Leaving London's Never Easy
30/08/09
Back in my room, I don't find words to explain my feelings. Tomorrow I'll leave again: Occitania!
I don't have words, unforgettable friends did this blog for me: the best gift I could receive.
| I'm not noble and I don't believe in it. I think there're past worlds, worlds that have to come and worlds that will never be, hopefully or unlikely, my Duchy is one of these worlds. | Non sono nobile e non credo nell'aristocrazia. Credo ci siano mondi passati, mondi che devono venire e mondi che non saranno mai, per fortuna o purtroppo è così. Il mio Ducato appartiene a questi mondi. |
Back in my room, I don't find words to explain my feelings. Tomorrow I'll leave again: Occitania!
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Ascolto De André. Ripenso a tutte le storie che Londra non ha voluto compiere, l'inappellabile verità della più multiculturale capitale del Vecchio Continente. Ripenso al film 'the ghosts of (ex) girlfriends', il timore del tribunale delle donne amate, non ricambiate o da cui non siamo stati ricambiati. Terrore di molti uomini, Londra è invece molto diversa. Le storie non raccontate perché il Thames non lo vuole raccontare, perché così hanno deciso i dragoni che difendono la City, perché St Paul è un santo controverso, il guerriero convertito. Ma pur sempre un guerriero. E poi SAn Giorgio e poi una città che trasuda sangue, guerre, colonialismo e violenza in ogni angolo, tutto ripulito con le verità dei vincitori.
Ripenso ai tanti piccoli razzismi subiti nell'essere Italiano.
Ripenso alla simpatia ricevuto per essere Italiano.
Ma non è ancora tempo di chiudere questo capitolo... ancora qualche passettino da farsi...
lo so che non c'entra niente e che non e' un pensiero allegro da postare in giro, ma ogni tanto ripenso all'eroismo dei soldati italiani (ma anche di quelli austriaci) sugli altipiani della prima guerra mondiale...
Read more...L'altra sera a cena si discuteva di alcune confidenze e cose personali di un amico. Discutendone, un'amica comune mi ha accusato di mancanza di sensibilità e rudezza. Premesso che lei non ha alcun titolo per permettersi quest'accusa (ma questa è un'altra storia), riprendo un tema di cui ho già parlato tempo addietro.
Spesso, bisogna dire quello che la gente non vuole sentirsi dire, aiutarli a ragionare offrendo un punto di vista non scontato. Le confortanti certezze ce le creiamo già da soli per darci la ragione che vogliamo avere. Al contrario, provocazioni, sdrammatizzazioni, nuovi stimoli sono quello che servono, fintanto ché non si riesce a maturare una decisione profonda e radicata nel cuore e nella mente. Mi diverto spesso a sdrammatizzare certe decisioni sofferte perché solo quando sappiamo ridere di una nostra decisione importante allora è veramente una 'nostra' decisione. E poi bisogna cercare di capire la razionalità della persona, non solo il suo problema. Certe persone pensano troppo, altre non prestano attenzione alle cose: ecco, questo andrebbe considerato più che il problema in sé.
Sono rimasto offeso da quell'attacco, da chi sa far parlare ma raramente ascoltare, partner per una birra in un porto, ma poco di più. Al contrario, ammiro che riflettendo ha il coraggio anche di decisioni difficili. Temo invece l'inerzia di certe vite.
Non nascondo il riferimento a una persona a me cara che si trascina in una storia con un ragazzo che definisce noioso, stupido, irrispettoso, ignorante e altre cose che non voglio riportare, ma che vi lascio immaginare. Le ho chiesto perché ci stesse ancora assieme e non mi ha saputo rispondere, l'ha lasciato già almeno tre volte ed è sempre tornata da lui. Ci sono rimasto male perché non accetto che le persone a me care non abbiano il sorriso sulle labbra quando parlano della persona amata. Ahimé, non è la prima volta che vedo ragazze belle, intelligenti e ingenue, ridursi così. Mi chiedo se ci potesse essere qualcosa in più da fare...
Ma in fondo "somos lo que hacemos para cambiar lo que somos" che implica che non siamo perfetti e che, comunque, i nostri sforzi dipendono da noi e quindi che potremmo sempre fare di pi. Almeno credo...
Questa intervista mi piace molto, dice cose chiare e concrete come dovrebbe essere la politica. Renzi non è il mio preferito, ma sono convinto che farà bene a quei toscanacci fiorentini. Sono invece molto molto preoccupato per le sorti del PD, avviatosi in questo processo di masturbazione collettiva che è il congresso che eleggerà Bersani segretario. Le forme di partito, le alleanze e gli slogan appaiono desostanziati se privi di agganci con i problemi reali.
In questo la Lega è molto più brava del PD: sventola problemi reali (almeno per loro i kebab in centro sono un problema reale) per costruirsi un'identità, non il contrario. Le cose che la gente vede sono il simbolo su cui si costruisce un'identità di partito, il PD vaneggia troppo su cose che non capisco, che non posso toccare nella mia vita.
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