tra i problemi gravi della Mafia

04/09/10

Tra le cose difficili da spiegare della Mafia c'è il fatto che spesso i colpevoli non si rendono conto della gravità di certi loro comportamenti, non si rendono conto di essere mafiosi. Essendo un sistema culturale, prim'ancora che criminale, bisogna educare prim'ancora che investigare e condannare.
Ma, ahimé, molta gente manco si rende conto di cosa siano i comportamenti mafiosi di clientelarismo e intimidazione per chi non rientra nel sistema.

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appunti per una lettera a un figlio

03/09/10

Io non ho figli. Non ho in programma di averne, anche se un giorno, dopo il matrimonio, la cosa non mi dispiacerebbe. Semplicemente, non ora.Però, visto che alcuni amici ne stanno avendo, ammetto di pensarci.

Penso che se avessi un figlio dovrei crescerlo ed educarlo. Penso che lo educherei sul valore dell'educazione, dello studiare, della cultura, e di non credere a un Paese dove i valori sono essere calciatori, veline, ignoranti e presuntuosi. Anche se vivo in un paese in cui la Scuola è martoriata, denigrata e licenziata.

Penso che lo educherei sui valori della Persona, valori Cristiani, valori per cui se dici di preoccuparti delle persone e di fare questa la tua prima preoccupazione, deriva che la loro famiglia, il loro lavoro, la loro dignità contano quanto la tua. Penso che non puoi definirti Cristiano e poi licenziare con indifferenza centinaia, migliaia di persone.

Penso che gli infonderei fiducia nello Stato, nelle Istituzioni, nella Legge, anche se in Italia la peggior condanna prevista dalla Legge è dover aver a che fare con lo Stato e la sua burocrazia.

Penso che cercherei di farlo sentire orgoglioso di essere Italiano, del nostro Tricolore e della nostra tradizione. Sarei fiero di dargli il mio cognome, come millenaria tradizione culturale italiana ripetuta di generazione in generazione... anche se mi piacerebbe fare come gli Spagnoli per cui gli dai anche quello della madre. E invece in Italia la "maternità è un privilegio", non esiste uno stato sociale per le famiglie e tutto viene rimesso alla possibilità che ci siano i Nonni.

Penso che vorrei che crescesse come un Italiano fieramente Europeo, ma invece l'Europa sarà la sua porta di salvezza da un paese che si sta condannando da solo.

Penso che lo educherei a odiar la Mafia, la violenza, i sopprusi, nonostante il Presidente del Senato sia un avvocato mafioso e il Primo Ministro sia ormai chiaramente lì per il sostegno dei più odiosi dei sistemi.

Penso che crescerebbe controcorrente: ormai la vera trasgressione è la normalità. Sì, ormai, la vera normalità sarebbe esser normali, semplicemente Italiani, paese bellissimo tra paesi grandiosi.

Questi appunti saranno di una lettera che non scrivo e che, probabilmente, lui non leggerà perché questi appunti cadranno nel dimenticatoio, effimeri come l'attualità a cui fanno riferimento. Però, intanto, tengo questi appunti per me e per chi avrà la voglia di restarsene un po' a leggerli.

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curiosità politiche e appunti sparsi di fine agosto

31/08/10

Fin poco è lo sdegno per la visita di Gheddafi, molto di più. La Lega dovrebbe minacciare la caduta del Governo se fosse coerente con la sua difesa dei valori che secondo loro sono quelli dell'europa cristiana (metto tutto volutamente minuscolo).
La Chiesa si indigna e par l'unica voce sensata, mentre Berlusconi passa disinvoltamente dal Meeting di CL alla visita di Gheddafi. Ma questo gli Italiani non lo sanno, vittime della propaganda di regime, e quindi continueranno a crederlo difensore dei valori della famiglia (lui, divorziato 2 volte e che ha abortito un figlio fuori dal matrimonio perché rischiava di essere down). Ma gli Italiani continueranno a votarlo. Intanto, i Ciellini non trovano contraddizione nell'applaudire indifferentemente missionari africani e banchieri venditori di armi: ma tutto questo non sorprende visti ormai gli evidenti legami che emergono con la 'Ndrangheta. Ogni volta che si scopre che in Lombardia c'è un politico corrotto dai Clan della 'Ndrangheta, guarda a caso è un politico di CL (S. Giulia, Bruzzano, San Raffaele, Niguarda, le varie bonifiche in giro, il pizzo pagato dalle parti di Varese...). E intanto si scagliano contro quelli che fanno i moralisti, dimenticandosi che anche i Vescovi (Opus Dei compresa) sono disgustati.
Gheddafi offre l'immagine peggiore dell'Islam, mentre da qualche parte leggo che in realtà è l'Islam spaventato perché teme i vizi occidentali. L'Islam teme la diffusione dell'alcol, teme donne discinte, teme che i suoi fedeli in un mondo libero lo dicano ai fratelli che vivono sotto le dittature islamiche in Algeria, Libia o Iran. L'Islam teme i vizi dell'Occidente, non certo le virtù, si diceva in quell'articolo. Intanto, gli atei agnostici radicali & co tacciono silenziosi, prendendosela sempre e solo con la Chiesa.
Ma un tant'è non ci salverà: sono tutte mosse economico-politiche tese, da un lato, a far sì che le lobby dominanti possano mantenere la loro ricchezza riversando la crisi sulle altre, dall'altro distogliere l'attenzione dalla crisi.

Sì, son pessimista io e sulla crisi la vedo nera perché se l'occupazione non torna a salire presto crolleremo di nuovo. Servono politiche redistributive pesanti per contenere il crollo e, peggio, la polarizzazione dei redditi. Per l'Italia e l'Europa, investimenti concentrati in formazione ed educazione per contenere l'occupazione sul breve periodo e disegnare un futuro, mentre si riformano le istituzioni di funzionamento con provvedimenti come l'obbligo di residenza legale e fiscale per le società finanziarie che operano in Europa, unificazione della borsa europea, possibilità per la Commissione UE di commissariare i Governi che non rispettano le regole di Maastricht. Perché dalla crisi, solo una riforma istituzionale ci salverà. Per il momento, assistiamo allo spettacolino di lobby attaccate coi denti alle loro posizioni di rendita.

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Milano d'Agosto

29/08/10

Un papà gioca a pallone con i bimbi per le strade del centro.

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fidarsi dei momenti

Esiste un momento in cui una ragazza che conosci, inizia a piacerti. Un passaggio forse lento, forse infinitesimale. Forse un colpo di fulmine, forse una serata passata insieme o giornate tra i banchi di scuola.

Esiste un momento che capisci essere il momento giusto e da lì scocca un bacio. Non c'è nessuna prova scientifica che quel bacio funzionerà. Ci sono solo segni, intuizioni, supposizioni, magari qualche amico che ti sprona. E poi rischi. Spesso va male, ma tu sentivi che era giusto anche se non avevi nessuna certezza.

Esiste un momento in cui dal bacio scatta qualcosa di più. Lei, chissà per quale motivo, ti fa salire in casa. E se tu sali, capisci che non è solo perché hai voglia di sfogare gli ormoni. Magari, qualche volta sali anche solo per quello, ma capisci dai segni, intuisci che, salendo, ci sarà qualcosa di più. Supponi.

E poi viene un momento in cui, l'indomani, dall'avere sfogato solo gli ormoni capisci che c'è qualcosa di più. Intuisci che sia giusto anche uscirci, presentarla ai tuoi amici, ai colleghi e, magari, anche ai tuoi. Non razionalizzi cosa sia "giusto", eppur lo fai. Non c'è una checklist da controllare, una serie di notifiche da ricevere, moduli da compilare o esami da superare. Certe cose le senti, anche se potresti argomentare sempre il contrario.

"Sta con me per i soldi". "Ci siamo messi assieme per unire le nostre solitudini". "Mi piace aver qualcuno che mi ama, anche se non è che lo ami granché".

Non c'è una checklist di cose da fare prima di fidanzarsi e sposarsi. Succede, senti che è giusto così, lo intuisci, lo capisci, lo razionalizzi talvolta. E ti fidi dei momenti, anche se - in fondo - non è del tutto razionale farlo, anche se potrebbe esserci qualcuno che abilmente argomenta che quel che ti piace è, in realtà un abbaglio, sono supposizioni, intuizioni e segnali che, in realtà, hai frainteso. In fondo, per anni alcune delle più grandi menti dell'umanità hanno creduto che la Terra fosse al centro dell'Universo, e l'han fatto in buona fede.

Eppure, viene un momento in cui ti fidi e, se ti fidi veramente, arrivi anche a promettere davanti a Dio di starci assieme tutta la vita. Anche se appar irrazionale, anche se all'inizio pensavi che avresti solo sfogato un po' di ormoni.

Oggi, c'è molta paura nel fidarsi perché, in fondo, "il futuro non è più quello di una volta" (Brecht, citando Konrad Valentine). E ti fidi. Ti fidi perché a un certo punto devi mettere una X sulla scheda elettorale. A un certo punto, devi scegliere a quale Facoltà iscriverti e questo sì che cambierà la tua vita, tanto. Ti fidi perché senti che quella è la via giusta. Ti fidi perché a un certo punto devi scegliere la cravatta che metterai, e poco importa se il meteo diceva "nubifragi", ma poi era bello e al più c'era un po' di vento. Ti fidi perché della fiducia non c'è da fidarsi, ma in fondo è bello quando le cose vanno bene. Ti fidi perché c'è un momento in cui devi scegliere il film da vedere e perché, sul menù del ristorante, io non so mai cosa prendere e quindiprendosemprelestessecosechesochemipiacciono, maultimamentestoimparandoarischiareunpo'dipiù. Perché se le cose sono sul menù, sai che schifo non devono fare.

Ma qualche volta ho sbagliato a fidarmi, lo so. Ammetto, ho baciato qualche ragazza che non andava baciata. Ho preso piatti che poi non mi piacevano. Ammetto, un paio di volte ho pure sbagliato a mettere la X sulla scheda elettorale, ma per fortuna mai su elezioni importanti (no, Silvio non l'ho mai votato, neanche indirettamente!).

E poi, ti fidi del fatto che anche se vorresti restare alzato, è meglio andare a dormire e non ricominciare a scrivere di quello che mi passa per la testa da tempo.

PS
Non ho voglia di rileggere quanto scritto, credo perderebbe di spontaneità. Mi fido, appunto, di quanto ho appena scritto. Mi fido della buona fede dei miei lettori. Mi fido del fatto che ho sonno e voglio andare a dormire ché è stata una giornata intensa.

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