Non una formalità, ma una questione di qualità

08/08/13

Rientrato in Italia per le vacanze, sono allarmato dalla condizione dell'informazione italiana la cui qualità era già bassa, ma che ora è invasa da ondate di malafede preoccupanti. Due fatti esemplificativi.

Il Governo Letta (PD-SC-PdL) annuncia che la crisi è ad un punto di svolta e da settembre ci sono già segnali di ripresa. Dopo circa 8 ore, l'Istat smentisce diramando un comunicato inequivocabile. Visto che non stiamo parlando di dettagli, bisognerebbe fare attenzione perché, primo, la crisi non è risolta e, secondo, questi annunci lasciano il tempo che trovano. La malafede è aggravata dalla presunta competenza di Letta, la teorica conoscenza di questi temi di Saccomanni e il passato di Giovannini, proprio all'ISTAT. Una gaffe clamorosa passata in silenzio, ovviamente, e subito perdonata ad un governo che senza pudore mette le norme transitorie per l'abolizione delle province in una legge sul femminicidio e così continua la pessima prassi italica.

Ma il simbolo vero della pessima malafede dei media italici è ben esemplificato da un dibattito Puppato-Gelmini sulla condannna di Berlusconi. Litigavano come fossero dissenzienti, peccato che poi in Parlamento votino le stesse cose. Già, i giornalisti le fanno sedere una di fronte all'altra, come rivali, peccato che non lo siano e siano esponenti di due partiti alleati ormai da 2 annni. A leggere le sentenze sulla condanna di Berlusconi, pare che PD e PdL siano rivali con giornalisti che riportano batti e ribatti che, invece, non hanno ragion d'essere. Quando indagarono Mastella, i giornali riportavano sia le fibrillazioni della maggioranza, sia gli attacchi dell'opposizione. Ora, invece, nascondono l'opposizione e riportano solo PD e PdL nascondendo, con evidente malafede, le opposizioni.

Povera Italia dove i media puntano a disegnare la realtà come la vorrebbero politici di seconda qualità. Ieri vedevo un documentario su De Gasperi e ti consola pensare che talvolta ci siano stati uomini così. Consola sapere che dopo De Gasperi abbiamo avuto gente come Moro e Prodi, meno pensare che oggi abbiamo teatrini fra Fassina e Brunetta che umiliano l'onestà intellettuale. Povera Italia... e non sto parlando di formalità, ma proprio della qualità della nostra democrazia.

Chiudo con un ultimo pensiero su SEL che sta morendo di tattica. Se in Parlamento trovo si stia muovendo abbastanza bene, è fuori che sta muorendo in attesa del PD. Se prendesse l'iniziativa potrebbe essere un bozzolo per una Sinistra italiana finalmente vera, invece... niente. A questo punto, non saprei proprio chi votare alle prossime elezioni, ma già so che saranno lontane (oh sia chiaro, magari arrivano e io non me l'aspetto... chissà).

2 commenti:

Marco Zanzi 9 agosto 2013 20:20  

Al momento sono indeciso di dare la preferenza ad outsiders come:
- Alberto Samori
- Martin Schulz
- Bruno Tabacci

Scheda bianca MAI, non votare MAI. Ma la scheda nulla mi tenta......

Duca XXI 10 agosto 2013 12:20  

Il caro leader non avrebbe bisogno di futilità come il voto.

Il primo è il futuro dell'Italia, ma l'Italia non è ancora pronta.

Credo che voterò il secondo, più che altro perché l'anno prossimo si vota per le europee e devo dire che Schulz merita fiducia. Voterò l'unico partito italiano che lo sostiene, ma temo che saremo nuovamente pochissimi...

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