Per quel che mi riguarda

23/10/11

David Cameron e' un premier dimezzato perche' si atteggia da primo ministro forte, quando non ha vinto le elezioni, ma solo il suo predecessore le ha perse. Eppure, fa la voce grossa pretendendo di avere voce su temi politici su cui loro hanno deciso di non prendere parte. Non vale dire "l'Euro non lo voglio" e poi, quando diventa un fattore cruciale per tutti, pretendere di avere voce in capitolo. Troppe benevolenze nei confronti dell'Inghilterra, paese che si prende solo i benefit e mai i malus dell'essere in Europa. Quindi, se il suo partito vuole andarsene dall'UE (mossa demagogica per recuperare il consenso che non hanno), facciano pure, anzi: e' l'Europa che dovrebbe chiedere maggiore chiarezza con un "o dentro o fuori". Sono contrario alle mezze misure istituzionali e al caos che e' questa Europa: maggiore chiarezza istituzionale perche' l'Europa deve essere un pacchetto che si prende o tutto o niente, non vale farne parte solo quando fa comodo sbattendo sugli altri i costi delle cose che non piacciono (questo vale non solo per la GB).

Chiudo facendo notare che ogni decisione della Merkel&co aggrava la crisi: dal ritardo di intervento alla decisione di misure punitive contro la Grecia fino ai vari "no" a Sarkozy sull'EFSF. Ultima cosa dedicata a chi dice che l'UE non sa prendere decisioni: sappiate che praticamente tutti i governi europei sono retti dal Partito Popolare Europeo (PPE), pensateci prima di votarli...

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settimana intensa

22/10/11

Difficile raccontare l'intensita' di questa prima settimana della nuova vita bruxelloise. Mi ritrovo semplicemente su un letto con una connessione precaria a casa di un'amica che mi ha lasciato la sua casa mentre lei e' via per il week-end.
Tante esperienze ed emozioni, pochi aneddoti. Tanti semi seminati per il futuro, ancora molte scomodita' da trasferimento. Eppure, eppure ritorna un ottimismo per il futuro, il sorriso, la voglia di fare e la consapevolezza che, impegnandosi e avendo fiducia, le cose si possono cambiare per il meglio. Non e' poco, visto i tempi non e' poco...

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sempre la solita storia

17/10/11

Siam sempre qui a commentare la solita storia di violenze alle manifestazioni: i soliti gruppi commettono le solite devastazioni e il mondo della politica parte in una ridda di dichiarazioni, questa volta per fortuna tutti a condannarle. Eppure... perché ci tocca star sempre qui a comentare la stessa storia? Perché non si riesce MAI a evitare che succeda tutto questo? Perché in altre 850 città del mondo, di cui molte italiane (Milano inclusa) si riesce a manifestare pacificamente ed a Roma no? Non basta condannare i violenti, bisogna evitare, prevenire... se vai in manifestazione con una spranga le tue intenzioni sono chiare anche prima che tu inizi ad usarla. Alemanna sapeva da giorni che ci sarebbero stati incidenti, perché non bloccare i gruppi organizzati? Perché non intercettare i siti e le email per sapere dove si sarebbero radunati per evitare concentrazioni, bloccarli finché erano isolati e prevenire la loro fusione col corteo? Sono sempre gli stessi, possibile che da Roma ci siano stati solo 12 arresti?!? DODICI??? Non ci credo che non siano riusciti ad isolarne e arrestarne molti di più!

D'altronde, Giulio Cavalli ci ricorda qual è il metodo in vigore in Italia da decenni:
“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito. Gli universitari invece lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì.” (F. Cossiga)

Chiudo con una nota che mi ha fatto molto piacere ed una contraddizione. Il Parroco della Cattedrale di Londra ha benedetto i manifestanti perché è giusto quel che fanno, d'altronde Gesù sta dalla parte dei poveri, non dei banchieri. In Italia, è solo Draghi a dire che le ragioni della protesta (quella pacifica intendo) erano condivisibili, il parroco di San Pietro?

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prima di ripartire

15/10/11

Torno a Bruxelles, almeno altri sei mesi. Alcuni dicon che io fermo non ci so stare, forse è vero, ma è talmente bella la scoperta e l'avventura in posti nuovi che non capisco perché debba sentirmi vecchio e condannarmi all'immobilismo. E' un modo per rimettersi in discussione e crescere, mentre molti amici italiani mi hanno quasi accusato, implicitamente intendo, di non sapermene stare nel paese più bello del mondo.
Ma non è forse bellissimo sapere che dall'Italia alla Spagna, da Londra a Sofia ci sono persone bellissime con storie affascinanti da ascoltare e risate da condividere? E' forse il passaporto quello che determina le amicizie? E' vero che la geografia è destino, ma abbiamo due gambe e un solo culo: significa che è più importante muoversi che star seduti a guardare un fiume scorrere.
Trovo in questo gli Italiani d'Italia molto chiusi e incapaci di capire quanto sia bello il mondo dove gli Italiani non d'Italia han svolto lo sguardo. L'Italia è la culla di una grande civiltà, ma mica possiamo vivere per sempre in una culla! E poi, alle ragioni del cuore, bisogna anche rispondere con le ragioni della mente: ma a quanti gliene frega del tuo stipendio? Del fatto che a furia di tener duro poi dopo un po' ti rompi? Del fatto che altrove non è il paradiso, ma la cosa più bella che ci è dato di vivere in quest'epoca è quella di scoprire che molti confini non esistono più e possiamo scoprire cose bellissime anche altrove?
Ridere con un amico indiano bevendo una birra, una spaghettata con un'amica lituana che ti fa la sua zuppa tipica (non chiedetemi com'era, potrei non essere diplomatico... diciamo che ho apprezzato il gesto, ecco...), una discussione sulla nuova costituzione boliviana: non è forse bellissimo questo mondo? Di fronte alla crisi che distrugge le nostre aspirazioni a una ragionevole stabilità economica, almeno godiamoci il crollo della barriere e fruiamo della bellezza del mondo, senza condannarci all'immobilismo.
Chiudo dicendo che mi rattrista vedere una certa spaccatura tra chi condivide questo desiderio e chi non tanto non lo condivide, ma soprattutto un po' lo condanna, magari anche solo inconsciamente. Io voglio solo poter godere della bellezza che ho trovato nel mondo e che è del mondo. E se questo richiede una messa in discussione di se stessi, benvenga! Mi hanno sempre insegnato che mettersi in discussione è gioventù, restar fermi immobili è vecchiaia. Mentale, intendo. E quindi ci si apra alla bellezza del mondo, allo scoprire cose nuove, nuovi sorrisi da condividere e, se necessario, alle lacrime che si dovranno versare perché, avendo una vita sola, l'unico errore è di non viverla.

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onesta comprensione

14/10/11

Visto come certe banche hanno insegnato a trattare i lavoratori, non mi sorprende che ora i lavoratori vogliano bruciare le banche. Per quanto condanni la violenza, visto come le banche hanno insegnato a trattare lavoratori, operai, giovani e adulti in sfregio a qualunque dignità del lavoro per di inseguire il profitto (loro), se oggi quella gente ha voglia di ripagarli con la stessa moneta non dobbiamo sorprenderci perché la violenza degli operai non è azione, ma reazione alla violenza silenziosa e spietata delle banche, per quanto nessuna delle due possa ritenersi giusta.

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