conoscenza e cambiamento

30/09/07

Sono iscritto, ormai da alcuni anni, ad un'interessante NL promossa da Polemos. Nell'ultima ricevuta ho trovato questa frase che mi sembra valga la pena riprendere.

la conoscenza in sé non produce cambiamento. Prendere consapevolezza è un primo passo importante, ma non fornisce ancora quello che serve per cambiare. Anzi spesso la conoscenza acquisita è ostacolo all’ascolto, all’apertura a nuove conoscenze o ad un livello più profondo del conoscere. Si tende a ricondurre ogni elemento di dissonanza ad una spiegazione che la converta e la inglobi al già conosciuto. Il sapere dà sicurezza rispetto all’ignoto e difensivamente viene utilizzato per mantenere la propria posizione e dominare la realtà, spiegare arbitrariamente ogni cosa, anziché esporsi alla fragilità e vulnerabilità dell’esplorazione.”
(Carla Weber)

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rientrato da Bolzano

29/09/07

Ho fatto un viaggio di merda tornando da Bolzano!
Se il fato mi aveva premiato nella tratta Bolzano-Modena donandomi la compagnia di Benedetta Inés (da pronunciarsi rigorosamente alla spagnola), simpatica (e carina) biondina di Mirandola (MO), da Verona a Milano gli stronzi di FS mi hanno piazzato di fianco alla porta che - ovviamente - cigolava a veniva aperta ogni 2' per cui non ho dormito un c___o. Il risultato è che ho dovuto recuperare le ore di sonno (4h) sul divano dimenticandomi di dare la formazione di fantacalcio in tempo: amen!

Detto questo, la conferenza è andata bene, ma eccovi alcune note di colore.
Non conoscevo praticamente nessuno, quelli con cui mi sono trovato meglio - come sempre - sono bolognesi e torinesi (pochi capiranno, ma un Vaffa al Principe ci sta tutto). La discussione della mia tesi è andata abbastanza bene, a parte un dannato prof che mi ha fatto una domanda su un aspetto iper-tecnico che ovviamente non ricordavo e più di tanto non sono riuscito a rispondere, ma comunque è andata bene (grazie al cielo c'era pochissima gente a sentirmi, chi c'era non era generalmente in grado di capire perché non mi ricordassi l'uso degli indicatori econometrici NB io ho una tesi - anche - econometrica, senza aver mai fatto un casso di econometria, né di statistica...).

La cena di gala l'ultima sera era molto di gala e poco di cena: ma chi casso ha inventato la nouvelle cuisine? 6 ravioli NON sono una cena!
L'Eur.Ac di Bolzano è una simpatica casa fascista (per la precisione era la casa della gioventù fascista) adeguatamente ritoccata per diventare un edificio futurista/futuribile/futurituro, se poi speigassero cosa significa "Capitale Iniziale" sarebbe meglio (gioventù fascista...).

La conferenza è sostanzialmente un allegro ritrovo di compagnoni che se la raccontano su, mangiando a sbafo di un'Associazione che paga.
Peccato che siano gli stessi che finanziano l'Associazione: occhio non vede...
La cosa più bella è ritrovarsi in birreria con alcuni che fino a ieri sarebbero potuti essere tuoi prof a sparare stronzate, sentirli parlare di sesso come compagnoni da bar (scanso fraintendimenti Camagni non c'era, tranquilli).
Una gag spettacolare era di un professore ordinarione sessantenne che si è messo a raccontarci di come portasse i suoi studenti ad Amsterdam e delle tecniche per "importare" dall'Olanda! (ovviamente non dirò chi è, soprattutto perché non ne conosco manco il nome, però non è del Poli).

Altra gag leggendaria era in albergo. Arrivo al buffet per la colazione e chiedo il mio solito caffé. La signora (simpatica altoatesina 60enne con un rosso legno tintissimo) che mi dice "tu folere latte?" "No, grazie, basta un caffé" "perché tu non folere latte?" - panico nei miei occhi... il latte non mi va... "io fare bene latte?" [nella mia mente si affollano in un secondo immagini atroci!!!] "perché tu non folere latte?" "NO GRAZIE! [dopo quello che ho visto nella mia mente...] basta il caffé, veramente". La gag si è ripetuta tutte e tre le mattine (per la cronaca, il caffé faceva schifo, forse era meglio se pigliavo il latte...).

Comunque, è un'esperienza da fare. Come debuttante ad un ballo scientifico credo di essermela cavata ragionevolmente bene, nonostante una mia fondamentale timidezza ho difeso l'onore del Ducato. La prossima vedremo, però essere dentro questo circolo di conferenze scientifiche è fondamentalmente divertente e si vede un po' di mondo. Resta una forte divisione tra senior e junior, ma non me ne dispiaccio troppo.

:)

Infine, Bolzano è una città veramente piccola: una strada, una piazza, il municipio. Qualunque strada percorri ti ritrovi in uno di questi tre punti. Però è proprio bella, non solo perché tenuta molto bene. E poi le Alpi, da quando fui a Grenoble non posso non provare un amore ed una riverenza rispettosa per le grandi montagne.

E ora si ricomincia con Milano, anche se a furia scaldarla ora la pentola bolle...

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21 - verso Bolzano

25/09/07

Domani si parte, destinazione Bolzano. Non ci sono mai stato, vado per una conferenza (anche importante) dell'AISRe a presentare la mia tesi. Una soddisfazione, sicuramente, perché segno di un premio vinto. Me la sto tirando? Sì, non è la prima volta che lo faccio, come quando mi sono laureato, ma credo - spero - non sia un peccato troppo grave. Fa un certo effetto, qualche imbarazzo per non essere abituato, trovarsi di là della cattedra. Ad una conferenza nazionale. Ed un po' arrossisco.
Domani mi troverò su un treno, destinazione est e poi nord, traiettorie a cui sono disavvezzo. Mi fa effetto, le mie mete solite erano Vercelli, Torino o Bologna, al più Roma (adorata capitale che mi rende orgoglioso dinnanzi al mondo). Da quelle parti, per me significava "montagna", ed invece sarà città.
Scrivo questo post un po' (poco) perché per alcuni giorni il blog sarà fermo (ma torno sabato), ma molto perché sono i segni del 21, del dopo laurea, del non essere più studente. Bolle qualcosina in pentola, ma non si parla di pantagruelici banchetti o di pasti da formichina.
Però bolle.
Passino, passetto, domani guarderò fuori dal finestrino di un treno. Incredibilmente, ci si sente come ad un primo giorno di scuola, ma questa volta vado da solo - rigorosamente - che sono finite sia la squola sia l'università. E così si va, via, verso Bolzano, ma non ci vorranno molti giorni...

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Nel mio scrigno

Visto che domenica sera sono andato a sentire i perturbazione, vi offro il testo di una loro splendida canzone. Oltretutto c'è pure Manuel Agnelli (presente domenica) che fa il coro.

I Perturbazione sono (io avrei messo un "INDISCUTIBILMENTE", ma spezie dice di no: tant'è...) il lato migliore e più giovane della musica italiana.
Mi spiace sempre un po' che gente che avrebbe apprezzato non sia venuta, ma come si suol dire 'i loro... :) Grazie al pdac (& co) che sono gli unici che mi seguono fedeli agli ormai immancabili concerti dei Perturbazione.

Perturbazione - Nel mio scrigno

E in mezzo ai palchi luccicanti che hai davanti c'è anche il mio
Sembra d'ottone accanto a tutto questo oro

Ma non è detto che se brillano non siano delle trappole
Non è detto che nascondano un tesoro

Però invecchiare insieme a me dev'essere un'idea terrificante
un nucleo denso di contraddizioni nodi debiti ammissioni a denti stretti

Improvvisamente gli anni contano di più
Sono iniziati i saldi ai grandi magazzini
E le certezze vanno a ruba di ora in ora

E i desideri nel mio scrigno
Sai che non sono i tuoi
Ti prego scusami se puoi
E i desideri nel mio scrigno
Sai che non sono i tuoi
Ti prego scusami se puoi

Comodo restarmene disteso a dispensar consigli
Proprio come se ti avessi in pugno
Ma i mesi passano e i dubbi restano e la tensione è un distillato che ti
vendo un po' più caro del giorno prima

In mezzo ai palchi luccicanti che hai davanti c'è anche il mio
Mi piacerebbe tanto crederci davvero
ma nel profondo si fa strada un'altra voce e non da
pace

E i desideri nel mio scrigno
Sai che non sono i tuoi
Ti prego scusami se puoi
E i desideri nel mio scrigno
Sai che non sono i tuoi
Ti prego scusami se puoi
E i desideri nel mio scrigno
Sai che non sono i tuoi
Ti prego scusami se puoi
E i desideri nel mio scrigno
Sai che non sono i tuoi
Ti prego scusami se puoi

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100 posts

22/09/07

I'd like to use this 100th post to speak about girl, but I'm writing and re-writing 100 times this post. I couldn't fix all the necessary things in some (few) words; I'm not used to do, and when I did someone misunderstood.
There are too many things and too important to use "just" a blog's post. I'd thinking for some days, weeks (I started in Toronto...), searching a framework for each fragments, but I'm understanding that I'm not so able. I'm unable to explaine the beauty of their psycological support, or their charme as a book of Garcia Marquez. How explaine the different ways to be Princess? or Queen? Nomads or travelers? Friend or opposant? Shy or rebel? I couldn't explaine Lousiana and her last cigarette or the taste of a coffee from a very far island. A picture from a big European city or a fragment from an African corner. A music in the car or a smile that couldn't lie.
'Bellezza' is a female word for this reasons. You couldn't define it, but everybody'll understand you. It's incredible the way to remember each one, from the first one when you were young or the farest one that you don't know where she's now. I won't speak about first love, neither the other kisses because girls are important not only as lovers.

The 100th post will pass and it isn't so important, tonight we'll dance and that's all.

:-)


Le Passanti (De André - Verlaine)

Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c'era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più.

A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l'hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità.

Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l'unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano.

A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia,
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato.

Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.

Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.

Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere.

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non antipolitica, ma una neopolitica

16/09/07

Sono stato sollecitato in questa riflessione da questa analisi di Ilvo Diamanti. Vi invito a leggerla.

Sono personalmente convinto che la sfida del PD sia quella di una nuova politica. L'anti-politica è un tema di destra (Berlusconi è il Presidente Imprenditore, non parla mai di primi ministri, segretari o deputati, è il Presidente-Cavaliere); alla Sinistra invece serve una neopolitica. Un modo nuovo, aggiornato adeguato ai problemi. Principi saldi (io li vorrei socialdemocratici, ma qualcuno fraintenderebbe) e capacità di leggere ed affrontare i problemi. Al contrario, vedo tanta ideologia a Sinistra, un'ideologia non tanto nelle risposte e nelle procedure della politica ma nel non voler vedere i problemi perché "se sei di Sinistra non puoi dire che ci sia un problema di sicurezza...". In questo è stato molto chiaro Penati in questa intervista. Infatti, Penati è l'unico che sia riuscito a vincere a Milano, a differenza di una dirigenza cittadina di centro-sinistra fatta di inetti (hanno perso tutte le elezioni, senza combattere anche quando avevano buoni candidati, ma ora Fiano è deputato e Dalla Chiesa è sottosegretario: può questa essere meritocrazia?).

E' un bisogno di novità che di certo non può essere rappresentato da Veltroni, sostenuto da troppi diessini abituati ad un lavoro da "yes-men" acritici nei confronti delle segreterie di partito (in questo mi preoccupa la candidatura del pur giovane e promettente Martina). Lo dico non perché Veltroni non sia un buon candidato (anche se politicamente lo trovo già vecchio e non abbastanza europeista), ma perché sta passando il messaggio politico di una fusione partitocratica, con poco investimento di rinnovamento. Mi sto personalmente convincendo che, pur sapendo già di perdere, voterò alle primarie e voterò Letta: quest'intervista dimostra grande capacità di leggere la situazione politica contemporanea.

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incantenato rispondo: perché scrivo sul blog

15/09/07

Sono stato incatenato dall'Albertazzi, che forse così Irreprensibile non è, ma partecipo al gioco ben volentieri. Dunque, mi tocca spiegare le 5 ragioni per cui scrivo su un blog.

1. Innanzitutto, questo blog è autocelebrativo, come d'altronde ho spiegato sin dal primo giorno.

2. Mi piace scrivere, gettare i pensieri in una forma ordinata, vederli lì stesi da poterseli rileggere e capire cosa si ha in testa, se si sta sbagliando o se ne si è veramente convinti. Ho sempre trovato la scrittura uno strumento interessante, mi ci sono trovato sempre abbastanza bene (diventai sinonimo di email lunghe e noiose...), soprattutto in confronto con altre forme espressive come il disegno. Il mio grande problema è la calligrafia, ma proprio per questo un blog risolve il problema (certo, a furia di scrivere col PC la mia calligrafia è sempre più illeggibile, ma tant'è...).

3. Avere un blog, un blog come questo, mette in mostra un lato personale che non tutti conoscono. Sicuramente un mio lato tendenzialmente più serioso, più riflessivo, più impegnato. Molti amici di Edinburgh o di Toronto (ma anche milanesi) trovano poca coerenza tra il lato serioso del blog e quello più scherzoso e giocoso di quando si esce la sera. In fondo, lo faccio anche per loro per dare un'immagine più completa. Un blog, come dice Albertazzi, è un buon modo per scambiarsi idee in modo ordinato e ragionevole (tranne qualche eccezione).
Scambiarsi idee sembra, in questo tempo ed in questa città, un lusso.
Un blog perché in compagnia ci si diverte, ma bisogna anche scrivere di cose serie. Sono facce diverse perché, come forse non ho ancora detto, sono un convinto pirandelliano: non pensiate quindi che io sia quello che scrivo, perché quello che scrivo è quello che io voglio che si legga di me.

4. Scrivere un blog è un modo per sentirsi un po' meno colpevole di fronte a certi fatti, certe ingiustizie, certi torti. Scrivere pubblicamente di un tema non ci rende innocenti, non mette a posto la coscienza, ma serve ad alleviare il senso di impotenza di fronte a certe cose, certe ingiustizie, propugnare certe idee di cui si è convinti. Non tacere di fronte a certe cose è un dovere etico, forse anche morale. Ci sono temi che non si possono eludere, che vanno dichiarati, enunciati, annunciati, denunciati ed il blog è un canale semplice, anche se molto poco potente.

5. Il blog è un buon modo per innamorarsi, sì proprio così. Ci si innamora di alcuni blog, del pensiero, di un lato che spesso di alcune persone non emerge. Poi, come dicevo prima, il blog non sono le persone, ma sono ciò che le persone vogliono si legga di loro. Certo, ogni tanto qualche casino me l'ha creato (mi ricordo di quando son dovuto scappare in Messico...), ma in fondo siamo ancora qui a berci una birra facendo 2 chiacchiere...

Credo di essere stato sufficientemente prolisso. Ovviamente, mi diverto anche a incatenare due persone che a loro volta dovranno spiegare le 5 ragioni per cui scrivono su un blog. Scelgo due blog di due ragazze ché se lo meritano: li scelgo perché sono, il primo, il blog più interessante di quelli che conosco (con rispetto per gli altri), il secondo è invece quello che negli ultimi tempi mi diverte di più. Incateno quindi Spezie e la Kiwinella filosofica.

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L'ennesima vergogna della Moratti

13/09/07

Torno a casa dal lavoro e mi rilasso guardandomi il TG regionale. Due notizie da vergognarsi di quella pXXXXXa della Moratti, persona per cui provare stima significa veramente mancare di qualunque onestà intellettuale.

1. riunione sul traffico nell'area milanese SOLO con i Sindaci di centro-destra. Si tratta di una scorrettezza istituzionale gravissima perché o inviti tutti i Sindaci o inviti gli esponenti della tua coalazione a livello metropolitano. E' una scorrettezza gravissima, che oltretutto dimostra una ritualità inconsistente e la volontà di non decidere perché chiunque abbia una minima consapevolezza su problemi del traffico sa che dipende dalla collaborazione a livello metropolitano non solo coi Comuni del tuo colore politico (è una squallida mossa per affossare il progetto di Città Metropolitana sostenuto da Penati).
La Moratti dimostra di non avere né senso istituzionale nè volontà di affrontare i problemi.

2. Vogliono aprire il sacrario dei caduti di S. Ambrogio anche ai Repubblichini, mettendoli al fianco di chi è morto per l'Italia (soldati regolari e partigiani). Un insulto postumo che uccide il pur debole senso di dignità legato all'essere italiani. Uccidono i valori della Repubblica, infangano il senso democratico riconoscendo come eroi patrii quei Repubblichini che tradirono la patria e che combatterono contro i valori più alti come la democrazia e la pace. L'esempio della Moratti traccia un futuro fosco perché vuole riconoscere come fondanti della nostra società i valori dei repubblichini basati su violenza, esaltazione della guerra e disprezzo della democrazia.

Peggio di così non poteva fare...

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farmacisti

Ho mal d gola, nulla di particolare, e quindi sono andato dal farmacista. Quando gli ho chiesto cosa mi consigliava c'ho pensato: ma è un medico o un commerciante? La natura ibrida di questa professione mi rende maledettamente sospettoso. Ma mi devo fidare? Non è solo un commerciante, cioè in ballo c'è la mia gola e la voce che in questi giorni non ho...

Ahimé, mi tocca rispondermi con un tant'è...

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sui bastioni ducali

12/09/07

Un assedio buono e positivo, ma pur sempre un assedio. Qualcuno capirà a cosa mi riferisco, ma presto sarò più esplicito. Per ora restiamo saldi sui bastioni del ducato, a fiato corto ma ancora saldi.

W AlSam W Vicio e soprattutto un grandissimo Salva: che spetta'holo!

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11-sept, one day after

One day after the 11th september, we need to think about what to do. The solution proposed by Bush doesn't work, so?
One day of silence for the deads of 11/9, but after?

A simple question, but unsolved. Hei, W, your politic doesn't work!

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a proposito del V-Day

08/09/07

Ho già avuto modo di scriverne altrove, ma riprendo il succo qui.

Il V-Day è, a mio modesto parere, un'iniziativa con contenuti ampiamente condivisibili (a tratti è disarmante che si debbano rilanciare certi temi), ma con modalità profondamente sbagliate. Tra forma e sostanza c'è differenza (datemi del crociano, machissene) ed in questo caso trovo abbiano scelto una forma profondamente sbagliata (populistica e demagogica) per una causa ampiamente condivisibile.

Per cui, cordialmente, io ho scelto di NON aderire al V-Day, anche se ne condivido il succo della protesta.

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Bye bye big Luciano

07/09/07

A pause of silence during the music: he's dead.

I'd liked Pavarotti, great singer and he'd the courage to cross formal borders beetwen opera and pop/rock, promoting classical music as nobody else before. I liked his wonderful Modena's accent.

Thanks to Pavarotti, I'm proud to be Italian.

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It isn't for someone specifically.

05/09/07

I was looking about my canadian souvenirs and I've found it. During a lesson in Toronto, the teacher gave us this lyrics. Probably, you know it for the film "Four weedings and one funeral".
Without a specific reason I put it here. It's "just" a good lyrics about a gay love story.


Funeral Blues (Song IX / from Two Songs for Hedli Anderson)

Stop all the clocks, cut off the telephone.
Prevent the dog from barking with a juicy bone,
Silence the pianos and with muffled drum
Bring out the coffin, let the mourners come.

Let aeroplanes circle moaning overhead
Scribbling in the sky the message He is Dead,
Put crêpe bows round the white necks of the public doves,
Let the traffic policemen wear black cotton gloves.

He was my North, my South, my East and West,
My working week and my Sunday rest
My noon, my midnight, my talk, my song;
I thought that love would last forever, I was wrong.

The stars are not wanted now; put out every one,
Pack up the moon and dismantle the sun.
Pour away the ocean and sweep up the wood;
For nothing now can ever come to any good.



Blues in memoria

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,

chiudete i pianoforte, e tra un rullio smorzato

portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.


Incrocino aeroplani lamentosi lassù

e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,

allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,

i vigili si mettano guanti di tela nera


Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,

la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,

il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;

pensavo che l'amore fosse eterno: e avevo torto.


Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;

imballate la luna, smontate pure il sole;

svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco;

perché ormai più nulla può giovare.


(Traduzione di Gilberto Forti)

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Giuliano Palma sings...

02/09/07

Wonderful Life

Here I go
Out to the sea again
The sunshine fills my hair
And dreams hang in the air
Gulls in the sky
And in my blue eyes
I know it feels unfair
There is magic everywhere

Look at me standing here
Here on my own again
Up straight in the sunshine

No need to run and hide
It's a wonderful, wonderful life
No need to laugh and cry
It's a wonderful, wonderful life

Sun's in your eyes
The heat is in your hair
They seem to hate you
Because you are there
And I need a friend
Oh, oh, I need a friend
To make me happy
I stand here on my own

Oh oh oh ooh,
Look at me standing here
I'm here on my own again
Up straight in the sunshine

No need to run and hide
It's a wonderful, wonderful life
No need to laugh and cry
It's a wonderful, wonderful life

I need a friend
Oh, I need a friend
To make me happy
Not so alone

Look at me standing here
I'm here on my own again
Up straight in the sunshine

No need to run and hide
It's a wonderful, wonderful life
No need to laugh and cry
It's a wonderful, wonderful life

No need to run and hide
It's a wonderful, wonderful life
No need to laugh and cry
It's a wonderful, wonderful life

Ah ah ah ah ah ah
Ah ah ah ah ah ah

---

PS That's for Teresa who'd liked very much this song... ih ih ih...

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da far conoscere

01/09/07

Leggetevi questo articolo da Repubblica. Serve per capire come funziona la politica, soprattutto alla Regione Lombardia (che mi sta sul cazzo quando la chiamano senza articolo che, a detta di Formigoni, dire "Regione Lombardia" senza articolo esprime l'efficienza aziendalistica da lui introdotta...).
Spieghiamo come funziona.
Il Presidente Formigoni fa una conferenza stampa in pompa magna dicendo che ha lanciato un nuovo piano per l'ambiente. Tutti applaudono e lo votano.
Poi, torna in ufficio e cancella i fondi per l'ambiente perché deve pagare la conferenza stampa con l'invito a decine di giornalisti, le apparizioni, la sala stampa e tutta quella che è la "comunicazione istituzionale". Cosa ne resta? L'immagine perché, ricordiamoci, quello che ci riporta la stampa non è più quello che fanno le istituzioni, ma quello che le istituzioni vogliono far sapere. E intanto tutti i Lombardi votano il Presidente più "appariscente" che ci sia.

Il buon governo lombardo...

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