La vita ai tempi del '900

31/01/12

Tra le età della vita ed il XX Secolo ci sono curiose analogie che ho scoperto un po' così, per caso...

I primi anni del '900, nessuno se li ricorda. Si inizia tra il '14/15-18 quando ci sono seri casini, addirittura mondiali. C'è gente che non ne esce viva, e poi le chiamano semplici crisi adolescenziali... Poi, più grandi, gli anni 20, la Belle Epoque per chi ha saputo uscire dall'adolescenza si va all'università e si scopre il mondo. Fino ai '30 la crisi, l'austerità, l'autarchia, per alcuni la grandeur della dittatura, che in fondo la dittratura dipende tutto da dove la guardi...  I primi 40 con la crisi di mezz'età, ecchecrisi! C'è gente che non ne esce, molti, ma ci sono anche molti eroi temprati dalla durezza dei tempi. Fino alla seconda metà dei '40 e il boom dei '50, la maturità che però inizia a pensare a costruire il proprio welfare. Il '60 ci si libera da tutto quel che si aveva costruito prima e poi, i '70 dove qualunque pasticca arrivi la si prova. Infine, gli '80 dove si è talmente rincoglioniti che si voterebbe pure Craxi visto che in fondo ormai l'unica cosa che conta sono le vittorie del nuovo Milan, e chissenefrega se si lasciano debiti quà e là. Poi, dopo la caduta del Muro tutto il resto è noia: cosa volete che siano gli anni '90 dopo aver vissuto due crisi mondiali, dittature, l'arrivo di minigonne, la TV e e il Che... cosa volete che sia internet rispetto al primo uomo sulla luna?!

Ok, io mi sono divertito in questo viaggio tra decenni del '900 ed età della vita, ma guardate che le analogie sono sorprendenti, soprattutto se le si confronta con altri secoli (es. il XIX) che non funzionano così bene. Ok, non prendetela troppo sul serio, però... forse....

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Perché l'Italia protesta

27/01/12

Molto semplice: perché ora si vede. Prima, il potere mediatico di Berlusconi era in grado di occultare o distorcere le decisioni politiche più impopolari e se qualcuno osava protestare, veniva subito etichettato mediaticamente come "comunista!". Ovviamente, questo gli fa comodo perché così cresce il malcontento nei confronti di Monti e appena ci sarà un casus belli (ed i sondaggi lo suggeriranno), d'improvviso ri-apparirà il Cavaliere a salvare gli italiani.

Prendete il caso di Eco-Pass e Area C a Milano. La Moratti l'ha introdotto senza dire niente a nessuno e poi l'ha cancellato senza dire niente a nessuno. Pisapia ha avuto il coraggio di organizzare assemblee pubbliche, di confrontarsi coi cittadini spiegandone le misure. E questo ha fatto crescere consenso e malcontento, ma informati.

Non si dimentichi mai che, nonostante non sia più Primo Ministro, Berlusconi ha sempre il sostanziale monopolio dei messi di comunicazione di massa, soprattutto su certe categorie.

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ieri sera

26/01/12

Ieri, il vicepresidente dello European Youth Forum mi ha passato un mesaggio molto interessante, sicuramente da condividere. Perché i titoli dei giornali sono pieni della crisi delle borse finanziarie, mentre i dati sull'occupazione, la disoccupazione (specie giovanile e femminile), l'emigrazione interna non fanno mai notizia? Perché ci preoccupiamo dello spread e non della disoccupazione? del tasso di inattività? Dov'è l'urgenza nell'indice di borsa che scende dello 0,5% o nella disoccupazione?

Lui suggeriva che la crisi sistemica debba essere anche quella della disoccupazione giovanile che ormai, dal 2008, è stabilmente raddoppiata e sta diventando strutturale. Senza parlare delle migrazioni inter-regionali intra-europee (ma anche extra-UE) che stanno desertificando ampie parti d'Europa, dalla Grecia alla Sicilia alla Germania Est. I giornali contano perché danno la percezione delle cose: invece dello spread si diano i dati su disoccupazione e si affronti quello! Si facciano pacchetti urgenti di stimolo all'occupazione, non sui titoli di stato, si intervenga sugli inattivi e non sugli altri. Soprattutto dal punto di vista socio-economico, salvare la domanda è fondamentale per ragioni sociali, ma anche economiche. A chi pensa di vendere le sue assicurazioni la Generali? BancaIntesa rischia di fallire anche perché si è accollata quel carrozzone in perdita di Alitalia, ma se la gente non ha più soldi chi farà volare Alitalia?

Ecco, vorrei che i giornali mettessero fisso in prima pagina il tasso di disoccupazione, non lo spread.

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outsourcing

23/01/12

Questa terribile parola io la odio per il concetto che esprime e l'abuso empirico che sta rovinando questo mondo. Tuttavia, non posso non riconoscere che in alcuni casi possa essere utile. Tra il serio e l'ironico, ci pensavo l'altra mattina quando avrei voluto dare in 'outsourcing' alcune parti della mia giornata, per esempio il risveglio che quella mattina mi risultava particolarmente difficile pur senza ragioni apparenti. Mi ha fatto venire in mente quando tre anni fa chiacchierando con un amico americano particolarmente timido con le ragazze gli suggerii di dare in 'outsourcing' la fase di seduzione ad un terzo amico particolarmente bravo. L'americano sarebbe poi rientrato nella sua vita una volta che la ragazza era stata sedotta. Non sarebbe male, eh?! Ecco, in questa fase vorrei dare in outsourcing una parte della mia vita, ovvero la gestione del mio contratto di lavoro (precario) e la ricerca del nuovo (meglio se un po' meno precario). Al limite, preferisco gestire il contratto di outsourcing piuttosto che il mio diretto contratto di lavoro.
Scrivo tutto questo perché stasera il tema, oggi, mi rende particolarmente stanco e... sia mai che qualcuno avanzi proposte brillanti, magari un manager, un agente o una bodyguard...

PS
Ovviamente, il 'core business' non si da mai in outsourcing. MAI!

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Di volti e sorrisi

22/01/12

Oggi, per una serie di circostanze, sono andato alla Messa della comunità italiana del municipio dove vivo. Di solito non lo faccio, soprattutto perché si trova dall'altra parte di St-Gilles (oltretutto in salita!) e preferisco andare nella Chiesa principale, St-Gilles appunto.

La vera storia è vedere la gente che si trova. Sarn state una sessantina di persone, non tantissime, che raccontavano quel che resta dell'immigrazione italiana in Belgio. Una gran quantità di gente che ne porta ancora le tracce, figli di una miseria e di una fatica vera. I chili di troppo non sono obesità, sono saggezza di far scorte per quando verranno tempi duri che, Loro lo sanno, la vita può essere dura. Certo, c'è tutto il piacere del mangiare bene tutto italiano, ma anche la saggezza del metter da parte.
Davanti a me, una signora sui 60-70 anni, bionda, viso tondo direi tipicamente siciliano (anche se poi chissà da dove viene), porta in bocca le sofferenze dell'immigrazione della sua gente. Di fianco, quella che presumo sia sua figlia. Parlano naturalmente una confusione di italiano e francese.
La lettrice, dopo aver letto il Vangelo e tornando al suo posto, viene arpionata da una vecchia suora che con inattesa forza la catapulta a sedere di fianco a lei. E poco importa che la lettrice volesse tornare al suo posto.
Dietro di me, una giovane coppia con lui che non parla italiano, ma in qualche modo deve capire, esprime quello che in Italia sarebbe tecnicamente chiamato "tamarro allucinante". Invece, qui fa parte del paesaggio a fianco di vecchietti che dimostra di conoscere tutti.
La Messa, da rito liturgico diventa rito sociale: lo dimostra l'anticipo con cui la gente arriva, il ritardo del Prete, ma soprattutto all'uscita il prete di mette sulla porta per salutare i fedeli... ma quelli non escono e rimangono dentro salutarsi tra loro.
Io, che non conosco nessuno, esco tra i primi. Lo saluto perché l'avevo conosciuto una volta e anche questa domenica mi è sembrato un ottimo prete. Tratto distintivo: travolgente entusiasmo! Lo saluto e subito mi affibia la possibilità di rappresentare la comunità cattolica italiana a un incontro ecumenico qui a St-Gilles. Accetto, gente così è talmente travolgente che non gli si può dir di no.

Ah, poi c'è anche la parte più bella della predica, basata su tre concetti base. Il primo è l'umiltà, imparare a riconoscere le proprie colpe. Qualità rara di questi tempi, anche presso chi si proclama cristiano. Poi, ricordarsi la vanità di molte cose superfluo, con richiamo all'eccesso di cibo sprecato e all'impegno europeo di ridurlo, anche per ridurre i rifiuti. Terzo e ultimo, l'impegno a concentrarsi sulle cose importanti, la fiducia. Tutto in un chiaro messaggio cattolico condito di ottimismo e pragmatismo, misto a una vita di comunità fatta di passione per il calcio e voglia di stare insieme.

Bruxelles, insomma, cerca di covare una speranza che sia per tutti e che sia onesta nel riconoscersi limitata.

PS
forse ho scritto troppo e troppo confusamente. Tant'è...

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Metodi pericolosi

18/01/12

Ieri sera ho visto "A Dangerous Method", bel film, veramente. Ovviamente, partirò da quel che non mi è piaciuto così è più facile: la regia e la post-produzione sono proprio poca cosa. Per esempio, la scena in cui arrivano negli USA non mi è piaciuta affatto e in generale non ho visto idee geniali, tutto molto canonico con la ricerca di inquadrature ad effetto che però non riescono. Amen, la storia è talmente affascinante da passare in secondo piano.
Il rapporto Freud-Jung è di quelli che segnano la storia dell'umanità, un po' come Platone e Aristotele, Hegel e Schopenhauer, San Pietro e San Paolo. C'è stato un periodo in cui le origini della psicologia, appunto Freud e Jung, mi hanno affascinato moltissimo e mi sono letto parecchie cose da "Psicopatologia della vita quotidiana" a "l'Interpretazione dei sogni", oltre ad un paio di collezioni di saggi e scritti vari di Jung. Ammetto che sono anni che non leggo più niente, ma ultimamente ho recuperato col teatro che, a mio avviso, è una pratica con moltissime affinità e legami, ma questa è un'altra storia. Torniamo al film.
Lascio a voi di scoprirne la trama tra amore e scienza, la cosa interessante è che rimane interessante il dialogo scientifico psicoanalitico mischiato con vicende personali. Non so quanto sia spiegato bene perché a me è servito più che a capire, a ricordare quanto già sapessi, ma comunque vale la pena approfondire quella vicenda, umana e scientifica (come se qualcuno potesse pensare che le cose sono separabili). Il tutto sullo sfondo della Vienna d'inizio XX secolo che è uno dei contesti intellettuali più incredibili della storia.
Comunque, il messaggio è che le scienze psicologiche (Freud, Jung e altri) sono tema di grandissimo interesse, anche se bisogna saperle maneggiare e accogliere criticamente. Aver letto un paio di libri di psicologia non significa essere psicologo, così come non bisogna credere a tutto quel che Freud dice: per esempio, la sua fissazione con la sessualità mi pare più una trovata per promuovere mediaticamente la disciplina oppure un caso di "vittima rinchiusa nella sua iniziale intuizione di successo"... anche se ammetto che pensando ad alcune persone (dai scherzo, suvvia!).
Tornando seri, il messaggio è che quella storia, Jung-Freud, è una di quelle da conoscere perché c'è dentro la storia intellettuale dell'umanità, soprattutto di quella cosiddetta Europea/Occidentale.

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Stamane

16/01/12

Dopo un week-end particolarmente sereno, stamane Bruxelles mi regala un'alba particolarmente bella, fredda ma decisamente bella. Un rosa-blu tinge la finestra del mio salotto, mentre la cucina offre un mix rosa-grigio solo apparentemente uniforme. Il caffé sul fuoco ed il riscaldamento che va, la pancia reclama la colazione ed io qui a scrivere.
Stamane, a Bruxelles, l'aria va così.

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Della modernità - 2

13/01/12

Cambiamo stile. Partiamo da un articolo che mi è piaciuto perché fa riflettere, soprattutto sul piano dell'analisi (la controproposta manca, ma va bene così). Poi, passiamo a ieri che frugando nei corsi di formazione itnerna della Commissione ne ho trovato uno di "personal empowerment" sull'importanza di fare domande. Apparentemente inutile, in realtà è un corso interessante basato su un articolo di una ventina di pagine (anche meno) sull'importanza di far domande.
Per ora ne ho letto metà incuriosito dal tema e ho cominciato a ripensare a quell'articolo. Ebbene, mi son convinto che tra i mali della modernità ci sia la mancanza di farsi domande. Specificatamente, mi chiedo perché, di fronte a questa crisi del mondo finanziario, non si pensi a come vivere senza. Insomma, se la finanza non sta in piedi e provoca tanti danni, perché non provare a vivere senza o a ridimensionarla nettamente? Perché la Grecia non prova a ri-orientarsi su un modello di sviluppo senza debito? Considerati i costi per avere accesso al mercato di debito/credito, perché non provare a farne senza? In fondo, sono ormai 3-4 anni che andiamo avanti con questa crisi, pochissimi in giro che si facciano domande su questo tema. Intendo, non di intellettuali, ma di dirigenze politiche nazionali, quelle che decidono insomma. Oggi, l'ossessione è lo spread, ma è lì il vero problema?
Chiudo d'accordo con gli economisti di VoxEU (non trovo l'articolo giusto) che sottolineano come il grande problema della crisi è la mancanza di un'analisi condivisa delle cause di tutto questo.

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Della modernità - 1

Pazzesco, stanotte ho fatto un sogno complicatissimo e super-avvincente, degno di un film di Tintin! Tuttavia, una delle cose che mi ha sorpreso di più è che una delle parti più "movimentate" in cui dovevamo scappare a nuoto dal porto di Sofia (sì, nei sogni Sofia può avere un porto stile Marghera) eravamo bloccati da enormi pannelli solari della... BTicino! Questo ha introdotto un elemento di pubblicità occulta che è arrivato fin nei sogni, qualcosa di pazzesco! Nel sogno c'erano altre parti, tipo ritrovarmi a pranzo con mio Zio Roberto e la mia amica Rossella, due persone che non si conosco ma che in sogno vengono accostate. Invece qui si trattava di un'enorme pubblicità nel bel mezzo di un sogno... Non pensavo che la logica pubblicitaria potesse entrare così a fondo nella mia mente.
Devo dire che poi il sogno prosegue complicatissimo con una fuga su un mercantile catturato con le gru da carico, una doccia in uno squallido spogliatoio di Sofia con bulgari nudi che pisciano in giro e poi il pranzo con Zio e amica eccetera eccetera. Di tutto, posso dire che oltre al senso avventuroso mi son svegliato particolarmente rilassato.

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Talvolta, frugale e spartano

10/01/12

Sì, mi piace talvolta consumare un frugale pasto fatto di pezzi di formaggio, qualche fetta di prosciutto ed un po' di pane. No, non panini ché quelli già sono elaborati. L'immagine dei vecchi che affondano il coltello nel formaggio e lo mettono in bocca prima ancora che sia del tutto staccato dal coltello. Barbaria? No, frugalità piuttosto. Anche i Greci facevan così, quindi non si parli di barbaria. Poche cose sul tavolo, pancia soddisfatta non certo per me, quanto come riconoscimento alla sapienza plurisecolare delle campagne che hanno elaborato modi eccezionali di fare il formaggio, conservare il prosciutto, preparare il pane. Grazie.

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Folies

08/01/12

Mauvaise information belge sur un étude anglais de Open Europe. L'augmentation de salaires de la Commission UE sera de 1,7% tandis que 2,2% et déjà ça est une reduction assez forte parce que il sera pour les prochaines années. En plus, les functionnaires du Conseil et du Parliament n'auront aucune reduction, mais Conseil (pays membres) et Parliament (les élus) ont une relation direct avec les citoyens, la Commission non.
Je suis d'accord que les Eurocrates sont des super-privilegés, mais c'est incorrect de offenser toujours seulement la Commission et que la Commission n'aie pas de possibillités de se defendre face à l'opinion des citoyens.

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di quelle storie che a me fanno arrabbiare

Ieri ho rivisto un'amica ed ex-collega inglese. Mi ha raccontato che, nei 6 mesi in cui eravamo colleghi, suo padre si vergognava di dire che la figlia lavorasse per la Commissione UE da preferir dire in giro che era disoccupata. Ora che lei lavora in una società privata è meglio se non dice al padre che quest'agenzia lavora per l'UE. Con lei si può scherzare nel dire che un giorno sarà Europea, mentre risponde fieramente "mai, io sono Inglese". Bene, se questo è quello che vogliono, permettetemi di dire che l'Inghilterra può anche uscire dall'UE, in cambio però niente mercato unico, tassa sui capitali UK, niente fondi agricoli, regionali o della ricerca, niente borse erasmus e visa per gli studenti che vogliono andare a studiarci (così portiamo soldi alle università europee), ripresa del fondo di decolonizzazione all'Irlanda e tutte le altre robe... In fondo, è quello che vuole la maggioranza inglese ed in democrazia va così...

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non so

07/01/12

Stamattina, ancora sonnolento, ho cliccato per sbaglio sul blog aprendolo e lasciando involontariamente la pagina bianca. Dopo un po' di diffidenza perché non ricordavo di averlo fatto, ed a tutt'ora credo di essere arrivato fin qui inconsciamente, mi dico che qualcosa devo scrivere. Eccomi, l'ho fatto.

Buona giornata.

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segno di debolezza

06/01/12

Il solito stile polemico e retrosceneggiante di Repubblica aiuta però a mettere in luce la grave debolezza della Chiesa romana e quindi rende un buon servizio tra informazione e riflessione. La mancata nomina del successore di Scola, il quale a sua volta è stato riciclato per commissariare la Chiesa ambrosiana, è il segno che c'è una grave debolezza istituzionale: la capacità di promuovere persone in grado di portare avanti la missione pastorale è l'indicatore della salute di un'istituzione. Al contrario Ratzinger dimostra di essere debole debole perché nomina solo chi già ha una posizione, senza incoraggiare l'emergere di una nuova generazione. Non si tratta di carrierismo, ma di dare una direzione per il futuro: chi sono i testimoni della Chiesa futura? Quali esempi di oggi serviranno per guidarla domani? Il pontificato ratzingeriano dimostra una volta di più la sua incapacità ad affrontare il problema, mandando avanti solo gente a lui fedele oppure dimostrandosi incapace di decidere. La mia soluzione? Largo spazio ad africani e latinoamericani, dove la Chiesa cresce, ha seguito, ottimismo e fiducia. Basta gli italiani ormai immanicati col potere, si ritrovi slancio universale mettendo da parte le ambizioni curiali.

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Curiosa, l'Ungheria.

Dell'Ungheria so poco o niente. Ci son stato una volta e mi aveva colpito per altre cose, come palazzine e scacchi, ora torna d'attualità per tutt'altre ragioni. Un articolo interessante, completamente diverso dal mio punto di vista, mi ha fatto riflettere. Orban è un aspirante Berlusconi che non avendo i soldi si è prima fatto una legge per controllare i media, poi ha manipolato la crisi per rinsaldare il consenso, facendo leva sul fatto che nessun altro parla l'Ungherese e quindi non hai concorrenza sui mass-media. Poi, il resto, è un curioso mix tra un percorso verso una dittatura per ora solo mediatica e la volontà di autarchia, rinunciando a pagare i debiti della crisi. Progetto fallimentare, anche perché l'Ungheria è stata tenuta per 20 anni nell'illusione di arricchirsi semplicemente accedendo ai mercati occidentali e facendosi invadere dalle multinazionali: ricchezza facile per tutti grazie all'Euro, ma quando gli europei se ne vanno... rimani in braghe di tela!
E ora? Che succederà? Non lo so, non ho idea, ma sono degenerazioni interessanti sul piano intellettuale, allarmanti su quello reale. Pare si stia piegando alla troika, sia mai che si corre il rischio che un berlusconello faccia perdere soldi alle nostre banche! Al limite, gli lasceranno l'idea di essere al potere... Curioso, infine, che a me stiano antipatici sia Orban, aspirante Berlusconcello, sia le banche che lo stan facendo cadere... Ok, i miei son giudizi un po' generali, per ora seguiamo cosa succede...

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curiosità, parlandone liberamente

05/01/12

Tonfo in borsa, dicono sia colpa dell'Ungheria che si sta muovendo pian pianino verso la dittatura. Trovo la cosa ironica perché da tempo la finanza si lamenta che in Europa non siamo capaci di decidere e quando c'è un governo (ultra-)decisionista, il mercato crolla. Verrebbe da dire: non vi va bene la democrazia perché non sa decidere, quando qualcuno vira verso la dittatura non vi va bene... evabbéallora!

Ok, sono un po' ironico, però... forse... un fondo di verità ce l'ho...

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curioso

Ho scoperto che il vento di ieri era vento scozzese, curioso...

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stranamente affascinante

04/01/12

Ieri, vento fortissimo su Bruxelles che spazzava una pioggerella rendendola insidiosa, un tramonto intravisto tra gli alberi sul viale delle vecchie mura. Camminare non era facile, non solo per il pavimento scivoloso tipico di Bruxelles. Malgrado questo tempo non tipicamente buono, ti lascia una sensazione positiva e affascinante.

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non so mai

03/01/12

Non so mai come si dovrebbe iniziare un nuovo anno, tant'è. Son sopravvissuto ai ritardi Ryanair (alla faccia del 99% di voli in tempo! se dichiari tempi di percorrenza maggiori, ovvio che poi sei in orario...), la massa di bollette da pagare (mannaggia ai contratti forfettari!), una colazione bruciacchiata ed una levataccia che mi spedisce in ufficio prima del sorgere del sole. Beh, comunque ricomincio ottimista, dai. Non è poco, visti i tempi.

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