sempre un grande maestro da cui c'è da imparare

13/10/11

"Credo le cose in genere non per coloro che le sostengono ma per coloro che le avversano, è il mio modo di rapportarmi alla vita. Sono i miscredenti che mi hanno fatto ritornare cattolico, non sono i preti – mi dispiace ma è così".
(Giovanni Lindo Ferretti)

(altre citazioni qui).

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interessanti discussioni

11/10/11

Due articoli di oggi attirano la mia attenzione.

Il primo è una stroncatura del libro di Mancuso, di cui io ho finora solo letto qualche recensione poco approfondita oltre a quella citata e comprato il libro. Stroncatura interessante perché tesa a difendere la Chiesa e la religione senza mai citare Gesù: quando si dice più papisti del Papa... Interessante l'acredine di Veneziani nell'ergersi paladino dell'istituzione religiosa Vaticana a cui non si possono muovere critiche e su cui deve vigere il principio di indiscutibilità.
Risponderei, semplicemente, citando Morin: in un sistema complesso non si può dire che è solo colpa del nichilismo imperante (che poi bisognerebbero spiegarci cosa intendono) e difendere solo la Chiesa, unica paladina antinichilista, almeno nell'accezione ratzingeriana. Al contrario, è una relazione dinamica di entrambi gli aspetti.
Aggiungo un'opinione mia: non è vero che il nichilismo avanza. Io credo che la domanda religiosa sia una chiara  costante antropologica ovvero da quando l'uomo è sulla terra si è posto la domanda di Dio. Senza farla lunga, credo che oggi la Chiesa vaticana sia sempre meno capace di parlare, come d'altronde accadde ai tempi di Lutero, e questo ha fatto emergere altre vie per rispondere alla domanda religiosa che non posso essere banalizzate nell'etichetta "nichilismo" o "relativismo". Riconoscere la natura di costante della domanda religiosa credo sia riconoscere la natura umana e umanizzante della vicenda e, secondo, per la Chiesa porsi il problema di "come" annunciare il Vangelo, fermi restando i contenuti.

Una discussione molto più locale viene dall'Inghilterra. Interessante l'articolo perché non si capisce niente. Posto il problema, si scontrano la legge che vieta di pubblicare insulti con la Bibbia ed i suoi giudizi anti-omosessuali. Peccato, però, che l'articolo riporti solo l'opinione del gestore del locale e non dica né quali erano le frasi della Bibbia pubblicate né qual è l'opinione di chi le ha fatte rimuovere. Non sono due dettagli perché danno la gradazione del problema. Altrimenti, questo articolo è da leggersi come una tipica "politica simbolica" tesa a creare una divisione di schieramenti tra cattolici biblisti e movimenti per gli omosessuali, una divisione già esistente che questa discussione vuole solo alimentare. Invece, spiegando i termini del problema lo si potrebbe affrontare: che tipo di frasi offenderebbero gli omosessuali? In quale contesto sono state pubblicate? Perché le han fatte rimuovere? La paura che ci sia un vittimismo esagerato del gestore del locale è concreta: senza spiegarci il contesto, il giornalista ci presenta solo una voce. Ci fidiamo?

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il mercato gia' sa...

05/10/11

Questo articolo dimostra come, semplicemente, il mercato gia' sa cosa succedera'. E non si tratta di profezie auto-avverantisi. Poi, politici, giornalisti, accademici e stati arriveranno a fare (o cercare di fare) la loro parte.

Banche gia' fallite con nomi e cognomi di istituti troppo grandi perche' falliscano e il solo fatto che si sia arrivati a questo punto dimostra che lo stato ha fallito: seguendo Adam Smith, se c'e' un attore talmente grande la cui fallita farebbe collassare l'intero sistema significa che il regolatore non ha supervisionato e che il rischio imprenditoriale viene inevitabilmente distorto. Possiamo tollerare questo? Possiamo tollerare un imprenditore che non abbia piu' il rischio imprenditoriale e, se fallisce, tanto crolla tutto e paga il pubblico? Che mercato e'?

Dicono che in Islanda abbiano scelto un principio molto semplice: lo stato non paga, ma persegue i reponsabili delle banche facendo pagare a loro. Par semplice... lasciamo fallire le banche e, se falliscono, i loro proprietari e dipendenti dovranno ripagare il debito pubblico, compresi i danni che hanno creato. Semplice no? Ok, non e' facilissimo da fare, ma meglio di niente...

Intanto, una notizia passata sotto silenzio: non dico che l'Europa possa imporre qualcosa di simile alle banche americane, ma almeno una reazione... una dichiarazione... mandiamogli almeno un Di Pietro... o un Gennaro Migliore, chiunque! Niente, silenzio e giu' la testa... Ma queste sono le decisioni che buttano giu' un sistema, i provvedimenti che poi influenzano il mercato facendolo collassare, ma ovviamente nessuno ne parla presi come sono a guardare tutti gli indici del mondo!



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dimostrazione di perché l'Italia è ancora nelle mani di Berlusconi

03/10/11

Questo articolo ricorda l'ennesimo punto di una segretaria disastrosa. Riepiloghiamoli, così tanto per ricordare quelli degli ultimi 6 mesi qualora qualcuno avesse la memoria corta.

1. elezioni amministrative
Nelle grandi città con candidati anti-bersaniani, la Sinistra vince a sorpresa con risultati eclatanti (Pisapia, De Magistris, Zedda). Il PD ne esce maluccio perché quei candidati li aveva esplicitamente osteggiati in vario modo, la linea di Bersani è vincente solo a Macerata (anche Torino si vince con Fassino, area franceschiniana).

2. referendum
Dopo tantissimo tempo, passa un referendum con un no a nucleare e privatizzazione dell'acqua. Due temi su cui Bersani si era speso sempre a favore (pro-nucleare, pro-privatizzazioni dei servizi pubblici), salvo poi fare una giravolta spettacolare per incassare i meriti di un referendum che in realtà il PD non aveva mai sostenuto.

3. anti-porcellum
Bersani si rifiuta di sostenere la raccolta di firme che si rivela un successo enorme, doppiando il numero richiesto e con un segnale che anche a Destra sono costretti a tenere in considerazione. Ma Bersani ha osteggiato sempre la raccolta di firme.

Dopo tre errori simili che dimostrano uno staccamento enorme tra Bersani e il paese, nel partito non ne invocano le dimissioni perché i dirigenti sanno che anche loro sono dissociati dal paese e perderebbero il loro buon cadreghino.

Chiudo ricordando che già Fassino fece notare che la mozione Bersani alle primarie disponeva di risorse inattese e, probabilmente, esagerate rispetto ai vincoli fissati. La mozione Bersani aveva come responsabile un certo Penati...

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verso un giusto riconoscimento storico

Questo spettacolo ieri mi ha fatto ripensare a un giudizio storico che, finalmente, sta ri-emergendo. Se possiamo discutere chi siano i padri di questa crisi, i nonni sono certi ed hanno due nomi: Margaret Thatcher e Ronald Reagan. Soprattutto lei è quella che, culturalmente, ha posto le basi per il collasso di questo mondo contemporaneo con l'idea di privatizzare tutto, sempre e comunque, perché bisogna avere la libertà di diventare ricchi. Miserabili noi che abbiamo votato un tale pensiero: l'egoismo e l'avidità al potere, la solidarietà relegata a ideologia del passato: uomini, donne e famiglie libere di arricchirsi. Già, ma la libertà non va solo sù, può anche mandar giù. Disgraziati noi che non l'abbiamo considerato, disgraziati noi che abbiamo pensato che il Thatcherismo fosse cosa da prendere sul serio e non l'ennesima offerta truffaldina dei soliti che volevano arricchirsi ancora di più. Miserabili noi...

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