frammento casalingo

30/10/08

Stasera ho tenuto una piccola, piccolissima e profondissima festa. Si festeggiava il fatto che Io e Anais abbiamo fatto il cambio di cucina per cui io non devo più andare al piano di sotto, ma ce l'ho qui di fianco alla mia stanza; lo stesso per Lei che prima doveva salire dal piano di sotto e venire sul mio piano per cucinare.
Un cambio di appena una cucina, una chiave, un piano in scale da non dover più fare, eppure era come ricomporre il frammento di una casa. Ho festeggiato semplicemente cucinando, offrendo a Anais, questa bellissima ragazza francese, e ad un'altra cara amica italiana (genovese) con cui sento di condividere la coabitazione in questo studentato (in particolare, la cucina).
Ho cercato di rispettare la tradizione italiana delle mie terre: tortelloni con formaggio Parmigiano -Reggiano e antipasto/secondo con (simil) piadina e Prosciutto Crudo di Parma. Entrambi certificati dai Consorzi di Parma, la piadina in realtà era un surrogato (erano tortillas di una qualche marca di chissà dove, ma tanto sembrano "abbastanza" uguali...) ed i tortelloni di una qualche marca sconosciuta, ma d'altronde era il meglio che sia riuscito a trovare in questa festa improvvisata (budget permettendo). Comunque era buono, Anais e Gaia hanno apprezzato. Anais ha fatto un superbo aperitivo di bruschette francesi, mentre io avevo preso il Primitivo del Salento a ricordare il legame con una terra che mi ha fatto innamorare quest'estate. Anais ha pure provveduto con i calici ché bere un buon vino nei bicchieri di carta non va bene. Gaia è arrivata in ritardo, ma con un suo sorriso glielo si perdona.
Condividiano le stoviglie improvvisate che abbiamo (in realtà sono di Gaia...), nessuna tovaglia ché dobbiamo ancora comprarla. Il vino scorre semplicemente, ma senza sbronzarci ché non sta bene per gli Europei oltremanica. Sembrava un desco familiare, anche se improvvisato come gli esuli. Certo, la nostra situazione non è affatto disperata, dobbiamo solo organizzarci.
Pensavo alla benedizione che i Nonni davano al desco familiare, penso alla terra da cui venivano i nonni dei miei nonni, penso a quanto fosse lontana Londra per loro, sempre che anche solo ne conoscessero l'esistenza.
Penso al piacere di vedere i loghi dei consorzi delle mie terre, il Primitivo salentino che scorre, ma sempre con moderazione ché non è tempo di esagerare.
Io e Anais abbiamo inventato una cerimonia improvvisata per lo scambio delle chiavi delle due cucine, tutto in sobrio stile repubblicano ché Italia e Francia non amano le corone.

Poi si va a studiare ognuno nelle proprie stanze, Gaia e Anais lavano le pentole al volo con un gioco di squadra ché se l'Europa fosse così unita sarebbe veramente bellissimo. Io riordino la nostra piccola cucina.
Mentre scrivo, ho dietro di me la bottiglia di primitivo avanzata: una goccia colata sull'etichetta si confonde tra una lacrima e una ferita per la nostra piccola patria lontana, arroccata tra vallate che si aprono sulla pianura del grande Fiume Po.

Penso a come festeggiare Sant'Ambrogio in questa terra lontana...

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vale la pena riprendere l'ipotesi di Calamandrei

29/10/08

"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche! alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico."
Piero Calamandrei


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Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell'Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l'11 febbraio 1950

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tales

I've some tales, some my tales (someone could call just anecdotes), which I like tell, and tell again. I like live and live again these fragments of my life. Some friends of mine say that I repeat them always the same tales, but I like it, it's a way to keep its alive. So, dear friends, don't worry if I repeat these tales.

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de la Regina

28/10/08

La Regina oggi appar sì bella e gaudente, como nel dìa in cui Coronna divenne sua. La Reggina rivestita di sguardi de l'aristocrathìa tutta, et ancar ddi più et ppiù.
La Regina appar bella, vincente anca si la guerra n'n l'appartiene, at Ella l'esploratione et lo viaggio maggiormente s'addicono. Et in essi, Ella trova sfide et victorie che noialtri temiamo d'affrontare anche solo. A vederla la si direbbe fragile et elegante, quand'anche fosse Ell'é fort'et determinata. Esplorò terre di cui qui nel Ducato solo giungono racconti, ma mai viste furono.

Elegante nel suo abito migliore, cammin' ad alta testa quando la sfida necessita, sa abbassarla per non far pesare la sua Regalità a Noialtri. Accogliente, Ella pensa et in esto s'admira la Jente che viene a visitar lo suo Regno, sia esta un'Ambasceria magna o un saggio viandante. Alli mercanti forse delusione arriva, ma ad essi saggezza non appartiene et destinatzione sbagliarono ché questo non è porto di merci, da Qui non si passa qui si deve restar. Quel Regno è la terra delle persone, la mercantzìa è futilità che la Regina disdegna. Di esto Regno, il Ducato è fedele.

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One month later

26/10/08

Tonight, I've organised an evening for my first month in London. Just a fish&chips, few good friends 'cause I don't like chaos, not today.
My new life is an easy life, with few things and a lot of papers to study. Milano seems as far as it has to be; I keep in my soul just few friends, with who I know I'll never feel alone. I just need to enrich my new life, but I choose a step-by-step approach, so different to my past life in Edinburgh.

Tonight I'd like to share a beer with some friends who are supported me strongly in this first month.

Tonight we'll look at the same star, I'll be just in front of the Thames, so different to my past river. The Duke is still ruling his duchy, we've just changed the river.

Tonight, quietness 'cause the Duchy don't like noise...

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frammento politico personale

24/10/08

Ho iniziato a fare politica, o comunque attivismo associativo, in mezzo agli Architetti, poi sono finito in mezzo a tutti Ingegneri ed è partito il confronto: aperti e dispersivi i primi, ottusi ed efficaci i secondi (entrambi con felici eccezioni, ovviamente). Ieri, sono finito a discutere in mezzo a Economisti, un altro mondo ancora: sono contenti quando riesco a applicare una qualche teoria...

Imparo a voler bene a tutte le categorie.

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pura politica

23/10/08

Le affermazioni di Berlusconi sulla polizia contro le proteste in Università sono un chiaro e consapevole messaggio. Il commento di Repubblica merita di essere letto prima di proseguire.

Il problema di Berlusconi è che, per la prima volta da tantissimi anni, l'Università è massicciamente occupata, anche nella sua Milano. Per il Premier, il problema della protesta è che vede assieme studenti e docenti, mentre nelle occupazioni passate c'erano solo i primi.
Quest'unione adulti-giovani lo spaventa, gettando benzina sul fuoco sa che ci saranno studenti facinorosi che estremizzeranno lo scontro e così si romperà il fronte anti-governativo con la facile possibilità di criminalizzarlo attraverso le (sue) TV.
Lo fece già Cossiga anni fa mandando i carri armati a Bologna.

Il 2008 non sarà un nuovo '68, al più un 1967. Attenzione perché l'anno prossimo arriverà la crisi nell'economia reale, sull'onda lunga di questo pastrocchio fatto con l'economia finanziaria. Aggiungo che è assai curiosa la dottrina liberale dei vari Bush, Berlusconi, ecc per cui si è liberali quando c'è da guadagnare, ma quando si perde paga lo Stato.
Non mi risulta che funzionasse così il mercato...

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non-equilibri

22/10/08

C'è un tempo per ridere e scherzare sulle proprie labbra,
alla nostra testa viene dato il tempo di studiare e imparare,
per meditare, pregare e riflettere al cuore è dato un altro tempo ancora.

Non credo sia questione di equilibri, quanto di non perdere i propri tempi.

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For a Common University & Research Policy

Actually, the EU is based on 3 pillars: Common Market, Common Agricultural Policy (CAP) and Structural Fund for Regional Development.

I'm convinced that European Countries need to share High Education and Research Policy, such as they share Agricultural Policy. Of course, in a different way!
One central agency which manage and allocate resources and define common framework, university and public research institute as local administration, national ministries become useless.

It is necessary for the competitiveness of Europe, to have economies of scale and to promote cooperation between universities.

Don't think how hard is, imagine how Europe will!

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Frammento di una cena in quel di Perugia

19/10/08

In una qualunque sera, a una cena di festa quell'uomo si ritrovò a tavola con la sua ex Moglie. Lui ormai aveva superato la cinquantina, dal loro divorzio ne eran passati almeno 10. Aveva ormai superato quella storia, non era la prima volta che si re-incontravano, ma erano occasioni sempre un po' così. Dopo, non avevano più affrontato l'argomento e forse anche durante il divorzio non ne avevano mai parlato. In fondo in fondo, sapeva che se la sarebbe ritrovata quella sera a cena, un certo effetto ma nulla di più: né astio né malinconia tantomeno - figurarsi - rancore.
Una cena tranquilla tra amici in questo agriturismo nella campagna umbra, con Lei giusto qualche convenevole mentre Assisi si dipingeva sulla collina di quella serata umbra. Cucina tipica locale, portata dopo portata si arrivò tranquillamente al dolce.
Quell'uomo rimase un attimo titubante alla sua fetta di torta al cioccolato con la panna, quando seccamente e asetticamente la sua ex Moglie dall'altra parte del tavolo lo fermò ricordandogli i suoi problemi con la dieta. Un commensale dissé che la torta era talmente buona che per una volta si poteva fare uno strappo alla regola; Lei fu inamovibile e ripeté la stessa identica frase.

Lui avrebbe voluto dir di sì, cedere alla voglia di quella torta proprio davanti a sé, già pronta con la sua forchettina da dolce lì sdraiata su quella tovaglia umbra. La voce della ex Moglie che gli ricordava i suoi gravi problemi con gli zuccheri gli rimbalzava in testa, ammutolito credeva che gli tremasse la forchettina in mano: semplicemente, si sentì il peso di tutta l'esistenza, la sua, addosso. La decisione di scegliere la gola ora o di salvare la sua salute.
Sentì un profondo silenzio infinitesimale nel caos della sala: proprio lui si ritrovò incapace di quantificare il confronto tra il piacere di una fetta di torta e il danno alla sua salute. La gola oggi o la salute domani? Perché proprio la ex Moglie dovesse svolgergli questo ruolo, ricordargli l'importanza che bisogna fare piccoli sacrifici nell'oggi per assicurarsi il domani, proprio Lei. Perchè una domanda così impegnativa in una serata tranquilla e piacevolmente passata senza particolari pensieri, se non il gusto di ritrovare quella regione a lui tanto cara.
Crescevano in lui gli opposti, la gola e l'orgoglio di dire sì, il suo Sì, quello che lui voleva, quello che lui voleva lì e ora, quello che Lui aveva sentito, pensato senza esitazione. Era consapevole, convinto che fosse il modo migliore per finire la serata; davanti, quella sua coscienza che diceva un no, chiaro e inequivocabile, per il suo bene. Un rifiuto argomentato, giustificato e soprattutto giusto, sì giusto era la parola che più gli rimbalzava dentro.
La gola e l'orgoglio del suo Sì contro la saggezza e il sacrificio di quel No.

"Mi piacerebbe, ma ahimé devo lasciar stare" disse al commensale davanti a sé. Neanche un cenno alla Moglie, neanche un segno di riconoscimento per essere stata la sua buona coscienza. Neanche un segno per dire che Le aveva dato ragione, anzi per il resto della cena non si salutarono neanche e si lasciarono lì, in quell'angolo di tavolo tornando immediatamente ognuno alle proprie vite.
Tornò a dormire nel suo letto con la semplice convinzione che fosse stato giusto porre quella domanda, quanto altrettanto giusto accettare quel no le cui argomentazioni restavano implicite. Rinunciare a quella torta, senza aver bisogno di argomentazioni.

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sempre ha fatto quel che ha voluto

15/10/08

E' una gatta trovatella, per caso, a Milano.
A vederla non la si direbbe elegante, selvaggia e addomesticata come i gatti sanno essere. Affronta il giardino di casa come una combattiva fiera.
Deve aver subito maltrattamenti in passato: di fronte agli uomini più alti di un tot, se poi hanno la barba, diventa timorosa.
Fa quel che vuole, entra e esce da casa senza rispettare gli orari tuoi. Reclama i croccantini all'ora dovuta, e la sera dolce s'accoccola a farti le fusa.
Tenera, pelosa, si lecca la zampa come Audrey Hepburn si fuma una sigaretta da Tiffany, ma niente tubino per carità!
Condivide le fusa anche con altri ospiti, se uomini devono star seduti altrimenti s'intimorisce. Ti guarda di soppiatto, sorride e quel che concede non le dev'essere richiesto, altrimenti va e se ne scappa sotto il letto.
Di notte, ogni tanto, viene a dormirti addosso, ma raramente questa grazia ti concede, ché a noi uomini non è dato di capire fino in fondo.

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radicale

14/10/08

Mi son ritrovato a (voler? dover?) ricordare una vecchia storia, una specifica che conservo sempre qui con me.
A differenza di altre, ne conservo sempre il sentimento radicale e con esso i risvolti di amore e di odio che questa storia si trascina.
Chi mi parlava, incuriosita di quanto fosse viva questa cosa, mi chiese quanto tempo fosse passato.
Al mio conteggio, ci fu stupore nel vedere che comunque, dopo tanto tempo, quella radice fosse così presente.
Il tempo l'aveva sotterrata come ogni cosa radicale, nonostante fosse ormai stata recisa restava lì forte, immutata come quando fu tagliata.
Fatica richiederebbe riesumarla; eppur resta lì, d'altronde, immutabile di fronte a ciò che tempo e terra dovrebbero pur fare.
Curiosamente, tornano due capolavori di esattamente un anno fa: una grande canzone e una poesia eterna e perfetta.

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From Via Dal Re to Kingsway

11/10/08

Via Dal Re is a minor street in Milano, close to Viale Espinasse (NW). I spent a lot of most amazin' evenings there. I enjoyed a life as university student in Milano, I understood the beauty of an united Italy, how much is stupid someone who wants to divide my country in two parts. I met people from the united Europe and I called them "amici".
Via dal Re is not just this flat, there're also other part of my life like the shop where I bought my motorbike or the other one where my mobile phone had been repaired. These two technological devices are the symbol of a kind of life. Not status symbol, please, but sign of the technology which could upgrade your life, sincerely.

Now, Kingsway is the street between Westminster and the City, is the area of my new university, my new life. Kingsway is a very chaotic street, as usual in London, where my new life has a new reference. Kingsway, I walk there a lot of time. Kingsway was the boundary among two cities, the English City of London and the Royal Westminster.

Two streets so differents. One is the new life, the other one's the past one. Kingsway is an important street as have to be in a monachy capital; Via Dal Re is not for the king, but for someone who I don't know. It's amazing this crossroad.

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Il futuro non è più quello di una volta

10/10/08

Questa frase è di K. Valentine (un comico tedesco dei tempi della Repubblica di Weimar, se non sbaglio), ma è diventata celebre quando fu ripresa da B. Brecht.

Frase molto divertente, drammaticamente vera e oggi quanto mai attuale. Gli storici che l'hanno analizzata hanno confermato che per la prima volta dal 1600, la generazione nata negli anni 1970-80 rischia di non avere la ragionevole certezza di stare meglio di quella precedente. Sono circa 4 secoli che, guerre permettendo, ogni generazione ha la ragionevole certezza di stare meglio di quella che l'ha preceduta. Ora non è più così e il futuro non è più quello di una volta.

Mi rimbalza in testa questo ragionamento da un po, poi alcuni fatti e due post di un mio amico (1 e 2) mi han convinto a scriverlo. Ripenso a un mio vecchio post sempre attualissimo e a un'intervista a D'Alema dell'estate 2007 (che proprio non riesco a recuperare).

La rivoluzione è finita, è vinta! La battaglia culturale e ideologica degli anni '70 - diceva D'Alema - è finita, vinta con la sconfitta del pensiero unico dominante, nessuna rivoluzione deve essere attesa, adesso c'è tutta la libertà culturale possibile, al punto che chi ieri comandava oggi ripete ossessivamente che il problema è il pensiero per cui tutto è relativo, confondendo una giusta analisi con la rivendicazione del potere culturale perso.

Oggi c'è lo spazio per fare, senza ideologie come gabbie, basterebbe fare e prendersi il posto che ci spetta. Facile da scrivere su un blog, molto meno da fare. La difficoltà è fare non da soli, altrimenti diventa Titanismo, ma altresì senza cadere in nuovi corporativismi.

La rivoluzione è vinta, ma il futuro non è più quello di una volta. Forse per questo ce l'hanno lasciata vincere, tanto ormai il loro tempo felice l'han fatto e ora sono XXXXX nostri!

"Generale, dietro la collina ci sta la notte crucca e assasssina...".

Ideologie, banalità, guerre culturali da vincere. Ma il Futuro non è più quello di una volta; negli anni '90 Morgan cantava "viviamo una decade di decadenza". Ti guardi intorno e vedi che per l'Europa dura ancora

Manca un piccolo grande passaggio però: bisogna riconoscere le cose buone, come insegnava Ambrogio, Prefetto dell'Impero e poi Vescovo di Milano, nei tempi di crisi bisogna unirsi attorno alle Istituzioni collettive che funzionano e prendere esempio dai Santi, ovvero da chi attorno a noi vale la pena di essere eletto ad "esempio" (sanctus, appunto).

Questi piccoli tasselli sono scritti tra il realismo di una considerazione di fondo nata guardandomi attorno qui a Londra, città che trasuda onori e monarchia, guerre e sangue. Viviamo un'età di pace insospettabilmente lunga. Alla crisi del '29 seguì un'onda lunga che portò alla guerra del '39. Erano anni molto diversi - lo ben so - e, soprattutto, la storia mai si ripete. Ma temo profondissimamente che il decennio prossimo venturo possa portare a ben più accesi conflitti che coinvolgano direttamente i grandi paesi.

L'Italia? Vista da qui si fa sempre più piccola e provinciale a causa della sua incapacità di essere seria e di giocare il suo ruolo che pure avrebbe nel mondo (potrebbe benissimo essere una potenza come sorella minore della Germania, europaae princeps).

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Interessanti risvolti politico-giuridici: ancora una volta si paga l'incompetenza della Moratti

08/10/08

Non mi riferisco alla Moratti Sindaco, ma alla Moratti Min. dell'Istruzione di qualche anno fa. Con una decisione quantomai sbagliata e miope, la Moratti inserì i Docenti di Religione tra i Docenti della Scuola in modo che non fossero più pagati attraverso le Diocesi, ma direttamente attraverso il Ministero dell'Istruzione (=pagarli molto di più, garantirgli ruolo e status di docenti, far sì che le nomine fossero congiunte). Fece scalpore, ma non più di tanto: sembrò solo l'ennesimo regalo berlusconiano a dei vertici porporati quanto mai vicini e accondiscendenti.

Una recente causa portata avanti dai Radicali (anti-clericali in maniera bieca e non costruttiva) ha il merito di trovare l'aspetto inatteso dalla Moratti (ché se avesse avuto una minima conoscenza della Storia d'Italia e di senso delle Istitutzioni avrebbe evitato). I Radicali dicono, in sintesi, che non si possono assumere Preti come Docenti di Religione in quanto si tratta di una discriminazione religiosa.

Ecco il cavillo! La DC, che aveva il senso dell'Istituzione ed era più seria di questa gentaglia, aveva fatto sì che gli Insegnanti di Religione non fossero Docenti scolastici in modo da lasciar libere le Diocesi di nominarli e pagarli indipendentemente, senza correre il rischio di discriminazione sul lavoro in funzione della Religione. La parificazione ingenuamente introdotta dalla Moratti per garantire un regalo finanziario ai Preti risolve questo giro introducendo una discriminazione che si ritorcerà contro. Quelli della DC non erano mica scemi!

Come andrà a finire? Molto semplice, qualora i Radicali vincessero la causa arriverà una sanzione UE contro l'Italia che pagheremo pur di non cambiare la regola, almeno finché al Governo ci sono questi dilettanti che non sanno fare manco i loro interessi.

PS
La Chiesa Cattolica guadagnerebbe molto credito, rispetto e coerenza con la sua Missione evangelica se si liberasse da questi giochetti.

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First day at LSE

06/10/08

After one week as tourist walking around London, today it's the first day as student. First course? Writing in English, nothing special. After a short presentation... the selection of the level... I was free: nothing special!

Tomorrow I'll start the real student life.

One week as tourist walking very very much. I lost the way a lot of time, but I'm starting to feeling something like "home" (but not "casa", ok?). London is more enjoable to live than I thought, much better than New York. London has a great history, also it is full of blood.

Tomorrow I'll start the real student life.

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roads and friends

How many mistakes could I do in one life?
How many my friends?
How help each other to don't? We're friends just to help each other to avoid mistakes, to learn from each other, but how does it work?

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Leon

05/10/08

An hot dish at Leon, £ 5.65

A caffé espresso, £ 1.30

Play scrabble in English with Mr. Luciano... no price!

PS
Mr Luciano, please give me back my umbrella! It's the only one I've, I need it!

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Una prima volta

03/10/08

Ieri la prima sensazione curiosa: girare sopra il Blackfriars bridge e trovare un senso di familiarità nel vedere quelle forme illuminate dall'altra parte del Thames.

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certe notti

Questo post non riguarda Ligabue.

Penso agli inglesi, che guidano sul lato sbagliato. Penso che stanotte non ho voglia di andare a dormire prima di mezzanotte.

Penso che io non debba diventare il miglior amico di un ragazzo indiano solo perché l'ho aspettato e abbiamo preso l'ascensore assieme, anche se lui la pensa così. Credo che se tengo la porta alla ragazza dietro di me che sta passando non significa che ci sto provando e lei deve ridazzare imbarazzata guardandomi anche po' male perché sono troppo vecchio per lei.

Penso che gli Inglesi sappiano organizzare le cose molto bene. Ma se succede qualcosa fuori dal previsto, loro vanno in crisi. Noi Italiani organizziamo molto peggio, ma siamo molto più bravi nell'organizzarci. Penso che in quest'anno sotto la Regina non uscirò mai dal previsto, ho già avuto abbastanza guai.

Penso che un certo livello di fortuna ogni tanto sia giusto. Ho girato invano a lungo per il quartiere senza trovare ciò che cercavo. Per ricompensarvi, visto che pioveva mi sono concesso thé e briosche in un fast food. Anche se stavano chiudendo, mi hanno accolto e - scusandosi - han detto che non potevano pagare e che quindi potevo mangiare gratis (a saperlo prima...).

Penso che l'Inghilterra sia un grande paese con una grande storia. Ma non capisco perché i guerrafondai siano i tedeschi, non è che gli inglesi siano stati proprio pacifisti... l'Impero mica l'hanno costruito con le rose e la diplomazia... Penso che in Italia le cose vadano male, ma altresì penso che non vadano poi così male perché comunque siamo un paese dell'Occidente avanzato.

Penso che London sia una gran bella città.

Certe notti penso tutte queste cose e mi piace condividerle con chi legge, con chi ha la pazienza di ascoltare chi - certe notti - non solo perde la dote della sintesi, ma anche quella della linearità espositiva. Penso che dopotutto sia ora di andare a dormire...

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piccole grandi soddisfazioni

02/10/08

Dopo una giornata a camminare un po' disorientato, entro per concedermi un thé e una brioche. Il locale sta chiudendo, come tutto a Londra dopo le 5. Chiedo se almeno qualcosa mi danno. La cameriera, molto cortese prepara dicendo che stanno chiudendo, io mi affretto a dire che avrei fatto in fretta. Lei risponde che non c'è problema, ma dice che "purtroppo" non può farmi pagare perché ha già chiuso la cassa e quindi thé e brioche sono in regalo. Ringrazio, e ne approfitto.

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For wayfarers | Per i viandanti

Duke's guests | Ospiti regolari

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