Difficile da ammettere

03/06/14

Difficile ammetterlo, ma la Spagna si sta dimostrando molto migliore dell'Italia. Un re che si dimette, mentre in Italia c'è un quasi-re sempre più attaccato alla poltrona. Là c'è stata una reazione collettiva alla crisi socio-politica legata alla crisi economica, in Italia encefalogramma piatto. Là, la reazione è diventata proposta politica, ancora immatura ma pur sempre propositiva. In Italia ancora si litiga se la Spinelli debba rimangiarsi la parola per imprecisate ragioni e altre questioni da ombelico conservatore che minano la credibilità di una parte politica che festeggia l'ottenimento di un quorum solo per il rotto della cuffia.

Mi scoccia, mi secca, mi dispiace: la Spagna è il nostro "competitor" e "benchmark" più diretto, la nostra pietra di paragone più vicina e con cui è utile fare un confronto. E su tutti i fronti ci supera, anche la consapevolezza dei propri limiti. E' faticoso riconoscerlo, purtroppo ci tocca...

3 commenti:

Anonimo 3 giugno 2014 15:57  

Curioso: ne 'Il costo della menzogna' Mario Silvestri parlava dell' ingiustificato complesso di superiorita' degli italiani nei confronti degli spagnoli. Ed era il 1968. In effetti culturalmente e socialmente li vediamo sempre come i nostri 'cugini poveri' (ricordo la discussione tra prodi e - credo - zapatero su PIL e PIL pro capite dei due paesi...).

E invece, come fai notare tu, anche nell'europa meridionale dalla crisi nasce una forza propulsiva e miglioratrice non solo a livello politico ma anche a livello sociale. Speriamo contagi presto anche l'italia!

Anonimo 3 giugno 2014 15:57  

- Papero

Duca XXI 3 giugno 2014 17:40  

Condivisibile, ma bisogna considerare che Italia e Spagna hanno vissuto negli ultimi 20 anni due cicli socio-economici molto diversi, direi antitetici.
Quando entrambi sono stati colpiti dalla crisi, la Spagna ha sofferto di piu' ma ha saputo trovare energie per reagire "in qualche modo" accettando di vivere il conflitto, volente o nolente. L'Italia ha cercato di nascondere la polvere sotto il tappeto, smorzando il conflitto sociale potenziale, ma evitando di far emergere forze nuove. Per questo trovo improbabile un contagio benefico, ma come sempre spero di sbagliarmi.

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