schietta verita'

31/10/11

Anche se questa tastiera non ha le lettere accentate, la Verita' della condizione italiana e' ben riassunta in questo articolo: Berlusconi e' una disgrazia per l'Italia, ma ancora peggio e' il fatto che non esista alcuna alternativa che sia anche lontanamente credibile. Potrei dirvi che a me un governo di Mario Monti piacerebbe, ma e' - ahinoi- solo un'ipotesi scolastica, senza vera fattibilita'.
La verita' e' che in Italia non esiste una classe dirigente capace di prendersi delle responsabilita' serie. Bersani ha il terrore di finire al governo, lui vuole che sia Berlusconi a fare il lavoro sporco perche' sa che il PD non avrebbe saputo cosa metterci dentro in quella letterina all'Europa.
E la lista potrebbe esser lunga: sindacati che fan rumore sulle pensioni, ma sui precari tacciono in maniera assordante, un mondo imprenditoriale spaccato in almeno due pezzi (Confindustria e CdO), corporazioni professionali tese a difendere i loro interessi senza mai accettare sacrifici e cosi' via.
La mia opinione che aggiungo all'articolo e' una bocciatura della classe dirigente italiana che ha vivacchiato nelal difesa delle sue posizioni per decenni, cercando di tagliare le gambe a qualunque rimessa in discussione (dal primo Prodi al Renzi di oggi), ma si badi bene che questo e' un limite cultural-generazionale perche' vi invito a leggere com'era il primo governo Prodi per rendervi conto che quella gente che sarebbe l'alternativa futura a Berlusconi era li da tempo immemore e, vera colpa, non hanno mai lavorato per far emergere una nuova classe dirigente. Al contrario, bisogna avere il coraggio di dare una chance anche ai giovani, responsabilizzarli e farli crescere. Meglio rischiare su un giovane senza esperienza che essere certi dei risultati "garantiti" dai vari D'Alema & co.
Buona settimana a voi.

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qualcosa di interessante

28/10/11

Questo articolo mi par molto interessante per varie ragioni che provo, brevemente, a descrivere.

Uno, conferma la grande lucidita' di pensiero di Ratzinger, molto piu' elevata di quanto si pensi. Un grande intellettuale a cui, a mio avviso, manca di acume politico o, per dirla alla cattolica, saggezza pastorale.

Due, Martini diceva che la vera differenza tra le persone e' tra chi si pone il problema di Dio e chi no, non tra credenti e non. Grande verita' che Ratzinger sembra seguire.

Tre, il contesto in cui si svolge quel discorso mi porta a ricordare che e' piu' importante Dio e la fraternita' tra gli uomini che non il primato di questa o quell'istituzione. In fondo, il Vangelo lascia a Cesare il suo e dice che l'Amore di Dio e' per tutti.

Quarto, giusto distinguere tra atei e agnostici e ricordare a quest'ultimi di non farsi trascinare dall'Ateismo, che pure rispetto. Gli agnostici, invece, possono essere un bellissimo punto interrogativo puntato verso Dio: dove sei, Dio che hai permesso cose come Auschwitz?

Ecco, condividendo l'interesse per i punti di domanda piuttosto che quelli esclamativi, per stasera passo e chiudo.

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nomi e cognomi

I responsabili di questa situazione sono coloro che affossano l'Italia: se lo stato non paga, i Rettori non devono trovare escamotage per bloccare giovani ricercatori ma semplicemente affossare il sistema secondo quanto voluto dal Ministero.

Il risultato del danno deve essere evidente: bassa didattica, ricercatori che se ne vanno, laureati sempre meno qualificati. E' quello che vuole il Governo Italiano. Non bisogna stare al gioco di queste persone che da Rettori trovano escamotage per sottopagare i loro stessi ricercatori.

E' un atto gravissimo dal punto di vista politico e un comportamento tipico dell'Italia: sacrifici per garantire un servizio pubblico di fronte ai tagli del governo di turno. No, non bisogna starci altrimenti si accetta di essere sempre sottopagati.

E mi fermo qua senza stare a fare troppe distinzioni tra ricercatori, che comunque son struturati a tempo indeterminato, ed invece i moltissimi precari che manco sanno dove saranno tra sei mesi. Chi governa per affossare il paese deve essere lasciato fare in modo che i risultati siano sempre evidenti a tutti, non e' possibile che ci sia la solita minoranza che si sobbarca di sacrifici di fronte alla scelleterazza di una certa elite mentre la maggioranza non si accorge mai di niente.

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bisognerebbe

Bisognerebbe avere l'onesta' intellettuale di riconoscere che se in Italia ci sono ancora persone intelligenti che sostengono Berlusconi e' solo perche' non esiste alcuna alternativa che sia ritenuta credibile.

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tanto stanco da una grande soddisfazione

Che fatica entrare in questa caas che, ora, mi ricompensa con il sorriso soddisfatto di chi e' riuscito a farcela anche stavolta. Ok, non e' ancora finita, molti documenti, bollette e quant'altro da comprare, ma intanto sono su un divano di una casa nuova e le palpebre che calano lo fanno su un sorriso soddisfatto, non solo per la cena con un ottimo amico che pare venuto apposta dal Canada per festeggiare questo (in realta', voleva solo un po' di birre belghe...).

La cosa divertente e' che stasera, rientrando dal mio amico, mi sono lasciato andare all'intuito ed ho azzeccato la via in mezzo a quel dedalo di saliscendi che e' il quartiere dove ora vivo. Mica poco!
E poi, una volta azzeccata la via che porta il giusto nome, una risata di soddisfazione per chi, un po' a caso un po' a intuito, ha saputo ritrovare la via per una casa appena riconosciuta tale.

La cosa bella e' che non so quali aspettative farmi da questa casa al III piano senza ascensore e, al momento, senza manco la luce sulle scale. Invece, l'aver saputo tornare a casa e' un grande presagio, cosi' come di abitare tra Via Scozia e Via Parma... di cos'altro avrei avuto bisogno?

E quindi, in fondo, si aprano le danze e la festa cominci!

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appena successo

26/10/11

Mi e' appena successa una cosa che mi ha divertito molto. Premessa, in attesa di entrare nella mia nuova casa bruxelloise, una amica serbo-ungherese mi ospita. Sono attaccato alla finestra alla ricerca di una qualche connessione wi-fi libera per vedere come va il fantacalcio (in quanto connessione priva di password non e' reato se mi connetto senza chiederlo al proprietario), quando il coinquilino della mia amica, anche lui magiaro, mi chiede un aiuto nel fare i compiti di francese. Una cosa basilare legata all'uso di articoli e preposizioni francesi da spiegargli in inglese a un ragazzo che ha nella testa una lingua che non e' manco indoeuropea, l'ungherese appunto, e su cui ci capiamo fondamentalmente grazie allo spagnolo. Si', una babele di lingue da cui si esce con un gran sorriso e molto divertimento per il solo fatto di riuscire a capirsi da Milano a Debrecen (sempre che si scriva cosi' la citta' da cui viene...).
Si capisce, non senza fatica, che nazionalita' e lingue sono barriere culturali di fronte al divertimento di un sorriso per essere riusciti a fare un esercizio di francese. Io che in grammatica francese son sempre stato una frana, l'inglese lo parlo senza saperlo e lo spagnolo non l'ho mai realmente studiato. Eppure... mi attacco alla finestra alla connessione precaria dopo la discussione di ieri che ha toccato tutti i possibili temi, dall'UE alla crisi finanziaria al calcio alla caduta del Muro di Berlino.
Ecco, in tutto questo penso ai miei nonni: sia lode e gloria alla loro generazione che passo' tragedie che noi oggi manco riusciamo  immaginare. Ibrahimovic e Messi i nostri eroi, Montgomery e Rommel i loro. Nel mezzo, Coppi e Bartali su una salita...

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Per quel che mi riguarda

23/10/11

David Cameron e' un premier dimezzato perche' si atteggia da primo ministro forte, quando non ha vinto le elezioni, ma solo il suo predecessore le ha perse. Eppure, fa la voce grossa pretendendo di avere voce su temi politici su cui loro hanno deciso di non prendere parte. Non vale dire "l'Euro non lo voglio" e poi, quando diventa un fattore cruciale per tutti, pretendere di avere voce in capitolo. Troppe benevolenze nei confronti dell'Inghilterra, paese che si prende solo i benefit e mai i malus dell'essere in Europa. Quindi, se il suo partito vuole andarsene dall'UE (mossa demagogica per recuperare il consenso che non hanno), facciano pure, anzi: e' l'Europa che dovrebbe chiedere maggiore chiarezza con un "o dentro o fuori". Sono contrario alle mezze misure istituzionali e al caos che e' questa Europa: maggiore chiarezza istituzionale perche' l'Europa deve essere un pacchetto che si prende o tutto o niente, non vale farne parte solo quando fa comodo sbattendo sugli altri i costi delle cose che non piacciono (questo vale non solo per la GB).

Chiudo facendo notare che ogni decisione della Merkel&co aggrava la crisi: dal ritardo di intervento alla decisione di misure punitive contro la Grecia fino ai vari "no" a Sarkozy sull'EFSF. Ultima cosa dedicata a chi dice che l'UE non sa prendere decisioni: sappiate che praticamente tutti i governi europei sono retti dal Partito Popolare Europeo (PPE), pensateci prima di votarli...

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settimana intensa

22/10/11

Difficile raccontare l'intensita' di questa prima settimana della nuova vita bruxelloise. Mi ritrovo semplicemente su un letto con una connessione precaria a casa di un'amica che mi ha lasciato la sua casa mentre lei e' via per il week-end.
Tante esperienze ed emozioni, pochi aneddoti. Tanti semi seminati per il futuro, ancora molte scomodita' da trasferimento. Eppure, eppure ritorna un ottimismo per il futuro, il sorriso, la voglia di fare e la consapevolezza che, impegnandosi e avendo fiducia, le cose si possono cambiare per il meglio. Non e' poco, visto i tempi non e' poco...

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sempre la solita storia

17/10/11

Siam sempre qui a commentare la solita storia di violenze alle manifestazioni: i soliti gruppi commettono le solite devastazioni e il mondo della politica parte in una ridda di dichiarazioni, questa volta per fortuna tutti a condannarle. Eppure... perché ci tocca star sempre qui a comentare la stessa storia? Perché non si riesce MAI a evitare che succeda tutto questo? Perché in altre 850 città del mondo, di cui molte italiane (Milano inclusa) si riesce a manifestare pacificamente ed a Roma no? Non basta condannare i violenti, bisogna evitare, prevenire... se vai in manifestazione con una spranga le tue intenzioni sono chiare anche prima che tu inizi ad usarla. Alemanna sapeva da giorni che ci sarebbero stati incidenti, perché non bloccare i gruppi organizzati? Perché non intercettare i siti e le email per sapere dove si sarebbero radunati per evitare concentrazioni, bloccarli finché erano isolati e prevenire la loro fusione col corteo? Sono sempre gli stessi, possibile che da Roma ci siano stati solo 12 arresti?!? DODICI??? Non ci credo che non siano riusciti ad isolarne e arrestarne molti di più!

D'altronde, Giulio Cavalli ci ricorda qual è il metodo in vigore in Italia da decenni:
“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito. Gli universitari invece lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì.” (F. Cossiga)

Chiudo con una nota che mi ha fatto molto piacere ed una contraddizione. Il Parroco della Cattedrale di Londra ha benedetto i manifestanti perché è giusto quel che fanno, d'altronde Gesù sta dalla parte dei poveri, non dei banchieri. In Italia, è solo Draghi a dire che le ragioni della protesta (quella pacifica intendo) erano condivisibili, il parroco di San Pietro?

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prima di ripartire

15/10/11

Torno a Bruxelles, almeno altri sei mesi. Alcuni dicon che io fermo non ci so stare, forse è vero, ma è talmente bella la scoperta e l'avventura in posti nuovi che non capisco perché debba sentirmi vecchio e condannarmi all'immobilismo. E' un modo per rimettersi in discussione e crescere, mentre molti amici italiani mi hanno quasi accusato, implicitamente intendo, di non sapermene stare nel paese più bello del mondo.
Ma non è forse bellissimo sapere che dall'Italia alla Spagna, da Londra a Sofia ci sono persone bellissime con storie affascinanti da ascoltare e risate da condividere? E' forse il passaporto quello che determina le amicizie? E' vero che la geografia è destino, ma abbiamo due gambe e un solo culo: significa che è più importante muoversi che star seduti a guardare un fiume scorrere.
Trovo in questo gli Italiani d'Italia molto chiusi e incapaci di capire quanto sia bello il mondo dove gli Italiani non d'Italia han svolto lo sguardo. L'Italia è la culla di una grande civiltà, ma mica possiamo vivere per sempre in una culla! E poi, alle ragioni del cuore, bisogna anche rispondere con le ragioni della mente: ma a quanti gliene frega del tuo stipendio? Del fatto che a furia di tener duro poi dopo un po' ti rompi? Del fatto che altrove non è il paradiso, ma la cosa più bella che ci è dato di vivere in quest'epoca è quella di scoprire che molti confini non esistono più e possiamo scoprire cose bellissime anche altrove?
Ridere con un amico indiano bevendo una birra, una spaghettata con un'amica lituana che ti fa la sua zuppa tipica (non chiedetemi com'era, potrei non essere diplomatico... diciamo che ho apprezzato il gesto, ecco...), una discussione sulla nuova costituzione boliviana: non è forse bellissimo questo mondo? Di fronte alla crisi che distrugge le nostre aspirazioni a una ragionevole stabilità economica, almeno godiamoci il crollo della barriere e fruiamo della bellezza del mondo, senza condannarci all'immobilismo.
Chiudo dicendo che mi rattrista vedere una certa spaccatura tra chi condivide questo desiderio e chi non tanto non lo condivide, ma soprattutto un po' lo condanna, magari anche solo inconsciamente. Io voglio solo poter godere della bellezza che ho trovato nel mondo e che è del mondo. E se questo richiede una messa in discussione di se stessi, benvenga! Mi hanno sempre insegnato che mettersi in discussione è gioventù, restar fermi immobili è vecchiaia. Mentale, intendo. E quindi ci si apra alla bellezza del mondo, allo scoprire cose nuove, nuovi sorrisi da condividere e, se necessario, alle lacrime che si dovranno versare perché, avendo una vita sola, l'unico errore è di non viverla.

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onesta comprensione

14/10/11

Visto come certe banche hanno insegnato a trattare i lavoratori, non mi sorprende che ora i lavoratori vogliano bruciare le banche. Per quanto condanni la violenza, visto come le banche hanno insegnato a trattare lavoratori, operai, giovani e adulti in sfregio a qualunque dignità del lavoro per di inseguire il profitto (loro), se oggi quella gente ha voglia di ripagarli con la stessa moneta non dobbiamo sorprenderci perché la violenza degli operai non è azione, ma reazione alla violenza silenziosa e spietata delle banche, per quanto nessuna delle due possa ritenersi giusta.

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sempre un grande maestro da cui c'è da imparare

13/10/11

"Credo le cose in genere non per coloro che le sostengono ma per coloro che le avversano, è il mio modo di rapportarmi alla vita. Sono i miscredenti che mi hanno fatto ritornare cattolico, non sono i preti – mi dispiace ma è così".
(Giovanni Lindo Ferretti)

(altre citazioni qui).

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interessanti discussioni

11/10/11

Due articoli di oggi attirano la mia attenzione.

Il primo è una stroncatura del libro di Mancuso, di cui io ho finora solo letto qualche recensione poco approfondita oltre a quella citata e comprato il libro. Stroncatura interessante perché tesa a difendere la Chiesa e la religione senza mai citare Gesù: quando si dice più papisti del Papa... Interessante l'acredine di Veneziani nell'ergersi paladino dell'istituzione religiosa Vaticana a cui non si possono muovere critiche e su cui deve vigere il principio di indiscutibilità.
Risponderei, semplicemente, citando Morin: in un sistema complesso non si può dire che è solo colpa del nichilismo imperante (che poi bisognerebbero spiegarci cosa intendono) e difendere solo la Chiesa, unica paladina antinichilista, almeno nell'accezione ratzingeriana. Al contrario, è una relazione dinamica di entrambi gli aspetti.
Aggiungo un'opinione mia: non è vero che il nichilismo avanza. Io credo che la domanda religiosa sia una chiara  costante antropologica ovvero da quando l'uomo è sulla terra si è posto la domanda di Dio. Senza farla lunga, credo che oggi la Chiesa vaticana sia sempre meno capace di parlare, come d'altronde accadde ai tempi di Lutero, e questo ha fatto emergere altre vie per rispondere alla domanda religiosa che non posso essere banalizzate nell'etichetta "nichilismo" o "relativismo". Riconoscere la natura di costante della domanda religiosa credo sia riconoscere la natura umana e umanizzante della vicenda e, secondo, per la Chiesa porsi il problema di "come" annunciare il Vangelo, fermi restando i contenuti.

Una discussione molto più locale viene dall'Inghilterra. Interessante l'articolo perché non si capisce niente. Posto il problema, si scontrano la legge che vieta di pubblicare insulti con la Bibbia ed i suoi giudizi anti-omosessuali. Peccato, però, che l'articolo riporti solo l'opinione del gestore del locale e non dica né quali erano le frasi della Bibbia pubblicate né qual è l'opinione di chi le ha fatte rimuovere. Non sono due dettagli perché danno la gradazione del problema. Altrimenti, questo articolo è da leggersi come una tipica "politica simbolica" tesa a creare una divisione di schieramenti tra cattolici biblisti e movimenti per gli omosessuali, una divisione già esistente che questa discussione vuole solo alimentare. Invece, spiegando i termini del problema lo si potrebbe affrontare: che tipo di frasi offenderebbero gli omosessuali? In quale contesto sono state pubblicate? Perché le han fatte rimuovere? La paura che ci sia un vittimismo esagerato del gestore del locale è concreta: senza spiegarci il contesto, il giornalista ci presenta solo una voce. Ci fidiamo?

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il mercato gia' sa...

05/10/11

Questo articolo dimostra come, semplicemente, il mercato gia' sa cosa succedera'. E non si tratta di profezie auto-avverantisi. Poi, politici, giornalisti, accademici e stati arriveranno a fare (o cercare di fare) la loro parte.

Banche gia' fallite con nomi e cognomi di istituti troppo grandi perche' falliscano e il solo fatto che si sia arrivati a questo punto dimostra che lo stato ha fallito: seguendo Adam Smith, se c'e' un attore talmente grande la cui fallita farebbe collassare l'intero sistema significa che il regolatore non ha supervisionato e che il rischio imprenditoriale viene inevitabilmente distorto. Possiamo tollerare questo? Possiamo tollerare un imprenditore che non abbia piu' il rischio imprenditoriale e, se fallisce, tanto crolla tutto e paga il pubblico? Che mercato e'?

Dicono che in Islanda abbiano scelto un principio molto semplice: lo stato non paga, ma persegue i reponsabili delle banche facendo pagare a loro. Par semplice... lasciamo fallire le banche e, se falliscono, i loro proprietari e dipendenti dovranno ripagare il debito pubblico, compresi i danni che hanno creato. Semplice no? Ok, non e' facilissimo da fare, ma meglio di niente...

Intanto, una notizia passata sotto silenzio: non dico che l'Europa possa imporre qualcosa di simile alle banche americane, ma almeno una reazione... una dichiarazione... mandiamogli almeno un Di Pietro... o un Gennaro Migliore, chiunque! Niente, silenzio e giu' la testa... Ma queste sono le decisioni che buttano giu' un sistema, i provvedimenti che poi influenzano il mercato facendolo collassare, ma ovviamente nessuno ne parla presi come sono a guardare tutti gli indici del mondo!



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dimostrazione di perché l'Italia è ancora nelle mani di Berlusconi

03/10/11

Questo articolo ricorda l'ennesimo punto di una segretaria disastrosa. Riepiloghiamoli, così tanto per ricordare quelli degli ultimi 6 mesi qualora qualcuno avesse la memoria corta.

1. elezioni amministrative
Nelle grandi città con candidati anti-bersaniani, la Sinistra vince a sorpresa con risultati eclatanti (Pisapia, De Magistris, Zedda). Il PD ne esce maluccio perché quei candidati li aveva esplicitamente osteggiati in vario modo, la linea di Bersani è vincente solo a Macerata (anche Torino si vince con Fassino, area franceschiniana).

2. referendum
Dopo tantissimo tempo, passa un referendum con un no a nucleare e privatizzazione dell'acqua. Due temi su cui Bersani si era speso sempre a favore (pro-nucleare, pro-privatizzazioni dei servizi pubblici), salvo poi fare una giravolta spettacolare per incassare i meriti di un referendum che in realtà il PD non aveva mai sostenuto.

3. anti-porcellum
Bersani si rifiuta di sostenere la raccolta di firme che si rivela un successo enorme, doppiando il numero richiesto e con un segnale che anche a Destra sono costretti a tenere in considerazione. Ma Bersani ha osteggiato sempre la raccolta di firme.

Dopo tre errori simili che dimostrano uno staccamento enorme tra Bersani e il paese, nel partito non ne invocano le dimissioni perché i dirigenti sanno che anche loro sono dissociati dal paese e perderebbero il loro buon cadreghino.

Chiudo ricordando che già Fassino fece notare che la mozione Bersani alle primarie disponeva di risorse inattese e, probabilmente, esagerate rispetto ai vincoli fissati. La mozione Bersani aveva come responsabile un certo Penati...

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verso un giusto riconoscimento storico

Questo spettacolo ieri mi ha fatto ripensare a un giudizio storico che, finalmente, sta ri-emergendo. Se possiamo discutere chi siano i padri di questa crisi, i nonni sono certi ed hanno due nomi: Margaret Thatcher e Ronald Reagan. Soprattutto lei è quella che, culturalmente, ha posto le basi per il collasso di questo mondo contemporaneo con l'idea di privatizzare tutto, sempre e comunque, perché bisogna avere la libertà di diventare ricchi. Miserabili noi che abbiamo votato un tale pensiero: l'egoismo e l'avidità al potere, la solidarietà relegata a ideologia del passato: uomini, donne e famiglie libere di arricchirsi. Già, ma la libertà non va solo sù, può anche mandar giù. Disgraziati noi che non l'abbiamo considerato, disgraziati noi che abbiamo pensato che il Thatcherismo fosse cosa da prendere sul serio e non l'ennesima offerta truffaldina dei soliti che volevano arricchirsi ancora di più. Miserabili noi...

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