nel silenthìo

28/06/08

Nel silenthìo i capelli crescono, pian pianino millimetro dopo millimetro si fan lunghi. Nel silenthìo le ossa s'allungano e ti fanno più grande. Sommesso il cuore pompa, cercand'anche lui d'esser silenthìoso.

Nel silenthìo prendon forma desideri e sogni. Gli amori nascon e vivon a prescinder dai verbi pronunciati, silenthìosi sguardi sbrecciano i cuori degli amanti. Nel silenthìo prende forma la vita nuova.

Dal silenthìo m'ostino ad assentarmi e me ne dispiaccio. Dinnanzi a me quel capello silenthìosamente cresciuto invoca la sua parte, invocandomi al silenthìo.

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Così ritrovarsi, come dopo i titoli di un film

27/06/08

Stamattina risvegliarsi è stato come uscire dal torpore che ti accoglie quando il film finisce, come dice la canzone dei Perturbazione, quel film che a Lei tanto piaceva, che voleva vedere da tanto... e che tu hai visto solo per farle piacere, solo per averla tra le tue braccia mentre si entusiasma per quei vecchi classici che tu non capici come diavolo facciano a piacere.
Il caldo appiccicaticcio dell'estate diventa sopportabile solo perché c'è Lei, con quel caldo ti dai fastidio anche da solo, accetti anche che la zanzara ti ronzi attorno pur di non disturbare lei che è così presa dal film. Mani nelle mani restiamo. Intanto, il caldo ti fa scivolare nel torpore del film ed è dormiveglia.

Poi, al risveglio torni alla realtà.

Ti rendi conto che Lei, sì proprio Lei non è più con te. Da anni. Che con lei non hai mai visto quel film, ma tanti altri, non l'hai mai visto in quella casa di Rozzano semi-sdraiati per terra perché, ironia dei sogni, Lei manco c'è mai stata in quella villetta vicino alla provinciale. Ti chiedi perché sia affiorata proprio ora, perché proprio sul film "Guerra e pace", perché proprio stanotte con 'sto caldo. Ripassi la giornata di ieri e ti chiedi perché la memoria ti abbia fatto questo scherzo, perché lei si sia dovuta ri-materializzare oniricamente tra le tue braccia, come tanto tempo fa proprio ora. Ripensi che in fondo lei non ti manca più, e la cosa è vicendevole perché tanti anni ormai sono passati. Eppure, i sogni non sanno mentire, anche se non sempre capisci bene cosa dicano e così assolvi la tua mente, che poi - pensandoci - suona un po' com'un'accomodante autoassoluzione. Rimugini sul fatto che però... in fondo... era una piacevole sensazione e che, tornar oggi a lavorare, ti sarà meno grave.

Mi piacerebbe solo sapere se, stanotte, anche a Lei è successa la stessa cosa perch'io ben so che s'ella per di qui dovesse passare si riconoscerebbe.

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questa notte

25/06/08

Già ne scrissi, ogni anno un fascino diverso immutato nei secoli.

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dell'eliminazione dell'Italia dagli Europei 2008

23/06/08

La Spagna ha giocato bene, ma non benissimo, mentre l'Italia ha giocato proprio male. La Spagna manca un po' di personalità, a parte Xavi e Puyol poche guide lì davanti; l'Italia è mancata del tutto, come dimostra il fatto che i migliori dell'Italia siano stati Buffon, Panucci, Zambrotta e un eccellente Chiellini che forse finalmente non sarà più considerato una promessa, ma una realtà.

L'Italia in avanti è stata inesistente. Bravo Cassano, ma poi s'è spento e Donadoni s'è ostinato a lasciarlo in campo. Cambi inutili perché se la squadra non gira il CT doveva cambiare qualcosa tatticamente (es. Camoranesi dentro non per Perrotta, ma per Aquilani in modo da avere più inserimenti in avanti). Male Toni, valeva la pena provare Borriello che ha meno esperienza ma avrebbe giocato alla morte per far valere la sua chance; Del Piero è un leader di esperienza, meglio di Di Natale, che andava messo molto prima.

Rinnovo il mio giudizio: Donadoni è inadeguato, spero che la nazionale sia rifondata partendo dalla cacciata di un CT che non ha il carattere di quel ruolo. Chi mettere? Mancini è libero ed a dimostrato di saper gestire un gruppo difficile come l'Inter di questi anni, oppure Ancelotti o un Novellino, ma via Donadoni!

Se l'Italia fosse passata avrebbe dimostrato cuore, ma non merito. Complimenti alla Spagna.

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in mezzo alla terra

21/06/08

Questa è l'origine etimologica del nome Mediolanum. Pare, ma non è certo, che derivi da un nome celtico tipo "midland" e non si sa bene se volesse dire la stessa roba, ma comunque così i latini decisero il nome del villaggio che fondarono.
Certi politicanti da strapazzo cercano di convincerci che Milano fu fondata dai Celti (falso, il villaggio celtico era a Trezzano s/N, i Romani scelsero una localizzazione poco più a Nord dove la pianura era più asciutta) o che il nome Mediolanum derivi da una parola celtica che significherebbe "scrofa lanosa", questo perché è stata trovata una statua di un idolo celtico che la rappresentava.
Tutto falso, Milano è la città in mezzo alla terra (in medium landum), ombelico della grande e fertile pianura attraversata dal grande fiume.

Troppi pochi poeti e non abbastanza canzoni cantano il cielo di questa città. Cielo ferito dalla modernità, ma bellissimo per la capacità di accogliere gente d'ogni regione sopra o sotto il mare o al di là delle montagne, città che sa produrre ricchezze, libertà ed idee come poc'altri sotto le grandi montagne. Troppo pochi vivono l'anima del Santo che in questa città arrivò e ne fece l'ultimo baluardo al più grande crollo della Storia. Troppo pochi sanno che qui, la prima università, fu un Politecnico come non accadde in nessun'altra cittade.

A Milano si arriva, a Milano nascono amicizie con la gente che arriva e pensi che si possano portare avanti a lungo perché, appunto, loro a Milano sono arrivati.
E invece poi ripartono.
Penso oggi al mio bambino, ormai adulto, che se ne torna a casa sua prima di trasferirsi in Svezia, al mio amico che dalla Calabria ora, come tanti della sua gente, ora è in Germania, all'altra mia bimba che ormai sta dove c'è la Regina ed al mio Papero che se ne andrà oltreoceano.
E' diverso da chi, dal Sud della Spagna, è passato per di qua perché quella è la sua casa ed è giusto ch'ora sia là. Questi avevo cercato di accoglierli nella mia città e ora, legittimamente, sono in altri luoghi. Non raminghi, non esuli, semplicemente hanno percorso strade della vita altrove, ma certe persone che hai imparato ad avere tra le tue vie è difficile pensarli ad attraversare a semafori che non sono tuoi.

Non posso non pensare a Me, alla Milano di cui sono innamorato seppur con tutto l'odio per vederla così. Penso, in un lampo a Lyon, unica altra città in cui vivrei a tempo indeterminato; penso alle città dove vorrei andare a vivere almeno per un po'.

Ma in fondo, di loro ho fiducia e, quindi, hermanos, vase con dios!

LA STRADA (Modena City Ramblers)

Di tutti i poeti e i pazzi
che abbiamo incontrato per strada
ho tenuto una faccia o un nome
una lacrima o qualche risata
abbiamo bevuto a Galway
fatto tardi nei bar di Lisbona
riscoperto le storie d'Italia
sulle note di qualche canzone.

Abbiamo girato insieme
e ascoltato le voci dei matti
incontrato la gente più strana
e imbarcato compagni di viaggio
qualcuno è rimasto
qualcuno è andato e non s'è più sentito
un giorno anche tu hai deciso
un abbraccio e poi sei partito.

Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada.

Di tutti i paesi e le piazze
dove abbiamo fermato il furgone
abbiamo perso un minuto ad ascoltare
un partigiano o qualche ubriacone
le strane storie dei vecchi al bar
e dei bambini col tè del deserto
sono state lezioni di vita
che ho imparato e ancora conservo.

Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada.

Non sto piangendo sui tempi andati
o sul passato e le solite storie
perché è stupido fare casino
su un ricordo o su qualche canzone
non voltarti ti prego
nessun rimpianto per quello che è stato
che le stelle ti guidino sempre
e la strada ti porti lontano

Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada.

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credo di errori custoditi...

19/06/08

Credo di avere una famiglia, oltre a quella mia di sangue ché porta i miei stessi cognomi.
Credo che questa famiglia la si riconosca dai sorrisi di potenza inaudita, dal poter salutarsi senza convenevoli formali, ma solo sostanziali.
Credo che sia la famiglia che mi fa sentire a casa, quella da cui non posso andare ma solo tornare ogni volta.

Credo esista anche quella famiglia che non avrò perché, con quella ragazza, non ci sposeremo mai ché così han decretato tempo e fati. Eppure, credo che lei viva quella che potrebbe restare la mia potenziale famiglia d'adozione. Nei muri dietro le sue foto so che ritrovo quelle mure che avrei voluto m'adottassero e forse, almeno loro, l'hanno fatto. Scalcinati muri.

Credo esista un luogo in cui non sarò mai di casa. Non lo dico per pessimismo, semplicemente perché se non ci fossero questi luoghi gli altri non mi sarebbero tanto cari. Quelle oasi di familiarità servono per navigare nella vita.

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Ci sono errori che, commessi, ripeteremo in continuazione, sbagliando ostinatamente ancora e ancora perché anche quel piccolo errore ci dà una gioia intima quantitativamente infinitesimale, ma qualitativamente incomparabile col male che poi ci fa.

Ci sono errori che ho imparato a non fare più, a costo di rinnegare un mio modo di essere ho imparato che certe cose non vanno fatte e che bisogna comportarsi in un certo modo. Sorridere anche nella diffidenza, non dar peso a ciò che non conta e ballare la morale degli altri, purché non si sputtani la mia.

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Custodisco gelosamente ogni errore e ogni mia famiglia ché sono il bene più alto di questa nostra difficile vita, fatta di tante cose il cui senso sfugge.

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Perché una cosa è vincere, una cosa è VINCERE CONTRO LA FRANCIA E ELIMINARLA

18/06/08

Il titolo già dice molto della mia opinione (ed il tema del post). Alcune considerazioni-lampo sulla partita di ieri sera:
- l'Italia non ha giocato bene, ha avuto un mix di cuore e fortuna, andando a vincere più per episodi (infortunio a Ribery, rigore-espulsione, autogol)
- Donadoni ha ancora deluso rimischiando tutta la formazione, ha però il merito di aver affidato a De Rossi il ruolo di leader in mezzo al campo. Non ho capito i cambi (perché non mettere una punta o un'ala? sul 2-0 magari azzecchi qualche contropiede). Toni, mi spiace, ma non ne sta azzeccando una! Bravo e generoso, ma pochissimo incisivo.
- devo pubblicamente correggere il mio giudizio sull'Olanda che avevo sotto-stimato e che invece gioca bene, è organizzata, corre e quindi il campo gli da ragione.

Infine, chiudo con un pensiero a Domenech, allenatore d'arroganza mai vista oltralpe, che perde con una squadra che in tutto l'Europeo ha fatto male, con pochissime idee soprattutto in mezzo al campo e con esclusioni imbarazzanti (non solo Trezeguet!). Spero che la Francia, cugini-rivali a cui comunque voglio bene, si ravveda e prenda qualunque altro allenatore.

Dopo un inizio così, l'Italia (senza che Donadoni lo meriti) potrebbe anche darci qualche soddisfazione...

PS
vedere e tifare una partita della nazionale mi piace, ma Spezie ha ragione nel ricordare che lo sport più bello e vero è quello giocato.

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Contro Donadoni (ma non solo)

14/06/08

Dati gli europei, non posso tacere e quindi, almeno per una volta, eccomi a commentare lo sport nazionale.
Non ho mai amato Donadoni come C.T. perché uno che si fa un annetto e mezzo al Livorno e poi va in nazionale... beh, dire che è prematuro è poco!
Donadoni è lì per questioni politiche (dopo uno juventino, ci voleva un milanista) e perché non c'era nessun altro. Ha una squadra campione del mondo, una squadra assolutamente di primo piano dove non è riuscito né a ripeterla né a rinnovarla, ma solo a riscaldare la minestrina con i campioni che pure ha.
Il simbolo del suo fallimento (e di chi lo sostiene) è che l'Italia continua a cambiare modulo dal 4-3-3 (mai l'Italia aveva giocato con 3 punte), al 4-1-4-1 al 4-2-3-1 ovvero: una squadra senza identità, che non sa manco ricorrere al più classico 4-4-2 che se non sarà innovativo, almeno funziona.
Una squadra senza identità, senza personalità come ha dimostrato la sfida con la forte ma domabilissima Olanda. Lippi aveva capito che Totti serviva in campo per avere un riferimento carismatico: il buon pupone, campione di primissimo piano, serviva per il carisma, anche se in nazionale non ha mai fatto granché. Lippi l'aveva investito del ruolo di leader perché una guida serve alla squadra (pensate a Corini a Chievo e Palermo, pensate a Lucarelli al Livorno, ecc).
Non si dica che Donadoni non l'ha avuto perché avrebbe potuto cercarsi qualunque altro leader in mezzo al campo. L'infortunio di Cannavaro sicuramente è una bella tegola, ma nella metà alta poteva anche investire su un De Rossi purché gli si affidasse la responsabilità.
Del Piero, accantonato per anni, è stato lanciato e lui che sì sarebbe un leader (alla Juve lo è), è assolutamente avulso da una nazionale che non gli appartiene (vedete i moduli che usa, nessuno adeguato ad Alex).
Gli altri sono buoni giocatori, come Perrotta, Camoranesi, Di Natale e Quagliarella, ma non leader, sono gicoatori che ti fanno vincere il Mondiale se ben guidati.
Abbiamo un inquietante vuoto di personalità che non è sopperito da un'organizzazione come dimostra la difesa: Materazzi va bene se ha di fianco qualcuno che lo guidi (com'era ai tempi per Costacurta che senza Baresi o Maldini non è niete), non certo Barzagli. Panucci è decisamente più adeguato per personalità, ma non è che Donadoni abbia costruito la squadra con uno come lui, salvo poi ricorrerci avendo capito di aver sbagliato tutto.
In mediana Pirlo è ormai cotto: un fenomeno se gioca 50-60 partite all'anno dopo un po' non ce la fa più, per quanto bravo possa essere.
Donadoni ha l'enorme demerito di non aver saputo impostare un'identità alla squadra, di non avere un leader e, peggio, di non aver fatto crescere nessuno. Con l'Olanda, l'errore di Donadoni è stato di non capire che, soffrendo in mediana, è inutile insistere con le 3 punte, ma avrebbe dovuto arretrare Camoranesi in modo da supportare Pirlo.
E poi, l'errore che dimostra la grave inesperienza di Donadoni è che, dopo l'Olanda, gli hanno detto cosa doveva fare (Chiellini, Perrotta, De Rossi e Del Piero) e lui, come una banderuola, ha obbedito, rinnegando la sua impostazione e facendo capire alla squadra che lui non ha la minima idea di cosa fare (ha pure ribaltato il modulo dal 4-3-3 al 4-2-3-1!!!).

Usciremo presto dall'Europeo, anche perché gli sponsor ci sono avversi come dimostra il successo del Portogallo: un suo successo sarebbe un affare enorme per i soliti noti. Aggiungerei la Spagna e poi qualche altra sorpresa. Non solo a noi, sto vedendo cose discutibili.

Alla domanda su come gli arbitri possano influenzare la partita, vi suggerisco di andare a vedere la finale di Coppa Italia Inter-Roma (chiaramente lasciata dall'Inter alla Roma, dopo la vicenda scudetto): l'arbitro, abbastanza giusto fino ad allora, ha lasciato correre su un brutto (e inutile) fallo su Vieira a metà campo, il quale si è innervosito. Da lì in poi tutta una serie di piccoli/grandi interventi di quelli che se non sei malizioso non te n'accorgi e così via... chi deve perdere si innervosisce ed il gioco è fatto.
La mia tesi è che gli sponsor guidino queste cose per non rischiare di perdere, e poi chi vincerà lo deciderà il campo, ma solo dopo esser stati sicuri di non perdere e che lo spettacolo ci sia fino in fondo, ché altrimenti non si vende bene.

Attendo le critiche.

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Dalla Gran Bretagna

Già prima di andarci l'avevo in antipatia, ma prima in Irlanda e poi soprattutto in Scozia ho imparato che l'ombrello è qualcosa di non così necessario, o meglio ho cambiato il rapporto con la pioggia e l'ombrello è diventato definitivamente superfluo, è ormai un vezzo, un lusso che talvolta mi concedo.
Non ho mai amato l'ombrello, quando sei per strada e parli con qualcuno che ha l'ombrello ma che è più basso di te (per me, praticamente sempre), non riesci a guardarlo negli occhi e te lo tira sempre in faccia.
In verità è il rapporto con la pioggia quello che la Scozia mi ha fatto cambiare: a Edinburgh non puoi stare sempre dietro con l'ombrello e preoccuparti che piova o no, preoccuparti di ricordartelo sempre quando esci e di non lasciarlo in giro. Forse gli snob londinesi si pongono questi problemi, in Scozia dove il meteo è molto più ostile sono ben'altri i problemi.
E allora: se piove poco l'ombrello è superfluo ché bastano un cappello/cappuccio ed una giacca (che comunque devi avere addosso perché mica è caldo...), se piove tanto non c'è ombrello che tenga e quindi tanto vale non averlo ché ti bagneresti lo stesso.
Ho importato questo "costume scozzese" in Italia, tra il disappunto di molti che evidentemente non hanno mai provato ad andare sù verso Irlanda e Scozia dove, bagnarsi, non è certo un problema: in fondo ci si asciuga, no? E poi la pioggia italica non è così forte, e poi io ho sempre rotto/perso i miei ombrelli, così ho anche risolto un problema...

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Povera Santa Rita, curaci i mali della sanità ciellina

12/06/08

Alla clinica Santa Rita andai una volta due anni fa quando non stavo tanto bene e finii alla guardia medica della mia università (un'infermiera per mezza giornata con 23.000 studenti, tant'è). La gentile signorina mi disse: "guardi, stia tranquillo, non è grave, nulla di urgente... ma vada immediatamente nell'ospedale più vicino".
Mi recai così alla Santa Rita dove mi somministrarono una dose da cavallo per annullare un farmaco che stavo prendendo ed a cui ho scoperto di essere allergico. Vabbè, niente di grave se non che, quando mi dimisero, mi dissero "torni pure tranquillo in università, al limite sentirà un po' di sonnolenza". Esco dal pronto soccorso e mi addormento secco in sala d'attesa (alla faccia della leggera sonnolenza!). Al ché mi fanno rientrare e mi lasciano lì a dormire un 2 ore su un lettino. Il giorno dopo stavo bene e non è che possa lamentarmi più di tanto.

Ci tengo però a chiarire di chi sono le colpe perché credo che quella della Clinica Santa Rita, di cui tutti avrete letto sui giornali, sia solo la punta d'iceberg di un sistema gravemente degenerato quale è la Sanità lombarda, con colpevoli consapevoli del sistema che hanno creato.

Premesso: lasciate stare la povera Santa Rita da Cascia. Il problema è nella Sanità lombarda la quale è l'espressione sicuramente più compiuta del pensiero politico di Formigoni (alias CL) ed è il più chiaro esempio della loro impostazione.

La Sanità lombarda è impostata come un quasi-mercato: soggetti vari (pubblici e privati) sono in concorrenza (mercato) per fornire il servizio migliore (l'offerta), la Regione Lombardia (la domanda-ombra) paga quello di cui fruiscono i cittadini (la domanda-utente). Chi fruisce del servizio (il cittadino) non è quindi quello che paga direttamente (=non si rende conto di quanto costi); chi eroga il servizio poi si fa pagare dalla Regione Lombardia (l'ospedale si auto-certifica le prestazioni). Il pagamento è automatico (è un mercato, non una distribuzione amministrativa).
Così, secondo il pensiero pseudo-liberale Ciellino il paziente è libero di scegliere il servizio sanitario che fa per lui.

In questo sistema, riceve più soldi l'ospedale che fa più radiografie, quello che fa più interventi chirurgici eccetera. C'è un vero e proprio tariffario che la Regione Lombardia paga agli ospedali per le prestazioni sanitarie fornite ai cittadini.
I problemi gravi sono
- gli ospedali pompano i servizi per farsi pagare dalla Regione (la Santa Rita ha esagerato, ma 2 settimane fa hanno beccato il San Raffaele, alcuni mesi fa il Policlinico, prima quello di Magenta e poi così via fino a Poggi Longostrevi per cui, ricordiamolo, la Presidenza regionale di Formigoni fu condannata come colpevole, ma non lui come Presidente... assurdo giuridico, ma è giusto ricordarlo).
- la concorrenza è stata introdotta artificialmente prima nei settori redditizi per il privato, come la chirurgia o l'oculistica (altrimenti i privati non avrebbero partecipato al mercato), ma in questo modo al pubblico si tolgono quelli redditizi e gli restano quelli onerosi (pronto soccorso, lungo degenze, ...) che vengono risparmiati al privato. Il pubblico prima si manteneva guadagnando un po' sulla chirurgia&co per sostenere servizi altrimenti insostenibili (le lungo degenze, ...). La concorrenza è, cioè, solo su quelli vantaggiosi per il privato (più efficiente per definizione, altrimenti non parteciperebbe), mentre al pubblico restano le parti più onerose (su tutte i pronto soccorsi) e deve però pure competere su quelli redditivi.
- chi si avvantaggia di questo sistema sono gli ospedali privati, per la stragrande maggioranza in mano a CL che, guarda a caso, esprime il Presidente della Regione Lombardia con un blocco elettorale massiccio e compatto.
- la qualità della cura non è garantita, si effettuano solo le ridicole comparazioni tra la sanità lombarda e quella campana, che è come chiedere se è più veloce una nuova Audi o una vecchia carretta smarmittante. Il confronto andrebbe fatto tra pari, non tra Inter e Sanremese...

Quello che trovo più insopportabile della politica regionale è che, fissato un principio ragionevole (la libertà di cura del paziente), si prosegua per deduzione rigida, senza porsi il problema se il risultato finale sia stato quello auspicato, si aggiunga che la Corte dei Conti (così come i Ministri Sirchia di destra e Turco di sinistra) hanno certificato che questo sistema sia gravemente iniquo e finanziariamente insostenibile.
Questa politica è ancora più grave da parte di gente che, dichiarandosi cristiano, alla fine fa gli affari con la salute dei fratelli.

PS
scanso equivoci, io sostengo una sanità pubblica dove i finanziamenti vengano distribuiti non con logiche di mercato, ma come distribuzioni amministrative intra-organizzative (non competitive), sulla scorta dei controlli e valutazioni di gestione che analizzino la qualità del servizio, non la sua domanda.

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non sopporto, non capisco, e quindi sogno...

11/06/08

Non sopporto i consulenti, quelli che "prima di me il niente, ora vi risolvo tutto con la bacchetta magica", quelli che prima di me non avete mai fatto un c...o, ora guarirò tutti i mali. Non li sopporto, da tempo non li sopporto, non è mai vero perché se arrivi in un posto è perché qualcuno ha costruito quel luogo prima di te.

Non capisco perché siano almeno 2 anni che mi tocca iniziare da zero realtà nuove, associazioni e organizzazioni nuove. I costi di avvio, continuo a sopportare quelli, mai i costi di gestione o rinnovamento o ricambio. Mi tocca continuamente partire da zero, non mi pongo con astio verso chi c'era prima perché mi ritrovo a costruire luoghi nuovi.

E quindi sogno almeno di passare la mano affinché non arrivi qualcuno a dire "prima non è che non c'era niente, ma io porterò avanti e sarà meglio". Facciano meglio di me, poco ci vuol, però per favore smettiamola di dover iniziare sempre cose nuove.

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Competitività, Consenso, Concorrenza: appunti sparsi per la Sinistra

La lotta al contrabbando ed alla concorrenza sleale proveniente dalla Cina e da altri paesi del genere è un'ipocrisia di facciata.
I prodotti a bassissimo prezzo importati dalla Cina servono per far sopravvivere le classi più povere dell'Occidente e non è vero che le imprese dell'occidente "avanzato" vogliano che tale concorrenza venga meno. Con quelle merci, si riconosce il "diritto al consumo" delle classi basse e le si lascia in quella condizione; quelle classi sono le stesse che lavorano dipendenti (nel senso economico, non tanto giuridico del termine) per quelle stesse imprese e che da loro sono tenute in tale condizione: ti pago poco, ma ti garantisco l'accesso a prodotti di bassa qualità e basso prezzo.
In cambio, le imprese occidentali evitano la competizione sul costo del lavoro con le imprese di Cina&co in una spartizione di quote di mercato che non fa perdere il rapporto con i proletari occidentali del XXI secolo, garantendo così voti ai governi che chiudono gli occhi. La competizione economica resta bloccata con benefici solo per chi detiene questo genere di rendite di posizione.

Liberalizzare veramente i mercati rischierebbe di far saltare le imprese occidentali, ormai adagiate sulle loro rendite di posizione; chiudere i mercati farebbe saltare il consenso interno perché i neo-proletari non avrebbero accesso ad una serie di beni e le imprese sarebbero costrette ad abbassare i prezzi (improbabile) oppure gli stati dovrebbero in qualche modo intervenire a sostegno della domanda (decisamente più probabile).

Credo che bisognerebbe internalizzare i diritti nell'economia: 1 € pagato per ogni bene di export proveniente da paesi con la pena di morte, 1 € per ogni diritto di stato sociale non riconosciuto, 5 € per ogni paese che non applica le direttive ambientali mondiali e così via. E' un ragionamento maledettamente sommario ed approssimativo, ma credo che la Sinistra dovrebbe iniziare a rendersene conto...

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pensieri termali

08/06/08

Mi sono ritrovato per un week-end lungoa Chianciano Terme e per una due giorni di convegno a Salsomaggiore Terme. In nessuno dei due casi, sono stato alle terme, le ho solo viste da fuori. Salsomaggiore è proprio una bella cittadina, ben curata e segnata da uno splendido stile liberty; Chianciano è invece un brutto centro fatto solo da alberghi, hotel e pensioni che si salva solo per l'incredibile bellezza del paesaggio senese, di quei paesaggi che "belli così non li trovi mica altrove al mondo". Salsomaggiore ha l'accoglienza emiliana, inimitabile; Chianciano ha la simpatia toscana: cliché che si fondano su gente come questa e che è piacevole ritrovare, umilmente.

Penso che la gente sia quello per cui lavora. Non quello che è, ché l'essere è difficilmente afferrabile e se non si esprime resta inutile; tantomeno per quello che si ha. Di quello che si fa m'interessa maggiormente, ma non tutte le nostre azioni portano con sé un valore (io giro a destra perché di là c'è la fermata del bus, non per ragioni intrinseche). E' leggermente diverso da quello che trovai nella periferia di Madrid.

Il mio maestro mi indica la via per Santiago, la indica in maniera convincente, ma non credo sia questo il tempo giusto ché altre sono le cose che mi chiamano. Però la pulce nell'orecchio c'è. Grande il Maestro mio, sa coglier pensieri e trovar emozioni in maniera così diversa dalla mia da risultare stimolante. Anche se sempre di più imparo la differenza tra 'l pensier suo ed il mio.

La solitudine è una virtù che probabilmente non s'addice ai giovani. M'han detto, chissà dove, che l'uomo ha l'enorme difetto che, quando sta male, non reagisce ma tende a compiangersi ed in questo si auto-condanna. Verità sentita in giro, casualmente e dove la sentii era fuori luogo. In questo blog ci sta già meglio. Ci compiangiamo, reagendo poco. Paradigmatico per un paese come l'Italia, intenta a trovarsi i suoi difetti e non riconoscer mai le cose buone che pur ci sono (e non mi riferisco solo alla cucina...).

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bello

05/06/08

Questo è un bel post di un blog che mi piace, un blog conosciuto per caso che ho imparato ad apprezzare con la calma con cui gli orsi avanzano nel bosco.

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Qualcosa di incredibile

04/06/08

Un nero, una donna ed un invalido totale si contendono la Casa Bianca. La donna, forse la più normale dei tre, è già uscita, restano il nero e l'invalido.

Sembra una barzelletta, una storia assurda; sono le primarie USA, c'è da eleggere l'uomo più potente del mondo.

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Tornato da Chianciano

02/06/08

Cert'Esperienze diventan Ricordi da conservar con avidità et bramosìa; quei Ricordi diventan miei, intimamente miei.
Non racconterò di com'è andata - non è opportuno - questi non son Tesori da conservare nelle segrete fondamenta del mio Castello, ma son Tesori da tenere in Scrign'aperti, pronti a chiudersi soltanto se qualcuno osasse sottrarmeli. La vista dev'essere pe' tutti ch'a tutti sia donata tal mirabil visione.
Non saran quest'i tesori su cui costruirò la dimora mia, ma preziosi restan et guai a chi'l mei tocca ché di queste cos'è fatta la Ricchezza della Vita-mia, che c'è la necessitate di queste Ricchezze pe'ché la Vita sia dolce dell'esser vissuta.

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For wayfarers | Per i viandanti

Duke's guests | Ospiti regolari

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