Storie di facce ed ideologie

11/11/07

In questi giorni sto scoprendo Facebook. Mi è stato detto che quel sito è di Destra perché esalta l'individualismo. Stimolo intellettualmente interessante che vale la pena approfondire.

Il sito è tecnicamente molto ben fatto (tantissimi collegamenti di rete automatici, profili gestibili semplicemente e con forte personalizzazione), ma effettivamente gioca molto sull'individualità di ognuno (la "faccia") puntando poi a costruire una rete. E' tutto questo di Destra?

Tendenzialmente si ritiene che l'individualismo sia di Destra, il gruppo o il collettivo di Sinistra.
Trovo questa dicotomia risibile ed obsoleta. D'altronde, non è affatto vero che i movimenti di massa siano di Sinistra: si guardi al passato dove i vari Fascismi (italiano, tedesco, spagnolo e, antecedente su tutti, i due Bonapartismi francesi) erano sicuramente movimenti di massa al pari dei movimenti classificati "di Sinistra" (i vari Comunismi...).
In quei Fascismi c'era un culto della personalità che non può essere ritenuto poi così diverso da quello dei Comunismi: Mussolini e Hitler non erano forse icone al pari di Stalin?
[mi riservo qualche dubbio su Mao perché la Cina ha una cultura così diversa da quella Europea ed ogni confronto richiederebbe approfondimenti di cui non sono in grado, in generale il discorso vale solo per l'Europa, per gli altri continenti non mi sento così sicuro a fare queste affermazioni].

Quello che voglio sostenere è che quella concezione era storica e non politica: allora il mondo andava per movimenti di massa, oggi siamo all'individualismo o, al più, alla Società delle Minoranze.
La Destra ha capito questa mutazione, la Sinistra a mio avviso non ancora. Almeno non l'ha ancora capito a livello intellettuale, mentre alcuni politici a livello pratico sì (su tutti, Veltroni).

Ecco allora che la Sinistra dovrebbe imparare a fare i conti con un mondo cambiato, l'individualismo con cui, su tutti, la FIOM-CGIL non ha ancora saputo fare i conti: la lotta di massa, la classe operaia come blocco sociale capace di imporre la sua dittatura sulla società è oggi strutturalmente impossibile.
Ma si badi bene che movimenti di massa sono presenti ancora oggi anche a Destra (dai moderati di Comunione e Liberazione agli estremisti di alcune frange) segno che la realtà è ben più complessa di quanto si pensi (e si possa riassumere in un blog).

Facebook è, come tutto il web 2.0, è un segno dei tempi - di questi tempi - e la divisione politica Destra-Sinistra (come sempre troppo schematica e manichea per i miei gusti) avviene a valle di questo mutamento storico, così come la dicotomia Fascismi-Comunismi (NB scriveteli sempre al plurale) avveniva a valle di una società che imparava a vivere come "massa".

Sarebbe troppo facile chiudere questo post con la canzone di Gaber (splendida), mi limiterò a dire che Facebook è tecnicamente eccellente e divertente: in 2 settimane ho già raccolto oltre 100 contatti, ed in Italia lo strumento è assai poco sviluppato... ;-)

2 commenti:

Carlo Pretara 11 novembre 2007 16:45  

Lo strumento è valido e credo si svilupperà, certo andrebbe un pò più personalizzato e sfoltito di cose inutili ed arricchito di cose utili, tipo lo scambio di opinioni e feedback su cose varie, dagli articoli a film ai viaggi.

La Tatcher diceva che non esiste la società ma solo l'individuo. Il web 2.0, se preso per il verso giusto (non quello che ci fa passare tutto il giorno in casa su un pc) è la società, la cooperazione (seppur effimera) resa cosa pratica. Non vedo come possa esser ritenuto di destra.

Non è che qualcuno confonde l'individualismo con la non alienazione dell'individuo e quindi il mettersi in mostra?

Duca 11 novembre 2007 19:42  

La tua riflessione è molto interessante e soprattutto lascio la domanda aperta perché mi sembra più interessante così.

Preciso solo che chi mi ha posto la domanda l'aveva posta in termini molto più dubitativi, quasi non credesse che il tema meritasse attenzione.

Mi piace invece riflettere sull'uso sociale di questi strumenti tecnologici. Esiste per esempio un'interessante filone a proposito del rapporto tra democrazia e nuove tecnologie di comunicazione, interessante perché potremmo veder affermarsi nuovi standard democratico-tecnologici.

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