della bellezza quotidiana

07/02/10

Io amo il Caffé. Sì, lo amo ed è un amore quotidiano. Lo amo la mattina al risveglio e spesso anche la sera dopocena. Amo il caffé durante il giorno, la mattina e, forse meno spesso, il tardo pomeriggio. Lo amo liquido, ma anche come gelato. Amo mangiare i chicchi di caffé tostati ricoperti di cioccalata. Amo la cioccolata al caffé. Insomma, amo il caffé nei diversi vestiti che sa assumere.
Mi piace molto mettere la mano in una cesta di chicchi di caffé. Ne amo l'origine esotica, da terre lontane; il piacere espresso tutto tradizionalmente italiano, ma anche profondissimamente mediterraneo.
Mi piace il caffé dolce e caldo. Mi piace bollente che ti brucia le labbra. Mi piace il caffé tiepido, facile e comodo da apprezzare e, ultimamente, mi hanno insegnato ad amarlo anche un po' più amaro. Ho imparato ad apprezzare anche il caffé con ghiaccio, per quando fa più caldo.
Il mio amore per il caffé è quotidiano. Anche se alcuni giorni non ci incontriamo, non mi va di berlo o, semplicemente, succede che quel caffè non accada. Il caffé, per me, non è mai premeditato. E' una bellezza gioiosa, ordinaria e normale, fantstica ed eccitante, quotidiana e semplice, anche quando il caffé non è venuto granché bene. Anche se magari mi ci sono scottato o se ho messo troppo zucchero o se l'ho fatto troppo leggero e allora viene annacquato.
Perché sì, è successo, col caffè ci sono giornate che sono andate storte, ma questo non significa che io non smetta di amare il caffé... perché io amo il caffé. Sì, lo amo ed è un amore quotidiano. Lo amo la mattina al risveglio... lo amo liquido... i chicchi di caffé tostati... i diversi vestiti... il piacere tutto tradizionalmente italiano... il caffé dolce e caldo... Il mio amore per il caffé è quotidiano... è una bellezza gioiosa... Anche se mi ci sono scottato... ma questo non significa che io non smetta di amare il caffé... ed è un amore quotidiano... la mattina al risveglio... i diversi vestiti... Il mio amore è quotidiano... Anche se mi sono scottato... questo non significa che io smetta... è un amore quotidiano...

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reazioni

04/02/10

Trovo molto poco interessanti le azioni, più interessanti le reazioni. Più che gli attacchi di Feltri a Feltri, sono interessanti le reazioni della Chiesa; più del bacio che dò alla ragazza che mi piace, è come lei reagisce.
E' l'eccesso, l'assenza, la saggezza o l'adeguatezza della reazione allo stimolo quello che trovo interessante. La capacità di reagire agli stimoli è la chiave a cui guardare. Una società che non reagisce alla caduta delle sue istituzioni è allarmante, così come una ragazza inerte di fronte al bacio che Le ho dato.
E se un due di picche si può dimenticare, il lento disfacimento di una società è assai più preoccupante. Se una donna che piano piano non ti risponde più è la fine di un amore, di molta cronaca ce ne possiamo disinteressare.
Raccomandazioni che valgono in primo luogo a me stesso, il mio inadeguato reagire a certe cose mi preoccupa, mi allarma. M'esalto per una saggia reazione che non m'aspettavo.

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Nowadays

Italian political debates are so interesting that I prefer watching the second division of the Dutch football league.

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some changes

02/02/10

I changes some stuffs on this blog. I'm trying to orient it towards more English stuffs coz I'd like to open my thoughts to more international stuffs. Recent stories about Italy are convincing myself that this is a declining country and that probably is escape, together with the 'right' people I know here. In any case, we must stop looking just ourselves, we must... Italians are (probably) the best, but the problem is Italy...
There are so many amazing stuffs all around the world that... Why just Italy? Colours in India, horses in Mongolia, smiles in Brazil, the Occitan spirituality and the rivers of Lyon. My beloved Germany and Scotland, where my soul is born.
So, let make some efforts, in the end this is just a blog...

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provinciali colpi di frustate

01/02/10

Ieri sera sono stato coinvolto in una discussione relativa la caso Boffo e, in generale, alla condizione italiana. Riporto alcune osservazioni che vorrei condividere con chi legge questo blog, o anche solo semplicemente perch'io me ne ricordi un domani.

Innanzitutto, il caso Boffo ha fatto fare una pessima figura alla Chiesa perchè, di fronte a un attacco degno di un regime dittatoriale, la CEI non ha difeso il suo rappresentante. La Chiesa, da molti analisti superficiali considerata monolitica, si è spaccata ed il risultato è che qualcuno l'ha difeso (la CEI) qualcun altro no (il Vaticano). Il risultato è, a mio avviso, pietoso per la Chiesa la quale è incapace di ammettere che al suo interno ci sono posizioni diverse, come invece per esempio reclama la Chiesa milanese che rivendica la possibilità di un dialogo pubblico e interno alla Chiesa.

In generale, trovo allarmante il fatto che in Italia queste cose si diano come polemiche normali. Ahinoi, l'opinione pubblica è ancora chiusa su un panorama nazionale Italia-centrico. Siamo incapaci di vedere l'anomalia italiana, siamo assuefatti ad una distanza tra informazione (o presunta tale) e realtà dei fatti che è, in realtà, intollerabile. Il provincialismo del BelPaese è allarmante, si confonde l'essere di Sinistra e quindi cercare "altrove" appigli e speranze con l'essere aperti al mondo, alle differenze, al guardare anche semplicemente cosa succede altrove. Ci sono italiani che di questo hanno fatto fortuna. Mi viene in mente l'avv. Agnelli il cui successo dipese dall'aver importato in Italia un certo stile tutto statunitense. Se ci abituiamo ai colpi di frusta che riceviamo, siamo poi incapaci di capire che forse è meglio non prendere frustate sulla schiena.

Infine, provo grande preoccupazione quando persone intelligenti si chiudono in integralismi intellettuali, incapaci di accettare ragionamenti e punti di vista differenti. Il teatro insegna che bisogna saper interpretare anche i punti di vista altrui, alcune persone invece non accettano che esistano anche punti di vista diversi, interessi diversi e legittimi, opinioni divergenti che possono farci ragionare. E' un habitus mentale che non dipende dal grado di cultura, dalla capacità di argomentare, dal ruolo sociale. L'intransigenza e l'integralismo di queste persone mi preoccupa perché li rende incapaci di intendere la complessità della realtà, complessità che deve essere esplorata e compresa, a prescindere dal giudizio che se ne vuole dare. Sebbene questo giudizio si mescoli con l'esplorazione.

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