga distratto e così via. Idem per tutte le altre situazioni che vi siete immaginati.

A quel punto, visto che alla luce apprezzerete molti più aspetti, inizierete ad apprezzare sia la luce sia chi genera quella luce, per quanto non è che in sé la situazione cambi... come detto, potreste continuare a chiacchierare anche se io spegnessi la luce. La cosa interessante è che si può beneficiare della luce, anche senza averla richiesta o senza rendersene conto.

Qual è il fine di tutta questa metafora?
Quest'immagine viene dal "solito" prete dell'inizio della via dove ora abito. La metafora serve per dire che si può vivere come se il Dio-Amore non ci fosse, eppure la sua luce risplende e rende migliori le persone. Si può confondere la Luce con il Sole, ma non per questo il suo effetto positivo nelle relazioni viene meno.

Ci tenevo a riportare quest'immagine perché credo dica molto. Nella sua semplicità e chiarezza, quest'immagine credo dica molto più di tante prediche. Un giorno dovrò andare a conoscere meglio questo "semplice" prete di una periferia che manco periferia è.

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Rappresentazioni plastiche ovvero epifanie politiche

Ieri sono andate in piazza le contraddizioni attuali di quello che fu il centrosinistra.

A Roma, il PD sceglieva il suo nuovo segretario per rinsaldare il partito e sostenere il governo.
A Brescia, SEL manifestava contro il PdL.

Questi due fatti, possono essere riparafrasati alla luce dell'attuale condizione di governo.

A Roma, il PD sceglie Epifani, quindi per rinforzare il Governo, quindi per rinforzare l'alleanza PD-PdL.
A Brescia, SEL manifesta per dire che Berlusconi... BASTA!

In questa vicenda, tralascio la manifestazione promossa da Vendola perché è rimasta in sordina, malgrado fosse quella prevista da più tempo. Rimasta in sordina per due ragioni fondamentali.
1. Vendola e SEL sono effettivamente isolate e stanno dimostrando di non essere in grado di coagulare una nuova Sinistra in Italia.
2. Il PD gioca - come sempre - a troncare la gambe a qualunque competizione. D'altra parte, per il PD Vendola è molto più pericoloso di un'alleanza di Berlusconi perché se gli elettori di centrosinistra si svegliassero, capirebbero che il PD ha tradito i loro ideali alleandosi con Berlusconi, ma se quelle stesse persone capissero la truffa del PD, allora chi oggi gestisce il PD perderebbe la sua posizione di personale convenienza. 

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Contraddizioni che non capirò mai

11/05/13

Questo documento di Laura Puppato, politica che mediamente stimo, ha molti elementi di interesse e, pur senza stare a discutere sulle virgole, lo trovo condivisibile. Tuttavia, entra in una contraddizione logica che trovo inaccettabile.

Trovo incomprensibile che uno critichi l'alleanza PD-PdL e poi però la voti. Passi su alcuni provvedimenti minori, ma la fiducia in Parlamento è l'atto formale col più alto valore simbolico. Se non si voleva quell'alleanza, bisognava non votarla. Troppo facile votarla, attendere la propria quota di poltrone e poi andare in giro a dire che non la si voleva.

Nelle democrazie parlamentari viene il momento in cui bisogna votare "sì/no" e quando si è posta la domanda "volete fare un governo con Berlusconi?" il PD ha risposto "sì!" (NB chi ha risposto "no" è SEL). Non è che poi uno dice "no, in realtà non lo volevo", "l'hanno deciso gli altri per me", "il mio sì è un no", "l'ho fatto solo per farlo iniziare, ma in realtà sono contrario".

Di questo atteggiamento il campione attuale è Fassina, persona di cui mediamente condivido le idee di politica economica, ma che poi in Parlamento ha sempre votato come Monti ed ora voterà come Berlusconi.

Ah già, perché non ho ancora detto che quello che per me conta è come uno vota in Parlamento. Sì, i discorsi sono importanti per giustificare certi voti spiegandone il senso, ma alla fine quello che uno conta sono gli atti che vota.

Chiudo sperando che chi oggi attua questo comportamento rinsavisca capendo un paio di cose.
La prima è che la gente se ne accorge dei politici che dicono bianco e poi fanno nero.
La seconda è che la Sinistra italiana dovrebbe imparare che l'unità del PD non è un valore intrinseco perché i partiti sono uno strumento per migliorare la società, non il fine.
La terza è che oggi finalmente c'è una chiarezza che apre una grande opportunità: costruire una Sinistra in Italia come l'abbiamo sempre pensata, ma bisogna prendere consapevolezza di due elementi. Il PD è perso e non bisogna accanirsi, SEL è un punto di partenza che non può e non deve bastare. 

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Dovrei fare altro, ma so che è giusto scrivere di questo

01/05/13

Due domeniche fa, il buon prete che celebra qui all'inizio della via commentava il brano del buon pastore e, come già successo, mi ha dato un'ottima chiave di lettura.

Le pecore hanno paura del lupo perché viene e le mangia. Non c'è niente di sbagliato, è naturale, la paura c'è. Il pastore viene e guida le pecore, ma il lupo arriva e se il pastore non fa la guardia, se le mangia. Poco può urlare il pastore imprecando la sciagura, le altre pecore hanno visto che il lupo è venuto, ha fregato il pastore e se n'è mangiata una. Ma non una a caso, una pecora del proprio gregge, magari la sorella o la cugina!

Esiste poi un pastore che è diverso. Non che gli altri amino meno il proprio gregge, ma qui il pastore ha una sua pecora preferita e però la fa vivere con il resto del gregge, diventa sorella delle altre pecore e con loro vive. Poi, viene il lupo e si mangia proprio quella pecora preferita dal pastore. Le altre si disperano perché vedono che il pastore niente ha potuto, malgrado il lupo avesse puntato proprio quella sua preferita.

Eppure, la preferita vince il lupo e torna al gregge per dimostrare alle altre sorelle che il lupo può essere vinto e che la loro paura, giusta, è stata vinta.

Difficile capire questa storia se non fosse passata per una pecora che è divenuta sorella delle altre. Non vale che sia il pastore a cacciare il lupo, è una di noi che l'ha fatto dimostrando che si può vincere la propria paura.

Credo di non dover aggiungere altro.

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Colpito

Fra le varie letture di questo periodo, riporto un piccolo passaggio che mi ha colpito, senza preoccuparmi di contestualizzarlo.

Per secoli, i figli indesiderati venivano partoriti in segreto e abbandonati negli orfanotrofi.
Oggi, invece, li si uccide abortendo.

Non è solo una questione di nuove tecnologie divenute disponibili (c'erano tecniche di aborto anche secoli fa), è proprio una questione sostanziale di natura psico-sociale. Non sono un esperto, ma chiaramente spiega come cambiano le aspettative sociali sull'individuo.

Ne deriva una domanda a cui non so dare risposta: ma la battaglia contro l'aborto, è quindi un preferire gli orfanotrofi? Ok, domanda mal posta ma il collegamento esiste. Riformulando la questione, meglio uccidere un figlio indesiderato oppure darlo in affido? Volontariamente, uso parole che provocano diverse accezioni sulla stessa situazione. Meglio far nascere un bambino e abbandonarlo per farlo crescere non si sa dove o non farlo proprio nascere, sopprimendolo prima ancora che diventi un individuo completo?

Non è una domanda da poco, è un dubbio etico che interroga non solo chi si ritrova in quella condizione, ma l'intera società visto che stiamo parlando delle aspettative sociali che ricadono sui singoli individui.

Forse questo tema per gli psicologi è ben noto, per me è la prima volta che mi ritrovo a pensarci.

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è anche una questione di immagine

Su Linkiesta.it fanno giustamente notare una cosa. Quando c'era da votare Prodi Presidente, il PD ha avuto 101 franchi tiratori. Quando c'era da votare il Governo Letta-Alfano, nessun franco tiratore e solo Civati è uscito dall'aula.

I giornali ed i commentatori tacciono su questo come su altri aspetti. Per esempio, a differenza dei precedenti governi, questa volta i giornali non hanno messo un bello schemino con la foto di gruppi ed associato ad ognuno nome e logo del partito. Tutti verginelli, tutti a nascondere che l'abbraccio Alfano-Berani o Letta che batte il cinque a Brunetta non sono segnali qualunque, ma gesti plateali dell'accordo PD-PdL, che però va esteticamente nascosto.

Tornando al punto di partenza, provo una certa insofferenza per tutti quelli del PD che fino a un paio di settimane fa dicevano "mai con Berlusconi". E parlo di insofferenza per non usare parole che troverei più adeguate, ma di cui qualcuno potrebbe risentirsi.

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