il mio posto è (di) là

20/12/08

Alcuni segnali del rientro fanno capire qual è la direzione giusta da prendere.

Primo, torni e controlli se nella lunga assenza ti è arrivata posta, ma il dubbio è presto risolto perché ora non hai più manco la casella di posta: l'etichetta col tuo nome è stata strappata. Poi, i tuoi capi e colleghi ti accolgono a braccia aperte dicendo "bene che sei tornato, così ci dai una mano a far insediare la nuova collega nel tuo vecchio ufficio". Prima ci rimani un po' disorientato, poi vedi che la nuova collega si trova perfettamente a suo agio nella tua (ormai ex) scrivania. Infine, torni e finalmente rivedi quelle persone che a lungo hai sentito via Messenger, ti avevano pure chiamato prima per essere sicuri che ci fossi. E poi pare che senza la finestrella fatichino a riconoscerti.

Se tre indizi fanno una prova, allora forse meglio andarsene di là, cordialmente e senza polemica. Un di là dove sorridi ogni volta che ricevi una lettera nella tua casella (sperando che non sia né pubblicità né la banca...) o almeno una mail che abbia il .it alla fine, dove sei sorpreso di avere una camera accogliente dove poter dormire ogni sera in terra straniera e risvegliarti imparando a riconoscere la luce dalla finestra e dove ogni persona é un potenziale nuovo contatto con cui ridere o eventualmente non vedersi mai più.

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quadro chiaramente contro-intuitivo

19/12/08

Ci sto pensando da parecchio, ora il quadro mi appare tanto chiaro quanto contro-intuitivo. La mia riflessione ha inizio con un articoletto piccolo piccolo che aveva destato la mia curiosità: pare che a Seregno ci sia una parentopoli familistico-collusiva che denuncia il degrado della politica e della sua collusione con gli affari anche al Nord.
Poi, leggi bene l'articolo e scopri che con toni accusatori/censori vengono condannate poche briciole, ovvero che in un comune di (relativamente) poche anime (40.000, secondo quanto dice wikipedia) un consigliere comunale avrebbe piazzato una sorella nel CdA di una municipalizzata e che un assessore avrebbe messo il figlio nell'altra e un cugino nella terza, o qualcosa del genere. I dettagli vengono affogati nel clima accusatorio. Dimenticando che forse per Seregno di gente ce n'è poca, che in Comuni così piccoli alla fine sono un po' tutti imparentati, soprattutto tra le persone di cui ti fidi e che hanno voglia di stare in questi organi.

Mi spiego con due titoli di giornali:
- "Il Sindaco ha sistemato il suo amico nel CdA della municipalizzata X", oppure
- "Per avere un controllo più efficace, il Sindaco ha nominato nel CdA di X uno dei suoi più stretti collaboratori".
Che differenza c'è? Il fatto é lo stesso, la notizia cambia radicalmente: dall'amministratore virtuoso che sceglie con cura i suoi collaboratori, al politicante becero che sistema i suoi clientes. Tutti fatti senza nessuna rilevanza penale (per legge, un Sindaco effettua le nomine su persone di sua fiducia), ma dove un organo di stampa condanna, insinua dubbi morali e penali su decisioni politiche legittime.

Proseguo il ragionamento, potete andare a vedere i casi di Firenze, Napoli e gli altri che ora abbondano sui giornali e dovrete fare attenzione a capire che i reati di accusa, se ci sono, sono lontani dall'essere dimostrati. Una telefonata con un cognome discutibile basta a presentare l'ombra di una potenziale accusa giudiziaria che equivale a una condanna mediatica immediata. Due casi, per par condicio: Report, un anno fa, Milano (PdL), basta fare un affare con un signor Ligresti che sei connivente, mentre altri palazzinari (che fanno lo stesso gioco) van bene; Firenze, oggi, il Sindaco fa un progetto che non piace ad una parte politica coinvolgendo sempre questo Ligresti e quindi è da condannare lui e la sua morale, non che forse il progetto fa schifo (o comunque non è condiviso) a prescindere da chi lo firmi (detto questo, non mi interessa né il merito del progetto né effettivi risvolti giudiziari tutti da dimostrare e quant'altro...).

Mi sono chiesto come fosse possibile tutto ciò: perché tante giunte che vengono scoperte proprio ora? Perché questa coincidenza? Perché a Napoli quel che fa Romero è turbativa d'asta, a Milano c'è "sussidiarietà" tra la Regione e la Compagnia delle Opere? Attenzione che il sistema è lo stesso, la soglia dell'illegalità è per molti versi infinitesimale, potrebbe bastare un dettaglio o una leggerezza: ricordate le vicende del Dottor Poggi Longostrevi di un 10 anni fa? Uguali uguali a Romero oggi a Napoli, cambia solo il... contesto, il quadro di riferimento. Ecco cosa stavo dimenticando. Mi spiego.

Crisi economica feroce, gravissima, la disoccupazione imperversa nelle aziende, il Governo rischia tensioni sociali, per evitare di perdere il consenso attacca l'opposizione, delegittimandola e presentandosi come unica guida credibile, al di là di tutto (es. prometti al G20 una manovra dove spenderai 80mln e ne approvi una dove ne risparmierai 3,5). Controlla i mezzi di comunicazione, non tanto in termini diretti (pericoloso usarli ora in maniera troppo strumentale) piuttosto sa benissimo come usarli, sa quali micce accendere per scatenare questo tipo di dibattiti (es. Santoro e Travaglio funzionano benissimo). Il Governo sa di essere quello che detta l'agenda pubblica, ci marcia sapendo che l'opposizione è debole. E intanto l'opposizione si indebolisce ancora di più e il Governo distrae l'opinione pubblica, oltretutto rafforzandosi e facendo capire che è l'unico in grado di guidare il paese. Poi, poco importa che le accuse siano fondate, tanto nessuno legge le sentenze, basta una puntata di PortaaPorta e uno è un criminale, al limite alla fine si trova un qualche caprio espiatorio, un signor Malaussene di turno e si sistema tutto.

E' contro-intuitivo, ma a me inizia ad apparire chiaro. Machiavelli proponeva una guerra per distrarre l'opinione interna dalle carestie, qui siamo a un piano molto più raffinato.

PS a scanso di equivoci
Con questo, non voglio dire che non ci siano corrotti, che il malaffare e le illegalità non ci siano, ma solo spiegare perché si scoprano proprio ora e proprio ora abbiano tanto risalto.

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solo

17/12/08

Solo le donne, solo alcune di esse sanno portare il gravoso peso del mondo con la ragionevole certezza che sia in buone mani. Guai arrivano quando ci provano gli uomini. Solo le donne sanno portare il gravoso peso del mondo; solo le donne....

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veloce nota politica

16/12/08

In Abruzzo il risultato era scontato (certa la vittoria del PdL), ma se si guardano i numeri si capisce che bisogna fare molta attenzione.

Il crollo del PD e l'ascesa dell'IdV era per molti versi attesa e prevedibile, un segnale allarmante per i dirigenti nazionali che dovrebbero trovare maggiore slancio, sperando che questa sia la volta in cui hanno toccato il fondo. Che Di Pietro andasse bene era prevedibile, così come la sconfitta dopo le porcate fatte da Del Turco. Ma attenzione: il PdL ha avuto una vittoria molto più risicata del previsto.

Io mi aspettavo che, dopo tutto quel che è successo e la strategia iper-aggressiva di Berlusconi, Chiodi superasse facile facile il 60% (non è arrivato manco al 50%!), toccando percentuali degne di una piccola Lombardia o Sicilia. E' vero che sapevano di vincere, ma l'astensionismo ha colpito molto anche il PdL, che si sa che se non si vota per Berlusconi fa fatica a andare a votare. Si aggiunga che non si può dire che l'Abruzzo sia una regione "di Sinistra", in quanto Del Turco l'aveva appena strappata al centro-destra.

Credo che per questa ragione, il Governo non stia pompando troppo la vittoria abruzzese; lo sta facendo ma molto meno di quanto pensassi perché - credo - erano convinti di vincere molto più largamente, di ottenere quel plebiscito bulgaro che consacrasse il Governo nazionale. Ma quel plebiscito non c'è stato: sia chiaro che il PD non deve solo leccarsi le ferite, ma ricorrere al gesso e altre cure pesanti (molto pesanti...), ma forse come giustamente sottolineano su Repubblica, la crisi di fiducia è più trasversale di quanto si pensi ed è questo il vero risultato di queste elezioni.

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un rapido sguardo

15/12/08

Drogata dalle magie di Ibra e distratta dal tempo, sono assolutamente sorpreso di vedere un'Italia assolutamente ignara della gravità della crisi economica, affrontata con grave superficialità e preoccupante dilettantismo.
L'indicatore che mi fa affermare tutto ciò è che solo oggi (e comunque in maniera timida timida) il leader dell'opposizione inizia a incalzare il Governo su questi temi. Una metodologia grezza per capire la stato di una Democrazia è guardare il comportamento dell'opposizione, su cosa incalza il Governo al fine di cercare di costruire un consenso che la (ri?)porti al potere. Obama ha compiuto il suo miracolo elettorale incalzando il preceedente Governo su questo, Gordon Brown per cercare disperatamente di conservare il consenso lavora su questo. In Italia ci si affanna a sgomitare per vedere meglio le magie di Ibra o le treccine di Dinho. Altro indicatore sono le preoccupazioni di quella parte più "attenta" di opinione pubblica, capace di distinguere problemi più complessi.
In Italia trovo una superficialità che mi preoccupa. Dicono che a breve termine sia la Spagna quella che soffrirà di più a causa di un modello di sviluppo economico basato non sull'economia ma sullo sviluppo stesso (una crescita auto-alimentata dall'euforia di appartenere finalmente alla schiera dei grandi paesi avanzati, una crescita basata solo sull'apertura del suo nuovo mercato e non sulla generazione di risorse endogene). Ma subito dopo c'è un'Italia che viene paragonata all'Argentina d'Europa, i miei professori inglesi sono seriamente preoccupati perché tracimasse l'economia spagnola si potrebbe contenere, per l'Italia si teme il peggio. E lo dice gente che non deve cercare di portare voti a casa, non lo dice gente di un'opposizione flebile flebile.

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