Leaving London's Never Easy

30/08/09

Back in my room, I don't find words to explain my feelings. Tomorrow I'll leave again: Occitania!

I don't have words, unforgettable friends did this blog for me: the best gift I could receive.

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ultimo giorno londinese

28/08/09

Ascolto De André. Ripenso a tutte le storie che Londra non ha voluto compiere, l'inappellabile verità della più multiculturale capitale del Vecchio Continente. Ripenso al film 'the ghosts of (ex) girlfriends', il timore del tribunale delle donne amate, non ricambiate o da cui non siamo stati ricambiati. Terrore di molti uomini, Londra è invece molto diversa. Le storie non raccontate perché il Thames non lo vuole raccontare, perché così hanno deciso i dragoni che difendono la City, perché St Paul è un santo controverso, il guerriero convertito. Ma pur sempre un guerriero. E poi SAn Giorgio e poi una città che trasuda sangue, guerre, colonialismo e violenza in ogni angolo, tutto ripulito con le verità dei vincitori.

Ripenso ai tanti piccoli razzismi subiti nell'essere Italiano.
Ripenso alla simpatia ricevuto per essere Italiano.

Ma non è ancora tempo di chiudere questo capitolo... ancora qualche passettino da farsi...

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pensiero serio

25/08/09

lo so che non c'entra niente e che non e' un pensiero allegro da postare in giro, ma ogni tanto ripenso all'eroismo dei soldati italiani (ma anche di quelli austriaci) sugli altipiani della prima guerra mondiale...

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difesa (il)legittima di cose personali

22/08/09

L'altra sera a cena si discuteva di alcune confidenze e cose personali di un amico. Discutendone, un'amica comune mi ha accusato di mancanza di sensibilità e rudezza. Premesso che lei non ha alcun titolo per permettersi quest'accusa (ma questa è un'altra storia), riprendo un tema di cui ho già parlato tempo addietro.

Spesso, bisogna dire quello che la gente non vuole sentirsi dire, aiutarli a ragionare offrendo un punto di vista non scontato. Le confortanti certezze ce le creiamo già da soli per darci la ragione che vogliamo avere. Al contrario, provocazioni, sdrammatizzazioni, nuovi stimoli sono quello che servono, fintanto ché non si riesce a maturare una decisione profonda e radicata nel cuore e nella mente. Mi diverto spesso a sdrammatizzare certe decisioni sofferte perché solo quando sappiamo ridere di una nostra decisione importante allora è veramente una 'nostra' decisione. E poi bisogna cercare di capire la razionalità della persona, non solo il suo problema. Certe persone pensano troppo, altre non prestano attenzione alle cose: ecco, questo andrebbe considerato più che il problema in sé.

Sono rimasto offeso da quell'attacco, da chi sa far parlare ma raramente ascoltare, partner per una birra in un porto, ma poco di più. Al contrario, ammiro che riflettendo ha il coraggio anche di decisioni difficili. Temo invece l'inerzia di certe vite.

Non nascondo il riferimento a una persona a me cara che si trascina in una storia con un ragazzo che definisce noioso, stupido, irrispettoso, ignorante e altre cose che non voglio riportare, ma che vi lascio immaginare. Le ho chiesto perché ci stesse ancora assieme e non mi ha saputo rispondere, l'ha lasciato già almeno tre volte ed è sempre tornata da lui. Ci sono rimasto male perché non accetto che le persone a me care non abbiano il sorriso sulle labbra quando parlano della persona amata. Ahimé, non è la prima volta che vedo ragazze belle, intelligenti e ingenue, ridursi così. Mi chiedo se ci potesse essere qualcosa in più da fare...

Ma in fondo "somos lo que hacemos para cambiar lo que somos" che implica che non siamo perfetti e che, comunque, i nostri sforzi dipendono da noi e quindi che potremmo sempre fare di pi. Almeno credo...

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politicamente

21/08/09

Questa intervista mi piace molto, dice cose chiare e concrete come dovrebbe essere la politica. Renzi non è il mio preferito, ma sono convinto che farà bene a quei toscanacci fiorentini. Sono invece molto molto preoccupato per le sorti del PD, avviatosi in questo processo di masturbazione collettiva che è il congresso che eleggerà Bersani segretario. Le forme di partito, le alleanze e gli slogan appaiono desostanziati se privi di agganci con i problemi reali.
In questo la Lega è molto più brava del PD: sventola problemi reali (almeno per loro i kebab in centro sono un problema reale) per costruirsi un'identità, non il contrario. Le cose che la gente vede sono il simbolo su cui si costruisce un'identità di partito, il PD vaneggia troppo su cose che non capisco, che non posso toccare nella mia vita.

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londoning... intuition

19/08/09

The intensification of personal contacts is the key of learning, then of human growth as a being with emotional intelligence.
Books are just a surrogate of that, necessary to boost knowledge because we don't have time to meet 'enough right' people.

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Some Sinatra

18/08/09

I've discovered this song, played by Perturbazione. I didn't know before, but it's perfect nowadays. Don't let me tell anything else, just enjoy this song.

Some Sinatra (The Secret Stars)

How many times have I said "I love you"
In the backseat of your car
How many times have I seen your profile
In the photo booth so far
How many times have we rode our bikes
To the IHOP late at night
Down down the big hill by your house
We watched the moon together

Some Sinatra, just for us
From the tape deck late at night
As the rain sprays on your face
Through the window while we fight
I really tried to see it your way
But I was tired and it was late
So I lied when I said manhana
'Cause our tomorrow never came

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Vieni a ballare in Brick Lane!

16/08/09

Questa è la storia di stamattina. Uscito da Messa, mi aggiravo per il mercato di Brick Lane e, inizialmente, incredulo, ho incontrato Caparezza che passeggiava tranquillamente.
Premesso che sono un suo fan sin dai tempi di "tutto ciò che c'è", dopo averlo incrociato tre volte mi sono deciso a fermarmi per salutarlo e fargli i complimenti. Non che avessi niente da dirgli, quattro parole inutili per fargli i complimenti e dirgli che sono un suo fan di vecchia data.
La cosa che però mi ha colpito, ed il vero motivo per cui scrivo questo posto, è che lui era emozionato, imbarazzato, mi ha ringraziato lui più e più volte per averlo fermato e fatto i complimenti. Nei suoi occhi un sincero ringraziamento per quello che non è niente di più di uno dei tanti fan che gli capita di incontrare, il suo modo semplice di ricambiare l'affetto ricevuto. Mi ha fatto una tenerezza che non mi aspettavo, oltretutto da un uomo di spettacolo che immagino sia ormai abituato a queste cose, e invece era veramente lusingato di aver incontrato così tanti fan che lo fermavano anche lì, in quella stretta e lontana Brick Lane.

:-)

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domenica d'agosto, ma che freddo fa

Avendo visto come il Vaticano fu attivo per le vicende sulla legge per la fecondazione assistita, gli interventi a proposito delle orgette di Berlusconi suonano come un silenzio assordante. Chi ieri urlava, oggi al più bisbiglia.
E suona ancora di più intollerabile da chi ha reintrodotto la masturbazione come peccato (non che prima non lo fosse, ma era riconosciuto il fatto che non gli si dovesse dare importanza) o lanciato una polemica sui preservativi in Africa o accettato il ritorno di conservatori duri e puri come i Lefebvriani.
Contraddizioni difficilmente tollerabili, sapendo che in Vaticano non ci sono affatto dei dilettanti della stampa, che la comunicazione sui media è gestita da gente che sa fare il suo mestiere. La diplomazia vaticana è di altissima qualità, considerata la specificità dell'istituzione e della sua missione.
Questo gelo è difficilmente tollerabile e non può non creare imbarazzi tra i cattolici, dove sembrano troppi i devoti di mammona. E dire che su certe cose il Vangelo è assolutamente chiaro, privo di possibili manipolazioni: si tagli la mano che crea scandalo, si scelga se servire a Dio o a Mammona.

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Life and Theatre Improvisation

15/08/09

The only difference is that in the life there isn't a public claping when you've a good intuition.

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attenzione Italia, leggi meglio i dati sulla crisi

14/08/09

La crisi è tutt'altro che alla sua svolta, attenzione. I dati diffusi dalla BCE sul PIL vanno letti con attenzione.

Prima di tutto, la BCE sono le banche, le quali hanno bisogno di un clima di fiducia e di ottimismo al fine di incentivare le imprese a fare investimenti e quindi a chiedere prestiti; i Governi lo fanno perché devono mantenere il consenso presso i consumatori-elettori.

Secondo, tutte le notizie degli ultimi 12 mesi si sono contraddette: quante volte ci siamo sentiti dire "stiamo uscendo dalla crisi, tra 3 mesi si riparte"? I cittadini hanno la memoria corta, ma sarebbe dovere degli opinion-makers ricordare questa cosa.

Terzo, il PIL non è un buon indicatore,
tantomeno in questo momento, ancor di meno sul breve periodo. Migliori indicatori sono il tasso di occupazione, perché da quello dipendono le prospettive di stabilità della domanda, o di investimento, vera misura della fiducia delle imprese e che costituiscono la necessaria precondizione per nuove assunzioni.

Nella condizione attuale, il PIL è gonfiato dagli investimenti governativi e dal fatto che le imprese ormai hanno già effettuato i tagli per cui è venuto meno il loro pesante segno negativo (o quantomeno si è ridotto) e gli investimenti pubblici sono diventati esecutivi per cui iniziano a fare i loro effetti, non solo in Gran Bretagna ma anche in Francia e Germania.

Ovviamente, niente per l'Italia che non ha fatto investimenti a causa del drammatico debito pubblico, che è stato sconsideratamente utilizzato solo per cercare di preservare l'esistente.

In conclusione, la crisi non è passata, quantomeno non riesco a vederne i segni fintanto ché l'occupazione non ripartirà. Al contrario, gli altissimi livelli di disoccupazione (salita al 10%) pesano come una spada di Damocle sul nostro futuro. Senza nuova occupazione, le riserve delle famiglie presto finiranno e la domanda crollerà facendo ripartire la spirale negativa della crisi. I messaggi di ottimismo van bene sul breve periodo, ma reiterati sul medio periodo diventano irresponsabilità e, in questo caso, co-responsabilità.
Attenzione, perché io non faccio altro che ripetere quello che molti economisti vanno ripetendo almeno dal 2007, ma magari 'repetita iuvant'.

Cosa dovrebbero fare i governi? Provo a lanciare alcune misure, sapendo che nessuno ha la bacchetta magica e che i grandi economisti non sanno cosa fare, figuriamoci il sottoscritto.
1.investimenti massicci in formazione, capitale umano ed educazione attraverso un piano pluriennale. In questo modo si salvano molte persone, soprattutto giovani, dalla disoccupazione sul breve periodo. Piano piano questi usciranno e potranno essere riassorbiti dal mercato del lavoro.
2. promuovere la nuova imprenditorialità perché se emerge significa che qualcosa di buono c'è ed oltretutto le piccole e nuove imprese sono quelle che creano nuova occupazione, anche se non miglirano il reddito medio delle famiglie.
3. attuare veramente i controlli sui paradisi fiscali, chiudendo le frontiere finanziarie con questi luoghi. Ne verranno penalizzate quelle stesse grandi imprese/banche che hanno causato e approfittato della crisi (es. in UK, -1% occupazione nella finanza, -10% in tutte le altre industrie, è giusta questa cosa?). I paesi del BRIC dispongono di sufficienti capitali per il medio periodo e in questo modo risolveremmo uno dei nodi problematici da cui è emersa questa crisi.

Prospettiva finale: il mondo ripartirà, non prevedo guerre mondiali nel medio periodo, ma sicuramente ci sarà un ribilanciamento della geografia economica ed i paesi oggi più avanzati perderanno posizioni a favore dei 3 grandi emergenti, Cina, India e (forse) Brasile.

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Turkey and the EU

11/08/09

I'm definitely convincend that Turkey doesn't have to join the EU.

1. The main reason is that it's so huge and it risks the destroy the weak equilibrium of the EU. Turkey would be the second largest country of the EU, larger than Italy or France.
2. Cultural reasons are not the real problem, considering we've in the same Union both Portugal and Finland. Religious questions are doubts because it seems that in all the EU countries religion is a secondary aspect in daily life. The real problem is that it's already complex to decide in 27 (now 28 with Iceland). If we accept such a big and complex country it will become too much. It's already complex now and we're unable to decide that accepting Turkey we'll be definitely blocked everything. Furthermore, Turkey is so unpopolar across Europeans that political integration will be very hard.
3. Do we want a political integration or just a common market? With Turkey, we must renonce to the first option, which is my dream.
4. I don't accept that the US decides who has to join the EU. The US made so many mistakes in the area and I don't why the EU should solve them weakening itself.
5. We could have other forms of cooperation with Turkey, like NATO for militar alliance, or a permanent agreement for free trade.
6. Is the EU the answer to the problem of Turkey? Given the experience of other countries, it isn't. Turkey doesn't come out from a dictatorship, like Spain or Poland. I don't understand in which way their accession could help them: accession a weak Union, weakening it, it doesn't seem a cleaver solution.
Finally, it could be that in the next 25 years situation will change and that previous problems will be overcomed. We'll see. If I think to the EU 25 years ago was so different, that in the next 25 years could change everything.

By the way, I'm absolutely convincend that this is not the priority of the EU. I think is much more urgent to solve following problems
1. adopt a Constitution with some kind of majority vote
2. solve the ambiguous position of the UK.
3. in terms of accession, priority are Croatia, Norway and FYROM. While, we should discuss more about Switzerland (and also Liechtenstein&co).

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As you like it... Improvisation!

10/08/09

" All the world's a stage,
And all the men and women merely players:
They have their exits and their entrances;
And one man in his time plays many parts"
(W. Shakespeare)

Improvisation brings us to develop the Bard's thought. World's the stage where we're called to improvise, playing our life. We don't know what others'll do, we could assume some common rules, but we don't know if they'll really rispect. And -in any case- rules aren't deterministic, never.

Improvisation means you've to jump on the stage and you don't know exactly what'll be, what's the end, what's your part, how (and if) you'll arrive to the end... More or less, like when you born. Someone is a driver, a director on stage. Someone's a protagonist, someone else a secondary character and the last one an antagonist. Someone seems a deus ex machina, someone else a bit player. In our life, we're called to improvise, playing our part, our role, our life. We're our protagonist, we play one part, we're nobody, we're one hundred thousands.

The only things I've learnt is that I don't have to renounce to play my part, 'til the end, 'til the moment I've to exit. The only mistake in improvisation is to don't play when I've to do, when I feel I've a part to play, something to give to that story; the only mistake is to say 'no' to worlds that my mates are creating, with me. If I play, I could get public clapping; otherwise I renonce to live and the action will be poorer without my contribution. Of course, I've to avoid congestion on stage, but this is a minor problem.
I've just to don't renonce to play my part, and to don't say no to the worlds my mates want to create with me. More problematic's the disappointment when my mates don't want to play mine. repeating continuosly their 'no' without proposing something else. I've to learn to don't care too much and continuosly try to create other worlds, other stories, other lifes. I've to learn... I've to learn a lot... But I've still in mind a bit of delusion when some improvisations are not accepted, 'cause I thought it was a good idea, 'cause I'd like to improvise with someone, 'cause the alternative wasn't satisfactory.

If you're an advanced and experienced improvisactor, you become able to make this story better and better. For the moment, I'm trying to learn that I don't have to say no, that I've to play my part with mates who want create new stories, new worlds. Then, I'll learn to improve it, for the moment don't renonce to play, don't say no it's enough, is a good starting point. Don't think to much about the future, just improvise the present... just hic et nunc... just improvisation...

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As you like it (W. Shakespeare)

09/08/09

"All the world's a stage, And all the men and women merely players: They have their exits and their entrances; And one man in his time plays many parts",

"It is not the fashion to see the lady the epilogue; but it is no more unhandsome than to see the lord the prologue. If it be true that good wine needs no bush, 'tis true that a good play needs no epilogue; yet to good wine they do use good bushes, and good plays prove the better by the help of good epilogues. What a case am I in then, that am neither a good epilogue nor cannot insinuate with you in the behalf of a good play! I am not furnished like a beggar, therefore to beg will not become me: my way is to conjure you; and I'll begin with the women. I charge you, O women, for the love you bear to men, to like as much of this play as please you: and I charge you, O men, for the love you bear to women--as I perceive by your simpering, none of you hates them--that between you and the women the play may please. If I were a woman I would kiss as many of you as had beards that pleased me, complexions that liked me and breaths that I defied not: and, I am sure, as many as have good beards or good faces or sweet breaths will, for my kind offer, when I make curtsy, bid me farewell.


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"È vero, il mondo è tutto un palcoscenico
sul quale tutti noi, uomini e donne
siam solo attori, con le nostre uscite
e con le nostre entrate; ove ciascuno,
per il tempo che gli è stato assegnato,
recita molte parti".

[...]

"Non è nell’uso vedere una donna
venirvi a dir l’epilogo del dramma,
anche se ciò non sia, in verità,
più sconveniente che veder l’eroe
venir qui sopra a recitare il Prologo.
Se è vero che a buon vino
non serve frasca, è altrettanto vero
che una buona commedia
non abbisogna di nessun epilogo.
Ma se a buon vino giova bella frasca,
un bell’Epilogo potrà giovare
a una commedia, per quanto ben fatta.
Pensate dunque in quale situazione
io mi vengo a trovare innanzi a voi,
perché non sono io come persona
un bell’Epilogo, né son capace
di cattivarmi da voi un applauso
grazie alle qualità della commedia!
Non son vestita come una stracciona,
perciò non mi si addice mendicare;
il solo mezzo che ho è supplicarvi,
e voglio cominciare dalle donne.
Io vi supplico, donne,
per l’amore che voi portate agli uomini,
che vogliate gradir questa commedia
per quel tanto che v’abbia soddisfatto;
ed a voi tutti, uomini,
per l’amore che portate alle donne
(giacché vedo dai vostri sorrisetti
che tra voi non c’è chi le detesti),
io ordino di far che la commedia
tra voi e loro possa riuscire
di pieno gradimento a tutti quanti.
Se fossi donna, coprirei di baci
tutti quelli di voi ch’hanno una barba
che fosse di mio gusto,
un aspetto che fosse di mio gusto
e un alito che non mi repugnasse.
E senza dubbio quanti in mezzo a voi
hanno una bella barba, un bell’aspetto
e un alito gradevole, vorranno
in cambio della mia gentile offerta,
come mi vedano fare l’inchino,
licenziarmi con un “arrivederci”

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per le nostre istituzioni

Pubblicamente dichiaro la mia ammirazione per la Germania. Specificatamente, per il Federalismo ed il disegno istituzionale della Germania che, sono convinto, andrebbe importato in Italia. La struttura territoriale e istituzionale sono ragionevolmente analoghe: forte autonomia alle nostre Regioni (=non solo la delega delle politiche sanitarie), in cambio di un 'Senato delle Regioni' a cui assegnare la decisione delle materie comuni e condivise.
Inoltre, la legge elettorale tedesca risulta a mio avviso pienamente democratica e adattabile ad un paese che ha il proporzionale nel sangue, soprattutto per contenere alcune recenti derive 'maggioritariste' assai pericolose in un Paese con una tradizione come quella italiana.
Ovviamente, non nascondo il bisogno di una 'copia critica' delle loro istituzioni, ma credo che il modello da cui ispirarsi sia quello tedesco. Dall'altro lato, la nostra tradizione centralistica da un lato verrebbe rinnovata con l'apertura a possibili innovazioni nelle politiche pubbliche che a mio avviso farebbero molto bene in un paese ingessato come l'Italia, dall'altro conterrebbero il rischio di distorsioni dettate da una copiatura a-critica del modello tedesco.
Servirebbe solo il coraggio (politico) per farlo... Ahinoi, vedo riemergere un centralismo ispirato dalla peggior tradizione istituzionale, quel vetero centralismo di matrice franco-napoleonica.

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It's something we don't really understand...

Berlusconism's a ghost moving across Europe. A distortion of Democracy transforming politics in show, Parliaments in houses of the big brothers and political newspaper in gossip magazine. This Italian article could help to understand a bit.
Berlusconi has been the first to do: managing his image as a southern american dictator, he adapted dictatorship to a TV-democracy, given the fact he was the owner. As any innovation, he didn't understand immediately it, now it's systematic.
The problem is that this 'model' has been exported to many other countries by politicians like Putin and Sarkozy. Furthermore, this model seems perfect for this season: an incredible and very deep economic crisis and there isn't any politics able to face it. However, Berlusconism is able to keep consensus for politicians, while economic actor are still free to earn whatever they want.
There was something new coming from Italy also one century ago, something from Italy. It isn't the same, but in that time, like now, we didn't understand what it was. It was something coming from Italy... something coming from Italy...

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attenzioni igieniche

Lavandovi, nella doccia o nella vasca, prestate particolare attenzione ai vostri piedi. Organo fedele e maltrattato, sono spesso rinchiusi in scarpe e condannati a lavorare nell'immondizia, nello sporco e nella polvere. Maltrattati quotidianamente, sono fedeli da portarci in giro. Forse non belli, articolati, grezzi e tozzi, i piedi meritano il rispetto dell'onesto lavoratore, del fedele servitore, dell'intrepido gregario. Raramente elevati ad arte da maestri come Pelé o Beccalossi, ai piedi bisognerebbe dedicare almeno l'attenzione della pulizia, sebbene nella doccia sia scomodo chinarsi per dargli le dovute attenzioni.

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cristalli

Non è possibile copiare in un materiale qualunque dei cristalli, esito di una legge che produce la cristallizzazione, ma occorre cercarne la legge, affinché applicandola, ne risultino naturalmente i cristalli propri della materia impiegata. Per trovare questa legge occorre necessariamente definire
la qualità dei cristalli, analizzare la loro sostanza, e le condizioni alle quali prendono la forma che conosciamo

(Paul Valery, Il cimitero marino, Il Saggiatore 1984, p.40).

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famiglie

06/08/09

Quest'intervista di Almodovar rende ancora attuale questo mio vecchio post.

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Also God...

Also God has always preferred verbs than nouns, because becoming is much more relevant and interesting than being.

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Italian crisis

The measure of the Italian crisis is given by the number of time that any Italian remembers Falcone and Borsellino during the year.
I still have my T-shirt.

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grande rabbia

04/08/09

Perché una sanità corrotta fatta di nomine clientelari in Puglia è motivo di scandalo nazionale, in Lombardia no?
Perché nomine di dirigenti amici, truccando i regolamenti in Sicilia è in odor di Mafia, in Lombardia no?
Perché i lombardi votano per il Federalismo e poi il loro governo tagli i soldi alla Lombardia e finanzia senza logica la Sicilia?

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dall'Elba...

03/08/09

Mi ritrovo sul terrazzo della mia casa Elbana, rubando la connessione del vicino. Ma avere internet all'Elba è un segnale del cambio dei tempi, pazzesco. Erano tre anni che non venivo su ques'isola, la trovo sempre più fighetta, direi quasi milanesizzata, per famigliole e trentenni. Non è un'isola per giovani, anche se poi in fondo conta con chi fai una vacanza.
Chesstoria...

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