Costituzionalmente liberi di servire

09/08/14

Se c'è una cosa che non sopporto, non tollero sono le riforme della Costituzione fatte male. Cattivo il processo, pessimo il risultato, incompleto il disegno finale. Come nella riforma votata da Berlusconi nel 2006 e poi per fortuna abrogata dal referendum, questa riforma è un gran pasticcio che mischia cose buone (es. la fine del bicameralismo perfetto e la richiesta di fiducia solo dalla Camera) a vari pasticci (il meccanismo di selezione, l'immunità, le competenze). Un risultato pasticciato e incoerente come lo era la riforma del 2006 per cui molti di quelli che oggi cantano vittoria allora avevano fatto barricate con toni tragici.

In questo la vera DC aveva più senso delle istituzioni, mentre questa nuova DC che governicchia l'Italia dimostra di avere proprio poco senso anche pragmatico. Basti dire che è una riforma che porta le firme di Finocchiaro e Calderoli per capire che non ci può essere niente di buono anche se, per fortuna ed a loro insaputa, alcune cose positive sono state inserite. Però, no... proprio non si fa così e sul modo il Presidente Grasso si dimostra un Marcello Pera qualunque.

Quel che più mi dispiace è che tutte queste sono parole gettate al vento di fronte all'arroganza che ormai governa in Italia. Un'audacia che è diventata strafottenza grazie ad un supporto mediatico mai visto prima. Almeno prima c'era il monopolio berlusconiano che giustificava tutto ciò, oggi la propaganda è figlia del "non ci sono alternative" e della passione italica di salire sul carro del vincitore di turno. La Libertà dei Servi.

2 commenti:

Anonimo 12 agosto 2014 alle ore 17:49  

Una cosa non capisco e ti chiedo lumi visto che dagli US e' difficile avere polso della situazione. I giornali li leggono poche persone, quindi direi che l'influenza in proposito e' non-decisiva (come visto negli anni berlusconiani). I programmi televisivi di approfondimento mi sembrano avere sempre voci anche critiche sull'operato del governo (penso alle trasmissioni di La7 ma anche altre, dove spesso troviamo persone sicuramente non tenere con renzi come scanzi, travaglio, salvini, ecc).
rimangono, come grandi megafoni di massa, i telegiornali. Deduco da quanto dici che siano tornati a fare un po' l'istituto luce del governo. Cosa non buona.

Ho pero' il sospetto che il supporto mediatico sia una conseguenza piu' che causa dell'assenza di sguardo critico della societa' italiana. Io ho il sospetto che in tanti preferiscano a pelle chi, a prescindere, sembra avere la ricetta giusta, sembra il salvatore, quello con la chiave.

Tu che ne dici?

-papero

D21 21 agosto 2014 alle ore 09:28  

Ci sono due aspetti diversi e seguo il tuo ordine.

Il primo è che bisogna anche vedere che tipo di voci critiche ci sono contro il governo: una critica come quella di Scanzi o Travaglio non è costruttiva e pertanto in fin dei conti irrilevante perché non scalfisce l'immagine di Renzi come unico primo ministro possibile. Pertanto, sono critiche da derubricare a irrilevanti. Salvini è un'eccezione, ma il suo è un partito di testimonianza che deve recuperare visibilità per cui è in una situazione più facile.

Il secondo tema è capire se i media siano causa o conseguenza. Io credo che il rapporto sia mutualmente cumulativo ed iterativo rinforzandosi l'un l'altro. Era e sempre sarà così, purtroppo non è una relazione lineare.

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