Visualizzazione post con etichetta Lyrics | Musica e poesia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lyrics | Musica e poesia. Mostra tutti i post

E il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire

19/05/21

Proprio l'altro giorno, Spotify mi ha proposto una canzone di Franco Battiato. Mi colpisce come uno come lui potesse essere arrivato a tale popolarità. Non un cantante di nicchia idolatrato da fan fedelissimi, come può essere un Giovanni Lindo Ferretti, ma neanche uno dei grandi cantautori alla Guccini. Era popolare alla Battisti ma raffinato alla De Andrè. Credo che Battiato non si possa inquadrare in nessuna etichetta, l'unico mi viene in mente é Magritte nel suo essere surreale onirico fuori dagli schemi ma dei successo. 

Ancora mi chiedo cosa sia l'era del cinghiale bianco, canto cuccurucucu paloma e sono affascinato da shock in my town. Potrei andare avanti a lungo ma voglio ringraziare chi mi ha portato a un suo concerto anni fa: un ricordo memorabile. 

 Ecco, Battiato va elogiato per il suo meritato successo il suo essere schivo le sue canzoni e il suo pensiero, mai banale. Grazie. 


E il mio maestro mi insegnò 

Com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire

Read more...

canzone a manovella

07/07/16

Avevo voglia di condividere questa semplice e onesta canzone.


Read more...

si cambia

27/04/16

Per anni ho criticato la cultura politecnica così orientata al 'problem-solving' argomentando in favore di una cultura più socio-umanistica dove la questione è il "problem-setting". Una cosa è risolvere un problema, una cosa è capirlo, definirlo e analizzarlo. Il rischio è che si cerchi di risolvere problemi mal definiti andando a causare danni peggiori. In medicina è evidente: se sbagli diagnosi, la cura non solo non funziona, ma rischia addirittura di essere contro-producente. Questo, però, richiede spirito critico, riflessività, capacità di analisi, creatività e consapevolezza della propria forma mentis.

Ecco, poi ci sono serate come quella di ieri o stamattina dove invece vorrei solo un buon "problem-solver", un bell'ingegnere che mi trovi la soluzione senza troppo girarci su o, come dice Vinicio, una bodyguard.

Read more...

9 anni

21/04/16

Oggi, questo blog, compie nove anni. Dopo tre inizi ed un paio di finali, le parole che scrissi quando ricominciai su questa pagina virtuale sono da confermare, hanno acquisito un corpo, una linea (per quanto ondivaga, scostante, variegata) e una storia.
Ho imparato, per esempio, che la cosa importante è il percorso, l'evoluzione, la traiettoria con cui i singoli fatti, eventi, le singole scelte e decisioni si accumulano nella vita. Credo di aver avuto pochi cambiamenti radicali, forse.
Dicevano che non bisognerebbe auto-celebrarsi, ma si dicono tante cose e non è che tutti la pensiamo alla stessa maniera. Oltretutto, essere ancora qui quando tutti gli altri blog si sono persi lungo la strada, beh rimane un successo. Questo diario pubblico dove si accumula tanta, troppa politica, va avanti, forse diradando i temi, ma si va avanti. Una canzone e si va avanti.



Read more...

"Se divento megafono mi incepperò"

28/09/15

Per chi come me è grande fan ed estimatore di Giovanni Lindo Ferretti (GLF), questo video fa abbastanza male. Non ne condivido le idee. Trovo l'intervista furbetta. Su FB è partita la caccia alle streghe condannando GLF.

Eppure, sono dieci anni che GLF ha avuto questa "conversione": nel 2005 sostenne il referendum anti-abortista, nel 2008 si candidò in una lista "Pro-Life" con Giuliano Ferrara e ad Atreje era già andato nel 2013. Quindi, niente di nuovo sotto il sole. Naturale continuazione di un certo pensiero. Piace? Non piace? Ognuno giudichi, però vediamo di non esserne sorpresi perché... insomma... son dieci anni!

Certo, viene alla mente il verso "non fare di me un idolo, mi brucerò | se divento megafono mi incepperò" perché ora lui è megafono strumentalizzato, strumentalizzabile e facilmente offerto a questi giochini politici. Ma lui stesso ha insegnato a dubitare di chi cade in questa condizione in quello che trovo un caso interessante, curioso, cortocircuitante. Eppure, nella sua contradditorietà diventa ancora più interessante e fa riflettere.

Questo caso mi fa riflettere sul perché apprezzo GLF e lo apprezzi tantissimo come artista. Mi piace perché aiuta a pensare, stimola un punto di vista diverso dal comune. Aiuta a guardare le cose in modo nuovo. Gioca con le parole come nessun altro suscitando emozioni e pensieri, mai banali. Dalla semplicità o dalla complessità aiuta a tirar fuori un modo nuovo di pensare, guardare alle cose, emozioni e riflessioni in un misto a mio avviso unico.
Ma non mi dice quello che devo pensare. Non mi impone una visione del mondo. Non gioca sulle mie emozioni o idee, ma cerca di suscitarne di nuove. Presenta le sue, un particolarissimo ed unico percorso umano ed artistico che si estende da decenni raccogliendo dalle fonti più inattese: il punk berlinese anni '70, la Mongolia fuori dal tempo, il folklore emiliano, il rock toscano, le musiche tradizionali dell'Appennino Tosco-Emiliano, le litanie religiose e così via.

In altra occasione, spiegherò perché è fra i 5 musicisti che hanno segnato la letteratura italiana dal dopoguerra (difficile sceglierne 5, ma GLF; De André, Guccini, Conte e Gaber obiettivamente hanno lasciato un segno che non può lasciar indifferenti... anche se forse ce ne sono altri... anche se molto altro andrebbe detto).

Chiudo con la mia canzone preferita di sempre. Da ascoltare. Ri-ascoltare. Meditare. Gustare. Ognuno a modo suo...



PS - del giorno dopo
aggiungo un link a questo articolo, veramente molto bello ed interessante.

Read more...

Ieri, Oggi, Domani: una provocazione. Forse.

18/07/12

Domani parleremo di Capossela e Caparezza come oggi parliamo di De André e Guccini paragonandoli agli autori di ieri Ungaretti o Montale.

Read more...

Capossela 2

10/05/12

Da Lord Jim di Vinicio Capossela
Nessuno è mai protetto
Dalla sua debolezza
Che se ne sta nascosta
Come una serpe dentro un rovo
Vilmente sconosciuta
Appena sospettata
Ma invece rivelata
Nel momento che sta a te
Lord Jim

Read more...

confesso un'emozione, improvvisamente

03/05/11

Vi confesso, senza spiegarvi troppo, un'emozione.
Domani, insegnerò alla mia prima classe... di teatro.
Insegnare non è cosa nuova, ma teatro sì.
Emozione, come da primo giorno di scuola.

Come dissi tempo fa:
" All the world's a stage,
And all the men and women merely players:
They have their exits and their entrances;
And one man in his time plays many parts"
(W. Shakespeare)

Read more...

mondi

12/04/11

Interessante articolo. Penso a me stesso e alla mia rinnovata passione adulta per i mondi da scoprire, ideare ed esplorare: mondi divertenti, interessanti, talvolta paurosi come gli incubi che non vorresti fare. Credo che la curiosità per vivere i mondi immaginifici sia troppo spesso ricacciata tra le cose da persone anormali, un po' pazze, forse autistiche. Ecco, in questo autismo ci perdiamo i mondi immaginari da esplorare e in cui lanciarsi per scoprire ciò che ancora ci resta da scoprire. Al contrario, restiamo ancorati su quello che si deve e non si deve fare per far carriera, per essere accettati socialmente negli ambienti alti così come nel branco di periferia. Ecco, invece le storie sono da scoprire, esplorare, raccontare e recitare sapendo che Goffredo di Buglione non sapeva a cosa andava incontro o che mai mi sarei pensato potesse esserci un caso assurdo come quello di Rockall (1 e 2 per saperne di più) che poi altro non è che l'avidità mascherata da diritto (Rockall) o da crociata (Goffredo). Ecco, questi... questi sono i mondi da esplorare, scoprire e ripenso al fascino dei primi esploratori che mapparono l'isola di Buss con dovizia di rilevazioni cartografiche e alla banalità di Google Earth che, invece, diventa un altro fantastico modo di esplorare mondi che altrimenti mai vedrei. Ma le storie, quelle sì, mi appassionano e mi piace conoscerle, al di là dei giudizi sociali di certi ambienti. Tenetevi le ghiande, lasciatemi alle storie di amore, di morte e di altre sciocchezze (cit.).

Read more...

avete mai fissato una lampadina?

24/03/11

Sì, sì, intendo quei bulbi di vestro con dentro un filetto di quel materiale dal nome strano: "tungsteno". Già il nome a me piace tantissimo: mi ricorda una vecchia canzone che ancora oggi mi piace parecchio.

Ma tornando alle lampadine, trovo molto romantico quel filetto che resiste diventando incandescente: alla scossa elettrica il tungsteno oppone resistenza fino a diventare incandescente e, talvolta, rompersi per questo. Stoico, quel filetto si oppone agli elettroni e in questa opposizione nasce la luce che è poi lo spettacolo per cui noi sottoponiamo quel povero filetto a tanto sforzo.

In questa stanza posso regolare l'intensità della luce e prima di andare a dormire la stavo abbassando e ho visto quel filetto di tungsteno.

Le lampade al neon saranno più ecologiche, ma mi fan perdere un po' di questa poesia.

Read more...

D'Italico lignaggio

17/03/11

L'Italia dei miei avi, quelli da cui eredito il cognome, era un'Italia umile e povera, che viveva ai piedi dell'Appennino Tosco-Emiliano. Avevamo studiato ed avevamo imparato a fare strade, ponti e parlar di legge ché Bologna era la nostra Università, ché noi ci siamo inventati cosa sia un'università!
Gente umile ché i potenti, le teste coronate o anche solo quelle con la papalina erano gente lontana. A noi la terra e la pesca da mangiare, ai nostri vicini e il mare con la pesca per mangiare. Giochi di parole per una terra che aveva la nobiltà delle antiche vestigia di un tempo mitico, andato e sempre rinverdito in un filo culturale stridente con la povertà di molta gente.

L'Italia di mio nonno era finalmente unita, ammessa al tavolo dei potenti più per il suo lignaggio che per la sua nobiltà. Un vecchio parente nobile che torna, anche se povero in canna. Ma grande dignità in quella piccola Italia ancora disorientata e incerta sul dafarsi. E quell'Italia cadde vittima del suo disorientamento e dello scroprirsi incapace di esser se stessa. Cadde nella pagina più brutta della sua storia, cadde contagiando molti altri con la peggior invenzione politica che l'Italia potesse partorire. Mio nonno era persona semplice e di lui ho pochissimi ricordi: la sua Italia si scoprì però vincente.

L'Italia di mio padre è un calciatore che alza la coppa. La sua classe, lo spunto naturale sulla fascia, saltare l'uomo e ritrovarsi a infilare un gol che fino a un istante fa era impensabile! E' l'Italia dei Piola, Meazza, Ferraris, ma anche Scirea, Riva, Rivera e Paolo Rossi. Maldini e Roberto Baggio. E' l'Italia arrogante di Alberto Tomba e della gioia di andare in Lambretta. E' l'Italia di Mike Bongiorno ché le cose migliori le prendiamo dall'estero, almeno si pensa così. E' un'Italia che per la prima volta si scopre adulta: il seno non più abbozzato, ma finalmente maturo e le prime volte a truccarsi. Appena un po' di audacia e la gonna si accorcia a mostrare quello che prima si faceva vedere più che altro per povertà...

A me è arrivata un'Italia di campioni ché - però - sapendo di esser campioni, non si allenano e arrivano alle sfide decisive per il campionato col fiato corto e le gambe pesanti. La cicala che si fidava del suo talento ora fatica e il dribbling non basta più. Beccalossi stanco sbaglia davanti al portiere mentre la Lambretta, senza manutenzione, arranca sui colli bolognesi. La TV è al plasma, ma un libro tiene sù il comodino che traballa.

W l'Italia, l'Italia dell'Amore e l'Italia degli Italiani. L'Italia che parla Italiano sbagliando le regole che si è data.
W l'Italia che soffre e si dispera. L'Italia, paese incosciente e irresponsabile. L'Italia creativa ché non ha bisogno di allenarsi e l'Italia degli Ingegneri geniali.
W l'Italia che crede nell'Europa ma poi si dimentica di fare i compiti. L'Italia dalle mille parole, dalla rosa per la ragazza che gli piace e quella pasticciona che arriva tardi al primo giorno di lavoro.
W l'Italia, assurda e contraddittoria: bellissima nel paesaggio ché gli piace distruggere a più non posso!
L'Italia dove le donne sono belle anche se sono mediocri e quella dove l'immagine non conta però...
L'Italia papale e fintamente cristiana, l'Italia sincera ed eroica di don Milani e Danilo Dolci, di Falcone e di Borsellino, di Beccalossi. L'Italia di ieri, con i peggiori Re che pure ci siamo meritati e l'Italia dei soldi sotto al materasso. W l'Italia bianca rossa e verde ché noi il Tricolore lo chiamiamo con l'ordine sbagliato e l'Italia gialla, blu e arancio ché se troviamo un accostamento più bello... no, almeno il Tricolore quello non lo cambiamo.
W l'Italia, ma non auguro cento di questi giorni ché mi paiono pochi.
W l'Italia, ma soprattutto gli Italiani ché a noi piace moltissimo parlare del nostro paese, ma non accettiamo che nessuno venga a spiegarcelo. Noi ché copiamo ai compiti in classe e detestiamo valutazioni e controlli ché tanto sappiamo che le cose le abbiamo fatte bene e non c'è bisogno di altro. E spesso è vero, spesso no.
W l'Italia degli Italiani che non sono più in Italia, di tutte le generazioni intendo.
W l'Italia assonnata che, stanca, va a dormire.

Read more...

"e' cosa 'e niente"

22/11/10

Questo splendido video l'ha appena fatto vedere Saviano. De Filippo, indubbiamente, è un artista assoluto, capace di riassumere in poche battute un'intera tragedia, una filosofia di vita, il dramma della contemporaneità che poi, forse, un tempo non era così diverso ma assai poco c'interessa, hic et nunc.

Mi dicono di essere rancoroso, di prendermela, di offendermi.
E' vero.

Ma è anche vero che se si passa sempre sopra alle offese, a certe offese, agli affronti e alle scorrettezze, a certi affronti ed a certe scorrettezze... beh, credo di perda la propria umanità, la propria dignità di essere umani. Non mi riferisco a difficoltà della vita, ingiustizie vaghe del mondo.
Mi riferisco a quelle scorrettezze fatte da chi si pensava essere amico, da chi ti fidavi, da chi pensavi che... e invece...
Mi riferisco a quando ti uccidono un progetto, parola per me sacra, su cui avevi investito tanto tempo e energie. Un progetto che avevi fatto crescere, un seme che avevi coltivato al meglio delle tue forze e poi... come se niente fosse... il tuo albero viene tagliato da chi, in teoria, ti era amico... la tua casa viene distrutta dal tuo stesso paese... il tuo figlio viene ucciso da chi condivide carne e sangue e nervi e sudore...

Passare oltre, dire che "e' cosa 'e niente" significa accettare la disumanizzazione di certe cose, perché se non sono sogni, progetti, amicizie, sentimenti, energie quello che ci rendono umani, cosa mai dovrebbero esserlo? Già lo dissi tanto tempo fa.

Ecco, allora, che se il perdono deve venire non può che provenire da qualche altra parte, più in alto, ché agli uomini se si toglie l'umanità ben poco resta. Delle ferite del mio cuore, ben poco resta. Progetti resi macerie da chi consideravo amico, e questo fa più male perché non sono vittime dei miei errori. Mi si dica pure che sono rancoroso, permaloso, ma credo che offendersi sia comunque un segno di umanità, credo che fare spallucce quando si passa sopra a queste cose sia disumanità. E poi, io, non ho mai cercato vendetta contro queste persone, anche se - certo - considerare amico chi ti uccide un progetto su cui hai investito energie, tempo, sentimenti, passione è, umanamente, impossibile.

Credo che non si debba ferire la tela su cui altri stanno costruendo dei progetti, credo che non lo si debba fare ai propri amici, credo che questo tradimento sia il problema, ma credo anche che il perdono possa arrivare come atto umanizzante di fronte a segni che fanno il pentimento.

Penso a quelle volte da cui ho subito queste situazioni, mi dicono che faccio male a prendermela, ma allora mi chiedo perché dovrei credere nei valori, sbattermi per cercare di realizzarli e chiedermi perché dei presunti amici dovrebbero uccidermeli. Perché quelle cose, non tornano indietro: se uccidi un figlio, i genitori non possono rifarlo. Farne un altro non può essere in alcun modo una sostituzione del figlio ucciso. Vado per casi estremi, ma sia chiaro che non mi riferisco ai progetti falliti, ma a quelli uccisi, non agli incidenti, ma quelli per volontà dichiarata.

Scrivo tutto questo un po' per giustificazione mia, ma molto perché credo che a ripetersi queste cose si possa fare più attenzione a cercare di non farle agli altri, io in primis. Anni fa, in maniera un po' naif, dissi che senza rispetto non ci può essere nient'altro. Un po' ingenua come affermazione perché andrebbe spiegata, ma ci dev'essere una base per sentirsi ancora umani.

Mi vengono in mente alcuni versi di maestri. Uno fa così: "E ho ancora la forza di chiedere anche scusa o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa" (troppo facile chiedervi di indovinare). Offendersi e chiedere scusa sono segni di umanità, di riconoscimento dell'umanità che c'è nelle relazioni umane, di un'umanità che non è scontata perché pochissime volte sento dire "scusa".

Io, cerco di fare del mio meglio, fare tutto il possibile, come diceva Willy Brandt, almeno di farlo nella speranza che gli ospiti di questa strana terra virtuale possano condividere capitoli di questa storia immaginifica, iperreale o surreale e che, in fondo, a me piace raccontare e se me la prendo, sappiatelo, è perché ci tengo alle persone, ai progetti e perché "Ho ancora la forza che serve a camminare, picchiare ancora contro per non lasciarmi stare: ho ancora quella forza che ti serve quando dici: "Si comincia!"."

Mi piace raccontarti sempre
quello che mi succede,
le mie parole diventano nelle tue mani
forme nuove colorate,
note profonde mai ascoltate
di una musica sempre più dolce
o il suono di una sirena
perduta e lontana.

Read more...

chi paga qualche attenzione alla sintassi delle cose

17/10/10

DA QUANDO IL SENTIMENTO E' PRIMO (E. E. Cummings)

Da quando il sentimento è primo
chi paga qualche attenzione
alla sintassi delle cose
non ti bacerà mai el tutto

essere del tutto uno scemo
mentre la primavera è nel mondo

il mio sangue approva
e i baci sono un migliore destino
che la saggezza
signora io su tutti i fiori.
Non piangere
- il gesto migliore del mio
cervello vale meno che del
battito delle tue palpebre
che dice

noi fatti l'uno per l'altro:
così ridi, lasciati andare
tra le mie braccia
perché la vita non è un
paragrafo

e io penso che la morte
non sia una parentesi

Read more...

d'un libro letto recentemente

29/08/10

Ho appena finito un buon libro di Enzo Bianchi sul tema del dialogo tra Credenti e laici. Un libro relativamente semplice, almeno rispetto ad altri libri dello stesso autore, su un tema di grande attualità e che, personalmente, trovo assolutamente centrale nel dibattito italiano.

Esiste un muro di incomunicabilità, contrapposizione e radicalizzazione a proposito di Cristianesimo, religione, Fede e spiritualità. Concetti diversi, ma ovviamente legati e vicini tra loro. Non voglio farne un'analisi accurata, né una recensione: mi limiterò a farne un commento. Ovviamente, usando il mio stile frammentato e spezzettato che mischia contenuti del libro da idee mie.

In Italia c'è l'idea di una Chiesa assediata che pretende di re-imporre la sua posizione di 'religione' ufficiale, di imporsi come base per il substrato etico della società. Un problema comune a altri paesi, ma ricordo che quand'ero a London lì la Chiesa aveva consapevolezza di essere minoranza e non aveva la pretesa di esser monopolista. In Inghilterra, non c'è l'idea di un'etica basata su valori religiosi, posizione che invece avanza tremendamente negli US.

In Italia mi sono accorto ci sia un clima che rende impossibile un confronto sereno, c'è una radicalità che mi mette molto a disagio. Gli spazi di confronto costruttivo sono estrememante ridotti, le posizioni già maturate e quindi non disposte a ulteriori spostamenti. Gli Italiani vivono come tante rocche o guelfe o ghibelline con pochissime "città" dove l'aria sia libera e si possa confrontarsi, al limite anche cambiare idea.

Un dialogo in cui ogni critica alla Chiesa provoca un inalberamento e una condanna di relativismo mentre, dall'altra parte, c'è un fastidio alla sola idea di poter lontanamente pensare che la Chiesa possa dire anche solo un fondo di cose che si possono condividere. Noto, con rammarico, che appena c'è qualcosa di condivisibile anche dai laici, subito si parla di eccezione nella Chiesa.

Un clima che impedisce il dialogo e, soprattutto, la maturazione di percorsi individuali e collettivi che possano portare a una crescita. La Cristianesimo e anti-religiosismo si sono fatti cattivi, aggressivi l'un l'altro armati pronti a menar fendenti a più non posso. Triste epoca dove l'Evangelizzazione è vissuta come colonizzazione dei barbari che, giustamente, si difendono. Ma i Barbari, quelli veri, apprezzarono e capirono i grandi valori dell'Impero romani. Oggi no.

Il miscuglio con la politica, gli affari, gli interessi nell'intreccio di gerarchie, lobby, porporati e elezioni crea un disgusto più che comprensibile. S'è perso uno spazio mite di confronto. La religione, intesa come istituzione mondana, si mischia a supporto di tutt'altri interessi. La Fede ridotta a merce interessata a raccogliere l'8 per mille.

Personalmente, provo grande insofferenza per questo clima e non posso non tacerne. Provo sofferenza per posizioni ormai irrigidite su fronti non disposti a capire la ragionevolezza delle posizioni altrui. Provo insofferenza nel non poter mai avanzare critiche da nessuna delle due parti. Si sta, in questo dialogo, come tifosi di calcio, nella miglior tradizione italiana, anche lì giran troppi soldi e lo spettacolo degrada facilmente.

Proseguendo la metafora, mi piacerebbe trovar l'entusiasmo dei primi calciatori: i Piola, i Meazza, Ferraris e il primo campionato italiano che si disputò in un solo giorno. Sì, ecco, chiudo i miei pensieri sparsi con questa riflessione: la Fede come la gioca di giocare a calcio, una gioia presa nella sua semplicità, come San Francesco ché di certo non era un teologo che avesse letto mille libri, ma una cosa bellissima che può decadere miseramente, anche per colpa di chi la pratica. No, forse questa metafora non è convincente, quindi dimenticatela.

Mi piacerebbe solo ritrovare quel clima che conobbi a London di maggiore semplicità, umiltà e apertura al dialogo in un clima di maggiore disponibilità. Almeno, a quella London che io incontrai e vissi. Corrono tempi cattivi e non c'è da esserne contento perché si perde, lentamente, un senso di umanità condivisa, un senso di fratellanza e Comunione, un senso di responsabilità comune, collettiva e condivisa.

Trovo curioso che l'Italiano ci dia tanti vocaboli con la "c".

Read more...

Più di tutti

24/07/10

Più di tutti, fu Tomasi di Lampedusa ad aver capito l'essenza profonda dell'Italia. Guardate qui (grazie a chi miha mandato quel link).

Read more...

tempi

15/02/10

Lili Marleen

Vor der Kaserne
Vor dem großen Tor
Stand eine Laterne
Und steht sie noch davor
So woll'n wir uns da wieder seh'n
Bei der Laterne wollen wir steh'n
Wie einst Lili Marleen,
Wie einst Lili Marleen.

Unsere beide Schatten
Sah'n wie einer aus
Daß wir so lieb uns hatten
Das sah man gleich daraus
Und alle Leute soll'n es seh'n
Wenn wir bei der Laterne steh'n
Wie einst Lili Marleen,
Wie einst Lili Marleen.

Schon rief der Posten,
Sie blasen Zapfenstreich
Das kann drei Tage kosten
Kam'rad, ich komm sogleich
Da sagten wir auf Wiedersehen
Wie gerne wollt ich mit dir geh'n
Wie einst Lili Marleen,
Wie einst Lili Marleen.

Deine Schritte kennt sie,
Deinen zieren Gang
Alle Abend brennt sie,
Doch mich vergaß sie lang
Und sollte mir ein Leids gescheh'n
Wer wird bei der Laterne stehen
Mit dir Lili Marleen,
Mit dir Lili Marleen?

Aus dem stillen Raume,
Aus der Erde Grund
Hebt mich wie im Traume
Dein verliebter Mund
Wenn sich die späten Nebel drehn
Werd' ich bei der Laterne steh'n
Wie einst Lili Marleen,
Wie einst Lili Marleen.


-----

Davanti alla caserma
davanti al portone
si trovava un lampione
che è rimasto lì tutt'oggi
se ci volessimo rivedere
potremmo ritrovarci vicino al lampione
come una volta Lili Marleen
come una volta Lili Marleen

Le nostre ombre si fondevano
sembravano essere una sola
avevamo così tanto amore dentro di noi
che si vedeva subito anche da fuori
e tutti lo potevano vedere
quando stavamo vicino al lampione
come una volta Lili Marleen
come una volta Lili Marleen

Ma ecco che chiamò la guardia
"suonano la ritirata
questo ti può costare tre giorni"
"Camerata, vengo subito"
così ci dicemmo arrivederci
ma come avrei voluto invece venire con te!
come una volta Lili Marleen
come una volta Lili Marleen

Lei conosceva bene i tuoi passi
e la tua andatura delicata
tutte le sere si ardeva d'amore
ma nonostante ciò si stava dimenticando di me
procurandomi un gran dolore
chi ci sarà ora vicino al lampione
con te Lili Marleen? chi ci sarà?

Da luoghi silenziosi
dal profondo della terra
si alza come in un sogno la tua bocca
quando le tarde nebbie svaniranno
io sarò di nuovo vicino al lampione
come una volta Lili Marleen
come una volta Lili Marleen


-----

Underneath the lantern,
By the barrack gate
Darling I remember
The way you used to wait
T'was there that you whispered tenderly,
That you loved me,
You'd always be,
My Lilly of the Lamplight,
My own Lilly Marlene

Time would come for roll call,
Time for us to part,
Darling I'd caress you
And press you to my heart,
And there 'neath that far-off lantern light,
I'd hold you tight ,
We'd kiss good night,
My Lilly of the Lamplight,
My own Lilly Marlene

Orders came for sailing,
Somewhere over there
All confined to barracks
was more than I could bear
I knew you were waiting in the street
I heard your feet,
But could not meet,
My Lilly of the Lamplight,
my own Lilly Marlene

Resting in our billets,
Just behind the lines
Even tho' we're parted,
Your lips are close to mine
You wait where that lantern softly gleams,
Your sweet face seems
To haunt my dreams
My Lilly of the Lamplight,
My own Lilly Marlene.

-----

Devant la caserne
Quand le jour s'enfuit,
La vieille lanterne
Soudain s'allume et luit.
C'est dans ce coin là que le soir
On s'attendait remplis d'espoir
Tous deux, Lily Marlène,
Tous deux, Lily Marlène.

Et dans la nuit sombre
Nos corps enlacés
Ne faisaient qu'une ombre
Lorsque je t'embrassais.
Nous échangions ingénûment
Joue contre joue bien des serments
Tous deux, Lily Marlène,
Tous deux, Lily Marlène.

Le temps passe vite
Lorsque l'on est deux!
Hélas on se quitte
Voici le couvre-feu...
Te souviens-tu de nos regrets
Lorsqu'il fallait nous séparer?
Dis-moi, Lily Marlène?
Dis-moi, Lily Marlène?

La vieille lanterne
S'allume toujours
Devant la caserne
Lorsque finit le jour
Mais tout me paraît étrange
Aurais-je donc beaucoup changé?
Tous deux, Lily Marlène,
Tous deux, Lily Marlène.

Cette tendre histoire
De nos chers vingt ans
Chante en ma mémoire
Malgré les jours, les ans.
Il me semble entendre ton pas
Et je te serre entre mes bras
Tous deux, Lily Marlène,
Tous deux, Lily Marlène.

-----

Al salir de España
Sola se quedó,
llorando mi marcha
La niña de mi amor.
Cuando partía el tren de allí
Le dijo así mi corazón:
Me voy pensando en ti,
Adiós, Lili Marlen.

Aunque la distancia
Vive entre los dos,
Yo siempre estoy cerca
De tu claro sol,
Pues cuando tu carta llega a mí,
Se alegra así mi corazón,
Que sólo pienso en ti,
Soñando con tu amor.

Cuando vuelva a España
Con mi División
Llenará de flores
Mi niña su balcón.
Yo seré entonces tan feliz
Que no sabré mas que decir:
Mi amor, Lili Marlen,
Mi amor es para ti.

-----

Kasarmimme eessä
suuri portti on,
mi illan pimetessä
jää lyhdyn valohon.
Sen eessä jälleen
kohdataan,
ja lyhdyn alla
haastellaan,
kuin ennen Liisa pien´,
kuin ennen Liisa pien´.

Huomas kaikki heti,
meitä katsoessaan,
et´ lempi yhteen veti,
kun yks´ jäi varjo vaan.
Sen nähdä kaikki kyllä saa,
ken lyhdyn alla armastaa,
sun kanssas´ Liisa pien´,
Sun kanssas' Liisa pien'.

Iltahuudon hetki
liian pian sai.
Vois tulla kallis retki,
siks´ nyt jo lähden vain.
Sulle nyt
kuiskaan näkemiin,
vaik´ tahtoisin
mä kaupunkiin,
sun kanssas´ Liisa pien´,
Sun kanssas' Liisa pien'.

Askeleesi siellä,
kauniin käyntis myös,
ne tuntee lyhty siellä,
mi´ jälleen loistaa yös´.
Jos en mä enää
palaa lain,
ken lyhdyn al-
la seisoo ain,
sun kanssas´ Liisa pien´,
sun kanssas' Liisa pien'.

Kaikki sumuun häipyy,
maa ja taivaskin,
Huulillani säihkyy
tuo nimi rakkahin.
Luokses mä unel-
missain saan,
taas lyhdyn al-
la kohdataan,
kuin ennen Liisa pien´,
kuin ennen Liisa pien'.

Read more...

gossip, prima di tutti

29/12/09

Prima di tutti, credo siano le compagnie telefoniche ad essere informate dei gossip, delle coppie che si formano, di chi ci prova con chi, di linee che improvvisamente diventano frequentatissime. Sono le compagnie telefoniche che scoprono prima di tutti se una coppia va in una sola direzione, chi ci sta provando con chi e se, nel momento più bello, finalmente la coppia arriva a fare un abbonamento "you&me" che credo valga di più di una dichiarazione d'amore via facebook.

Forse addirittura l'intensità di contatti telefonici è un termometro dello stato di coppia, non solo di quelle amorose perché capita di messaggiarsi moltissimo anche tra amici o tra colleghi. Certo, le compagnie telefoniche non possono registrare se il rapporto è amoroso/amicale, di lavoro o di litigio, ma non lamentiamocene ad alta voce ché questi potrebbero trovare il modo...

Certo, in alcuni casi questo è il modo più giusto di spendere i propri soldi, anche se non posso non lamentare il fatto che le tariffe inglesi fossero decisamente più basse di quelle italiane, le quali, per esempio, non rispettano i limiti UE sui costi massimi degli sms.

Ma poi, in fondo, non c'è niente di più bello del ricevere un messaggino da una bella ragazza, da un amico lontano, ricevere una buona notizia o una cazzata divertente. Mi secca solo dare i soldi a gente che non è che ne abbia proprio bisogno, ma poi si sa che noi Italiani siamo dei gran ciarlatori.

---

Se mi scrivi (Perturbazione)

Un numero è una pura astrazione matematica
ma ti capita mai
di dare un’importanza esagerata a una sola serata
o a di che segno sei

così che dando i numeri le ho dato anche il mio
e dopo stavo come solo sa spassarsela Dio
e aspetto un SMS
come se piovesse
non mi sembra di essere più in me

e se ho scambiato un numero con un’illusione
non si è trattato di una maledetta astrazione
ma è solo perché
porca puttana mi son proprio innamorato di te

un numero è una pura astrazione matematica
ma ti capita mai
di dare un’importanza esagerata a una maglia scollata
o agli anni che non vuoi

così sto dando i numeri e non trovo una via
chiedo clemenza al mio gestore di telefonia
unite le onde del destino
al mio telefonino

e se ho confuso un numero con un’illusione
non si è trattato di una maledetta astrazione
ma è solo perché
porca puttana mi son proprio innamorato di te

clicca qui per il video

Read more...

poesia | logistica

23/12/09

Niente di più bello. Una calda serata con fuori la neve. E poi, seppur un po' contro voglia perché stavi bene e perché fuori fa freddo, uscire camminare in una bellissima Milano di notte con 20 cm di neve fresca. Ché per poco Milano sembra Trento, le vie strette del centro storico medievale evocano il Gamla Stan, ma qui non c'è il mare. I palazzi delle istituzioni ammantati di soffice delicatezza, loro che nati in altri tempi rappresentano la mia Repubblica.
Camminare nella neve alta e freschissima. Incontrare un uomo che porta fuori il cane. La solidarietà di chi cammina a tarda notte; il pensiero più dolce per chi è al calduccio tra le coperte. Ma non si immaginino scene di tempeste di neve, Milano era calmissima, elegante, come una bella donna che non ha vergogna nel mostrarsi elegantemente nuda davanti a Tiziano, Manet o Picasso.
Non ho preso alcuna foto perché niente può sostituire il dolce sentimento del camminare nella neve fresca, insolitamente alta per Milano. Manco fosse Trento...

[fine parte poetica]
---
[inizio parte logistica]

Con così tanta neve, è normale che il sistema vada in tilt. Succede praticamente ovunque nel mondo e, credo, sempre sarà così. Non lamentiamoci che questo succeda solo in Italia. Ho visto London andare in crisi totale per meno della metà della neve. Non discuterò di errori, limiti, leggerezze che pure ci saranno stati. Ma da quel che so anche altri paesi restano paralizzati in condizioni così estreme.
Quello che probabilmente manca (gravemente) in Italia è la cultura dell'emergenza e del prendersi cura dei propri passeggeri, del fatto che siano persone bloccate al freddo di stazioni e aeroporti. Ché una coperta, un thé, un biglietto rimborsato sono cose da fare per non dare l'idea di speculare sull'emergenza. Un'attenzione al passeggero che manca, quello sì.

Read more...

...e insomma, un piccolo sorriso

18/12/09

In questi giorni tutti presi da chissà quante cose, confesso ieri di aver trovato un sorriso, di quelli tanto semplici quanto sinceri. Ché poi ti addormenti guardando il soffitto col sorriso semplicemente sincero, stupido agli occhi di chi non sapendo non capisce.

Una discussione, non un vero litigio, nata sui non detti, sui fraintendimenti, i dubbi, i non so, non vorrei, i forse, i quella cosa non mi va ma non voglio dirgliela per non ferirlo... però proprio non mi va... e insomma... quelle discussioni che... dai, ci siamo capiti, tanto i dettagli non ve li racconto. Li sa chi li deve sapere, con gli altri voglio solo condividere un sorriso.

Un sorriso è qui ed ora, hic et nunc. E poi ti ritrovi che alcuni discorsi ieri improvvisati, divenuti oggi pensieri interiorizzati, come se l'improvvisazione da cui sono nati non fosse stato moto effimero e contingente, ma una porta aperta all'emersione di un qualcosa che era in me, un valore una regola una guida che avevo dentro, che aveva solo bisogno di essere sotto le luci dei riflettori sopra un palco a farsi vedere per la sua epifania e perché, in fondo, a distanza di anni porto sempre con me una piccola grande verità su cui, immancabilmente, ritorno.

E allora mi stendo sul letto a riposarmi un poco e sorrido. Thames's flowing under Blackfriars Bridge. L'Isère descend la vallée vers le Rhone et la Presqu'Ile de Lyon. Il Grande Fiume bagna la grande pianura. Die Dom in Koeln and the Lothian castle. Mediolanum.

Read more...

trepezzi tra destra e sinistra

30/11/09

Destra Sinistra (G. Gaber)

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra
tutti i films che fanno oggi son di destra
se annoiano son di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po? di destra
ma portarle tutte sporche e un po? slacciate
è da scemi più che di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra
il concerto nello stadio è di sinistra
i prezzi sono un po' di destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
I collant son quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra
la pisciata in compagnia è di sinistra
il cesso è sempre in fondo a destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
sono di merda più che sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è la passione, l'ossessione
della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa, dove non si sa.

Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra
se la cioccolata svizzera è di destra
la Nutella è ancora di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Il pensiero liberale è di destra
ora è buono anche per la sinistra
non si sa se la fortuna sia di destra
la sfiga è sempre di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra
quello un po' degli anni '20, un po' romano
è da stronzi oltre che di destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è il continuare ad affermare
un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c'è
se c'è chissà dov'è, se c'é chissà dov'é.

Tutto il vecchio moralismo è di sinistra
la mancanza di morale è a destra
anche il Papa ultimamente
è un po' a sinistra
è il demonio che ora è andato a destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
La risposta delle masse è di sinistra
con un lieve cedimento a destra
son sicuro che il bastardo è di sinistra
il figlio di puttana è di destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po' più di destra
ma un figone resta sempre un'attrazione
che va bene per sinistra e destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!

I Bambini sono di Sinistra (Bisio, Rodari, Teruzzi)

I bambini sono di sinistra. Di sinistra, sì, nessun dubbio. Non soltanto per i pugnetti stretti in segno di protesta.
I bambini sono di sinistra perché amano senza preconcetti, senza distinzioni.
I bambini sono di sinistra perché si fanno fregare quasi sempre. Ti guardano, cacci delle balle vergognose e loro le bevono, tutti contenti. Sorridono, si fidano. Bicamerale! Sì, dai!
I bambini sono di sinistra perché stanno insieme, fanno insieme, litigano insieme. Insieme, però.
I bambini sono di sinistra perché se gli spieghi cos'è la destra piangono.
I bambini sono di sinistra perché se gli spieghi cos'è la sinistra piangono lo stesso, ma un po' meno.
I bambini sono di sinistra perché a loro non serve il superfluo.
Sono di sinistra perché le scarpe sono scarpe, anche se prima o poi delle belle Nike o Adidas o Puma, o Reebok, o Superga gliele compreremo. Noi siamo No-Logo, ma di marca!
I bambini sono di sinistra malgrado l'ora di religione obbligatoria.
I bambini sono di sinistra grazie all'ora di religione obbligatoria.
I bambini sono di sinistra perché comunque, qualsiasi cosa tu gli dica che assomigli vagamente a un ordine, fanno resistenza. Ora e sempre.
I bambini sono di sinistra perché occupano tutti gli spazi della nostra vita.
I bambini sono di sinistra perché fanno i girotondi da tempi non sospetti.
I bambini sono di sinistra perché vanno all'asilo con bambini africani, cinesi o boliviani, e quando il papà gli dice "vedi, quello lì è africano", loro lo guardano come si guarda una notizia senza significato.
I bambini sono di sinistra perché quando si commuovono piangono, mentre noi adulti teniamo duro, non si sa bene perché.
I bambini sono di sinistra perché se li critichiamo si offendono. Ma se li giudichiamo non invocano il legittimo sospetto, e se li condanniamo aspettano sereni l'indulto che prima o poi arriva: la mamma, Ciampi, il Papa.
I bambini sono di sinistra perché si fanno un'idea del mondo che nulla ha a che fare con le regole del mondo.
I bambini sono di sinistra perché se gli metti lì un maglioncino rosso e un maglioncino nero scelgono il rosso, salvo turbe gravi - daltonismo o suggerimento di chi fa il sondaggio.
I bambini sono di sinistra perché Babbo Natale somiglia a Karl Marx. Perché Cenerentola è di sinistra, perché Pocahontas è di sinistra. Perché Robin Hood è di Avanguardia Operaia e fa gli espropri proprietari.
I bambini sono di sinistra perché hanno orrore dell'orrore. Perché di fronte alla povertà, alla violenza, alla sofferenza, soffrono.
I bambini sono di sinistra perché il casino è un bel casino e perché l'ordine non si sa cos'è.
I bambini sono di sinistra perché crescono e cambiano.
I bambini sono di sinistra perché tra Peter Pan e Che Guevara prima o poi troveranno il nesso.
I bambini sono di sinistra perché, se ce la fanno, conservano qualcosa per dopo. Per quanto diventa più difficile, difficilissimo, ricordare di essere stati bambini. Di sinistra, poi.

I bambini sono di Destra (Bisio)

I bambini di sinistra...naaa,errore! Ma li avete mai osservati con attenzione?
I bambini son di destra.Tutti! Non lo avete mai notato?
I bambini sono di destra perchè se possono prendere in giro un altro bambino lo fanno senza pensarci troppo.
I bambini sono di destra perchè se gli chiedi un biscotto ti rispondono "NON POSSO,SON GLI ULTIMI DIECI!"
I bambini sono di destra perchè imbrogliano pur di vincere,e se perdono è sempre colpa di qualcun'altro!
I bambini sono di destra perché s'offendono se non li lasci vincere.
I bambini sono di destra perchè fanno sempre il tifo per i cowboy, mai per gli indiani.
I bambini son di destra perchè quando combinano qualche pasticcio non lo fanno MAI apposta!
I bambini son di destra perchè a Monopoli, non si sa come, in prigione non ci finiscono mai!
I bambini son di destra perchè son sempre ottimisti, anche quando non ce n'è alcun motivo.
I bambini sono di destra perchè nelle foto di gruppo fanno sempre le corna.
I bambini sono di destra perchè se trovano uno spazio, anche piccolo, oppure se trovano un albero, tentano subito di costruirci una casettina.
I bambini sono di destra perchè se poi si costruiscono la casetta, mica ti fanno entrare gratis!
I bambini sono di destra perchè hanno paura delle montagne russe!
I bambini sono di destra perchè puoi corromperli facilmente: un cioccolatino, un pupazzetto, una mazzetta...
I bambini sono di destra perchè, diciamocelo, sono sempre di meno. E certo, sapendo che i bambini son di destra, chi ha più voglia di diventar genitore???

A conclusione, anche solo parziale per carità, di questo interessante dibattito, mi concedete un’affermazione che spero ci metta d’accordo tutti?
Destra o sinistra non saprei, sicuramente i bambini non sono di centro!... difatti appena combinano una marachella, cosa dicono? “Io non c’entro!”
E poi, suvvia, ve lo vedete un bambino dell’Udc, o peggio ancora, dell’Udeur?

Read more...

For wayfarers | Per i viandanti

Duke's guests | Ospiti regolari

  © Free Blogger Templates Columnus by Ourblogtemplates.com 2008

Back to TOP