nel silenthìo

28/06/08

Nel silenthìo i capelli crescono, pian pianino millimetro dopo millimetro si fan lunghi. Nel silenthìo le ossa s'allungano e ti fanno più grande. Sommesso il cuore pompa, cercand'anche lui d'esser silenthìoso.

Nel silenthìo prendon forma desideri e sogni. Gli amori nascon e vivon a prescinder dai verbi pronunciati, silenthìosi sguardi sbrecciano i cuori degli amanti. Nel silenthìo prende forma la vita nuova.

Dal silenthìo m'ostino ad assentarmi e me ne dispiaccio. Dinnanzi a me quel capello silenthìosamente cresciuto invoca la sua parte, invocandomi al silenthìo.

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Così ritrovarsi, come dopo i titoli di un film

27/06/08

Stamattina risvegliarsi è stato come uscire dal torpore che ti accoglie quando il film finisce, come dice la canzone dei Perturbazione, quel film che a Lei tanto piaceva, che voleva vedere da tanto... e che tu hai visto solo per farle piacere, solo per averla tra le tue braccia mentre si entusiasma per quei vecchi classici che tu non capici come diavolo facciano a piacere.
Il caldo appiccicaticcio dell'estate diventa sopportabile solo perché c'è Lei, con quel caldo ti dai fastidio anche da solo, accetti anche che la zanzara ti ronzi attorno pur di non disturbare lei che è così presa dal film. Mani nelle mani restiamo. Intanto, il caldo ti fa scivolare nel torpore del film ed è dormiveglia.

Poi, al risveglio torni alla realtà.

Ti rendi conto che Lei, sì proprio Lei non è più con te. Da anni. Che con lei non hai mai visto quel film, ma tanti altri, non l'hai mai visto in quella casa di Rozzano semi-sdraiati per terra perché, ironia dei sogni, Lei manco c'è mai stata in quella villetta vicino alla provinciale. Ti chiedi perché sia affiorata proprio ora, perché proprio sul film "Guerra e pace", perché proprio stanotte con 'sto caldo. Ripassi la giornata di ieri e ti chiedi perché la memoria ti abbia fatto questo scherzo, perché lei si sia dovuta ri-materializzare oniricamente tra le tue braccia, come tanto tempo fa proprio ora. Ripensi che in fondo lei non ti manca più, e la cosa è vicendevole perché tanti anni ormai sono passati. Eppure, i sogni non sanno mentire, anche se non sempre capisci bene cosa dicano e così assolvi la tua mente, che poi - pensandoci - suona un po' com'un'accomodante autoassoluzione. Rimugini sul fatto che però... in fondo... era una piacevole sensazione e che, tornar oggi a lavorare, ti sarà meno grave.

Mi piacerebbe solo sapere se, stanotte, anche a Lei è successa la stessa cosa perch'io ben so che s'ella per di qui dovesse passare si riconoscerebbe.

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questa notte

25/06/08

Già ne scrissi, ogni anno un fascino diverso immutato nei secoli.

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dell'eliminazione dell'Italia dagli Europei 2008

23/06/08

La Spagna ha giocato bene, ma non benissimo, mentre l'Italia ha giocato proprio male. La Spagna manca un po' di personalità, a parte Xavi e Puyol poche guide lì davanti; l'Italia è mancata del tutto, come dimostra il fatto che i migliori dell'Italia siano stati Buffon, Panucci, Zambrotta e un eccellente Chiellini che forse finalmente non sarà più considerato una promessa, ma una realtà.

L'Italia in avanti è stata inesistente. Bravo Cassano, ma poi s'è spento e Donadoni s'è ostinato a lasciarlo in campo. Cambi inutili perché se la squadra non gira il CT doveva cambiare qualcosa tatticamente (es. Camoranesi dentro non per Perrotta, ma per Aquilani in modo da avere più inserimenti in avanti). Male Toni, valeva la pena provare Borriello che ha meno esperienza ma avrebbe giocato alla morte per far valere la sua chance; Del Piero è un leader di esperienza, meglio di Di Natale, che andava messo molto prima.

Rinnovo il mio giudizio: Donadoni è inadeguato, spero che la nazionale sia rifondata partendo dalla cacciata di un CT che non ha il carattere di quel ruolo. Chi mettere? Mancini è libero ed a dimostrato di saper gestire un gruppo difficile come l'Inter di questi anni, oppure Ancelotti o un Novellino, ma via Donadoni!

Se l'Italia fosse passata avrebbe dimostrato cuore, ma non merito. Complimenti alla Spagna.

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in mezzo alla terra

21/06/08

Questa è l'origine etimologica del nome Mediolanum. Pare, ma non è certo, che derivi da un nome celtico tipo "midland" e non si sa bene se volesse dire la stessa roba, ma comunque così i latini decisero il nome del villaggio che fondarono.
Certi politicanti da strapazzo cercano di convincerci che Milano fu fondata dai Celti (falso, il villaggio celtico era a Trezzano s/N, i Romani scelsero una localizzazione poco più a Nord dove la pianura era più asciutta) o che il nome Mediolanum derivi da una parola celtica che significherebbe "scrofa lanosa", questo perché è stata trovata una statua di un idolo celtico che la rappresentava.
Tutto falso, Milano è la città in mezzo alla terra (in medium landum), ombelico della grande e fertile pianura attraversata dal grande fiume.

Troppi pochi poeti e non abbastanza canzoni cantano il cielo di questa città. Cielo ferito dalla modernità, ma bellissimo per la capacità di accogliere gente d'ogni regione sopra o sotto il mare o al di là delle montagne, città che sa produrre ricchezze, libertà ed idee come poc'altri sotto le grandi montagne. Troppo pochi vivono l'anima del Santo che in questa città arrivò e ne fece l'ultimo baluardo al più grande crollo della Storia. Troppo pochi sanno che qui, la prima università, fu un Politecnico come non accadde in nessun'altra cittade.

A Milano si arriva, a Milano nascono amicizie con la gente che arriva e pensi che si possano portare avanti a lungo perché, appunto, loro a Milano sono arrivati.
E invece poi ripartono.
Penso oggi al mio bambino, ormai adulto, che se ne torna a casa sua prima di trasferirsi in Svezia, al mio amico che dalla Calabria ora, come tanti della sua gente, ora è in Germania, all'altra mia bimba che ormai sta dove c'è la Regina ed al mio Papero che se ne andrà oltreoceano.
E' diverso da chi, dal Sud della Spagna, è passato per di qua perché quella è la sua casa ed è giusto ch'ora sia là. Questi avevo cercato di accoglierli nella mia città e ora, legittimamente, sono in altri luoghi. Non raminghi, non esuli, semplicemente hanno percorso strade della vita altrove, ma certe persone che hai imparato ad avere tra le tue vie è difficile pensarli ad attraversare a semafori che non sono tuoi.

Non posso non pensare a Me, alla Milano di cui sono innamorato seppur con tutto l'odio per vederla così. Penso, in un lampo a Lyon, unica altra città in cui vivrei a tempo indeterminato; penso alle città dove vorrei andare a vivere almeno per un po'.

Ma in fondo, di loro ho fiducia e, quindi, hermanos, vase con dios!

LA STRADA (Modena City Ramblers)

Di tutti i poeti e i pazzi
che abbiamo incontrato per strada
ho tenuto una faccia o un nome
una lacrima o qualche risata
abbiamo bevuto a Galway
fatto tardi nei bar di Lisbona
riscoperto le storie d'Italia
sulle note di qualche canzone.

Abbiamo girato insieme
e ascoltato le voci dei matti
incontrato la gente più strana
e imbarcato compagni di viaggio
qualcuno è rimasto
qualcuno è andato e non s'è più sentito
un giorno anche tu hai deciso
un abbraccio e poi sei partito.

Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada.

Di tutti i paesi e le piazze
dove abbiamo fermato il furgone
abbiamo perso un minuto ad ascoltare
un partigiano o qualche ubriacone
le strane storie dei vecchi al bar
e dei bambini col tè del deserto
sono state lezioni di vita
che ho imparato e ancora conservo.

Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada.

Non sto piangendo sui tempi andati
o sul passato e le solite storie
perché è stupido fare casino
su un ricordo o su qualche canzone
non voltarti ti prego
nessun rimpianto per quello che è stato
che le stelle ti guidino sempre
e la strada ti porti lontano

Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada.

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