Di ritorno dall'Estate 2008

20/08/08

Trovo questa canzone molto commerciale (=fatta per piacere), però mi piace e quindi chissene dei pregiudizi che cadono su di lei.


Non ti scordar mai di me (G. Ferreri)


Se fossi qui con me questa sera
Sarei felice e tu lo sai.
Starebbe meglio anche la luna,
ora piu' piccola che mai.
Farei anche a meno della nostalgia
Che da lontano
Torna a portarmi via
Del nostro amore solo una scia
Che il tempo poi cancellera'
E nulla sopravvivera'.

Non ti scordar mai di me,
di ogni mia abitudine,
in fondo siamo stati insieme
e non e' solo un piccolo particolare.
Non ti scordar mai di me,
della piu' incantevole fiaba
che abbia mai scritto,
un lieto fine era previsto e assai gradito.

Forse e' anche stata un po' colpa mia
Credere fosse per l'eternita'.
A volte tutto un po' si consuma,
senza preavviso se ne va.

Non ti scordar mai di me,
di ogni mia abitudine,
in fondo siamo stati insieme
e non e' solo un piccolo particolare.
Non ti scordar mai di me,
della piu' incantevole fiaba
che abbia mai scritto,
un lieto fine era previsto e assai gradito.

Non ti scordar...
Non ti scordar...

Non ti scordar mai di me,
di ogni mia abitudine,
in fondo siamo stati insieme
e non e' solo un piccolo particolare.
Non ti scordar mai di me,
della piu' incantevole fiaba
che abbia mai scritto,
un lieto fine era previsto e assai gradito.

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Cos'altro dovrei aggiungere?

08/08/08

Vieni a ballare in Puglia - Caparezza

I delfini vanno a ballare sulle spiagge. Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti. Le nuvole vanno a ballare all’orizzonte. I treni vanno a ballare nei musei a pagamento. E tu, dove vai a ballare?

Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia. Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru, perché può capitare che si stacchi e venga giù.

Ehi turista, so che tu resti in questo posto italico. Attento, tu passi il valico ma questa terra ti manda al manicomio. Mare Adriatico e Ionio, vuoi respirare lo iodio ma qui nel golfo c’è puzza di zolfo, che sta arrivando il demonio. Abbronzatura da paura con la diossina dell’ILVA, qua ti vengono pois più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa. Nella zona spacciano la moria più buona: c’è chi ha fumato veleni all’ENI, chi ha lavorato ed è andato in coma; fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste accese. Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo Paese, dove quei furbi che fanno le imprese, no, non badano a spese; pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese.

Rit.:
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia, tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più. Vieni a ballare e grattati le palle pure tu, che devi ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia. Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perché può capitare che si stacchi e venga giù.

È vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica: ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica. Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia, in quella bolgia si accoppa chi sgobba; e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda, finché non ingombra la tomba. Vieni a ballare, compare, nei campi di pomodori, dove la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai fuori. Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati in barattoli. Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli. Turista tu resta coi sandali, non fare scandali se siamo ingrati e ci siamo dimenticati d’essere figli di emigrati. Mortificàti, non ti rovineremo la gita. Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita.

Rit.:
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia, tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più. Vieni a ballare e grattati le palle pure tu, che devi ballare in Puglia Puglia Puglia dove ti aspetta il boia boia boia. Agli angoli delle strade spade più di re Artù, si apre la voragine e vai dritto a Belzebù.

O Puglia Puglia mia tu Puglia mia, ti porto sempre nel cuore quando vado via. E subito penso che potrei morire senza te. E subito penso che potrei morire anche con te.

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dicotomie binarie ereditate da Aristotele

06/08/08

Una delle grandi illusioni della cultura occidentale deriva da Aristotele, grande pensatore e di sicuro il grande padre della maggior parte della cultura Occidentale (al più zio può essere considerato Platone, da me preferito ma sicuramente minoritario nell'influenza della nostra Cultura). L'illusione sta nel fatto che il mondo si divida in contrapposizioni binarie. Per intenderci, si crede che ci sia il dì e la notte, quando invece quest'ultima non esiste come esiste il dì. La notte esiste solo come assenza di dì, come non-sole. La notte non esiste, anche se noi gli diamo valore di entità in quanto contrapposta al dì. Poeticamente possiamo farlo, ma sostanzialmente no. Esiste uno scarto enorme tra 1-0 e tra 1-2, è un salto abissale e incomparabile. Solo l'astrazione euclideo-aristotelica può farci pensare che siano una progressione costante.

Ferretti canta dicendo che "colpe e difetti si pagano da sé". Mi chiedo se sia vero, voglio credere che lo sia anche se non posso esserne veramente convinto. I difetti, le mancanze, i limiti li paghiamo, volenti o nolenti: tempo, persone, fatti arrivano inesorabili. Non possiamo evitarli; mentre sul loro contr'altare (i meriti e le virtù) quello no. Non è vero che ci retribuiscono da loro: alcuni meriti non mi sono né mi saranno riconosciuti, così come credo che mi siano riconosciute virtù che non ho. Mentre su limiti, colpe e difetti non ci sono sconti, non c'è possibile evasione; sul lato solare si può barare, approfittarsene e il tempo non è detto che faccia emergere i veri valori, ma nella notte no.

Sì, questo lo credo, anche se mi sono spiegato un po' di fretta e forse non a tutti apparirà chiaro il riferimento a Aristotele, ma per ora va bene così.

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stoffa

05/08/08

Non riesco proprio più a lavorare in questa stagione avanzata, dopo un anno che più che impegnativo direi stressante. Brunetta direbbe che non ho la stoffa, io dico che di lavorare nell'incertezza totale per presente e futuro non è che aiuti, se hai un posto (pur a termine) non sai mai bene cosa ti succederà tra un mese.

Ma è di un'altra stoffa di cui voglio parlare.
Di quel pezzo di bianco, intessuto da chissà chi e appena tirato fuori dalla lavatrice.
Un piccolo insignificante pezzo di stoffa bianca; poi prendo la maglia che indosso, un po' più spessa ma sempre bianca o i pantaloni, ché quelli sono colorati.
La stoffa e in generale i tessuti mi affascinano per la loro delicatezza o rudezza, inamidati eleganti succinti provocanti.
I bottoni o le cerniere li rovinano sempre un po'.
Ho trovato dietro casa mia un negozio di stoffe, un cestone da cui compri a peso, come si faceva una volta.
Credo che mi confezionerò un vestito o qualcosa del genere; credo che non lo farò ché non ne sono capace, però difficilmente resisto al fascino della stoffa dei vestiti: cotone, seta, lino, cashmire e poi via i vestiti ché d'estate fa più caldo e ce li rimetteremo d'inverno.
Ma un po' di stoffa addosso fa sempre bene, non tanto per pudore (di questi tempi par sparito) quanto per il fascino del tessuto, della sua materialità, delicatezza, adattabilità, insignificanza da quanto si adagia comodamente su di noi.

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due frammenti affascinanti

04/08/08

Sono affascinato dagli orologi, mirabili prodigi tecnici la cui arcana essenza sfugge anche al più abile degli inventori. Mi affascinano perché, tra i prodigi della tecnica, sono gli unici a dichiarare qual è stato il momento della loro morte, trascendendo il fatal sospiro attraverso un segno indelebile di quell'arresto, cronico e cronologico.

Sono affascinato di come, d'Agosto, l'assalto automobilistico che i milanesi portano a danno delle Autostrade lasci la loro città irrimediabilmente domabile dalle biciclette, arresa inerme ai velocipedi.

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For wayfarers | Per i viandanti

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