Ci rifletto da un po'

26/05/08

Tra le mille catene varie che girano via mail, ho ricevuto questa che vi copio sotto. Ho seri dubbi sulla veridicità che sia veramente del Ministro citato, ma poco m'importa perché è un messaggio che, a me, ha spiazzato, ha fatto riflettere e per questo ve lo ripropongo.

Molte considerazioni andrebbero fatte, ma le lascio ai vostri commenti. Non condivido tutto quello che dice, ma trovo sia posto un problema in maniera profonda, non banale e le cui risposte possono essere molto fertili.

DICHIARAZIONI DEL MINISTRO AUSTRALIANO PETER COSTELLO

Non sono contrario all´immigrazione e non ho niente contro coloro che cercano una vita migliore venendo in Australia. Tuttavia ci sono questioni che coloro che recentemente sono arrivati nel nostro paese e, a quanto sembra, anche qualcuno dei nostri concittadini nati qui, devono capire.

L´idea che l´Australia deve essere una comunità multiculturale è servita soltanto a dissolvere la nostra sovranità ed il sentimento di identità nazionale. Come Australiani, abbiamo la nostra cultura, la nostra società, la nostra lingua ed il nostro modo di vivere.

Questa cultura è nata e cresciuta durante più di due secoli di lotte, processi e vittorie da parte dei milioni di uomini e donne che hanno cercato la libertà di questo paese.

Noi parliamo l´inglese, non il libanese, l´arabo, il cinese, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua. Perciò, se desiderate far parte della nostra società, imparate la lingua!

La maggioranza degli australiani crede in Dio. Non si tratta soltanto di un affare privato di qualche cristiano fondamentalista di destra, ma vi è un dato di fatto certo ed incontrovertibile: uomini e donne cristiani hanno fondato questa nazione su principi cristiani, ed è chiaramente documentato nella nostra storia e dovrebbe essere scritto sui muri delle nostre scuole.

Se il nostro Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in considerazione la decisione di scegliere un'altra parte del mondo per mettere su casa, perché Dio è parte della nostra cultura. Accetteremo le vostre opinioni religiose, e non vi faremo domande, però daremo per scontato che anche voi accettiate le nostre e cercherete di vivere in pace ed armonia con noi.
Se la Croce vi offende, o vi molesta, o non vi piace, allora dovrete pensare seriamente di andarvene da qualche altra parte.

Siamo orgogliosi della nostra cultura e non pensiamo minimamente di cambiarla, ed i problemi del vostro paese di origine non devono essere trasferiti sul nostro.
Cercate di capire che potete praticare la vostra cultura, ma non dovete assolutamente obbligare gli altri a farlo.

Questo è il nostro paese, la nostra terra, il nostro modo di vivere vi offriamo la possibilità di viverci al meglio. Ma se voi cominciate a lamentarvi, a piagnucolare, e non accettate la nostra bandiera, il nostro giuramento, i nostri impegni, le nostre credenze cristiane, o il nostro modo di vivere, vi dico con la massima franchezza che potete far uso di questa nostra grande libertà di cui godiamo in Australia: il diritto di andarvene.

Se non siete felici qui, allora andatevene.
Nessuno vi ha obbligato a venire nel nostro paese. Voi avete chiesto di vivere qui: ed allora accettate il paese che avete scelto. Se non lo fate, andatevene!
Vi abbiamo accolto aprendo le porte del nostro paese; se non volete essere cittadini come tutti in questo paese, allora tornate al paese da cui siete partiti!

Questo è il dovere di ogni nazione.
Questo è il dovere di ogni immigrante.

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Rifletto su questo scritto
perché vedo montare il razzismo verso gli immigrati in un paese famoso nel mondo per i suoi di emigranti;
perché ho visto i Sudafricani commettere gravi violenze razziste (sì, proprio loro!);
perché esiste una parte della mia fazione politica che ancora non accetta che la risposta all'immigrazione sia una combinazione di Solidarietà, Legalità e Rispetto, è quella parte che invoca solo il primo ideale-ideologico;
_perché il reato di clandestinità, abbinato al principio che resta solo chi ha un lavoro, è un abominio pieno di cavillosità filosofico-giuridiche che nessun paese che rivendica radici cristiane dovrebbe accettare.

6 commenti:

Luciano Raso 26 maggio 2008 alle ore 14:05  

Ma chi è questa persona che per le sue idee invita gli stranieri ad andarsene? In nome di chi parla?
Di quale cultura parla? Della sua personale, forse. E allora non parli da ministro in nome di un'intera nazione.
In ogni nazione ci sono degli assunti indiscutibili ed altri su cui si dibatte. Un argomento fuori di discussione in Italia o Australia è, ad esempio, la rappresentanza democratica, la separazione dei poteri, il diritto di parola. Su altri temi (la propria fede) si lasci ai cittadini in diritto di avere la propria idea. Su questi temi nessuno, ripeto NESSUNO, si arroghi il diritto di rappresentare monoliticamente la nazione. Non è questione di Italiani o stranieri. Anche io posso essere contrario a quel Dio e anche io posso sentirmi offeso da un crocefisso in una scuola. Io italianissimo.
La terribile espressione "se non siete felici qui, allora andatevene", cosa impedisce di essere appicata agli italiani stessi, ad ogni dissenziente dal pensiero dominante: "non sei di destra? Vattene!". Mamma mia che fior di stronzata! Boicottiamo queste idee fasciste!

Anonimo 26 maggio 2008 alle ore 16:44  

copio ed incollo alcune caratteristiche del''Australia: Popolata dagli aborigeni per più di 72.000 anni, è stata colonizzata dagli inglesi a partire dal XVIII secolo. Oggi è abitata in gran parte da cittadini d'origine europea e la sua struttura socio-culturale è di tipo occidentale.
72.000 contro 200, di chi è l'Australia?
Apparte il fatto che è nata come colonia penale, che gli aborigeni, gente rispettosa dell'ambiente e che aveva trovato il modo di vivere in perfetta armonia con esso, sono stati perseguitati, uccisi, ridotti a servi dei bianchi ed infine segregati nelle riserve.
Ora, affermare che l'Australia è degli australiani, "il nostro paese, la nostra terra, il nostro modo di vivere, nostra cultura, nostro Dio," mi suona un po'strano...
Ma non aggiungo altro per ora
Erro

D21 28 maggio 2008 alle ore 22:51  

Interessantissimi i vostri commenti, ma non risponderò ora.

Copio un commento non mio, ma che ho ricevuto e che credo alimenti il dibattito in maniera non banale.

Grazie C. che mi hai scritto


"Secondo me non è vero che stiamo diventando razzisti, la realta è che abbiamo troppa poca fede nelle nostre tradizioni e nei nostri "mores". Il problema è che la mente bacata di certa gente pensa che "chiesa" voglia dire religione, Dio, catechismo, mentalità bigotta, conservatrice e chiusa eccecc ...ma non è così...se solo certe persone cercassero di trovare nei principi cristiani le realtà che ci hanno portato ad essere la civiltà che siamo forse ci penserebbero un po su a mandare tutto in vacca e a farsi soppiantare da altre ideologie.

D21 28 maggio 2008 alle ore 22:52  

(continua dal precedente)

Io non sono razzista, mi va bene tutto e sono pronta ad accogliere chiunque nel mio paese purchè: 1-lavorino seriamente e paghino le tasse (che cazzo) 2-non pretendano piu di quello che io, italiana dalla nascita, ho. 3-se nella scuola dove va mio figlio c'è la croce del buon Gesù, tu, straniero, la accetti e non la togli, anche perche se non credi, mi dici che fastidio ti da?? Anche qui ci sono persone non credenti...e mica fanno tante storie, c'è il crocefisso?? beh, e io mi faccio la mia vita. Se non credi, il crocefisso è pari a un quadro..ti da fastidio un quadro??
Se io vengo nel tuo paese non posso nemmeno portare la croce al collo perche vengo arrestata...e allora???
Poverini...non hanno niente dobbiamo aiutarli...sì, d'accordo, è vero, anche noi italiani siamo emigrati in America nei primi del novecento...e siamo stati accolti...quindi io faccio lo stesso con chi arriva qui. Ma così come hai scelto di venire, devi obbedire alle mie leggi e rispettarmi. perche io rispetto te e le tue leggi se vengo nel tuo paese. Ha ragione il ministro Australiano; così come sei venuto qui, se non ti va bene, sei libero di andartene."

Mauro Casellato 29 maggio 2008 alle ore 00:30  

"Se non ti va bene qui, allora vedi di andartene", mi sembra un po' grossa come affermazione. Soprattutto se detta da uno che si vanta di una tradizione che ha sodomizzato, almeno per via degli antenati quindi la tradizione, un popolo che già occupava pacificamente quella terra, gli aborigeni. ma io sono convinto che la terra è di tutti e non appartiene a nessuno in particolare. non è come il metro quadro di casa tua. Sono cose diverse. Sopratutto se arrivi da un passato recentemente coloniale. Duecento anni che saranno! Quindi non è di questo che vorrei parlare, ma del fatto che i buoni discorsi non risolvono i problemi. Mi correggo, il buonismo non li risolve, come non li risolve il pugno di ferro. Ormai sarebbe come prendere a calci le mosche(paragone senza alcun intento offensivo). Non le uccidi, non le fai fuggire. Si spostano quel tanto che basta poi tornano. In sostanza sono d'accordo con te doc, a parte l'ultima frase. Insomma, un po' di serietà nella politica odierna qualcuno la dovrebbe portare. Non possiamo chiuderci, ma nemmeno quasi negare che l'immigrazione sia un rischio per la sicurezza, ma anche per la semplice stabilità sociale, almeno in certe zone del paese, o continuare a trattarla come se fosse solo una paura razzista. Quindi irrazionale. Ideologica. Che poi, non è l'immigrazione in se. E' la miseria diffusa, tra italiani e no, che fa scaldare gli animi. Se potete, leggetevi l'articolo di oggi(ieri, adesso) su la Repubblica. Di crosetti mi pare. Sulle casi popolari di torino. E' da piangere fino a seccarsi gl'occhi.

Luciano Raso 29 maggio 2008 alle ore 15:35  

Io la croce nelle scuole la toglierei. E mi sembra di essere italiano.

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