Benito...

13/10/22

Un paio di aneddoti riguardo a Ignazio BENITO La Russa.

A Milano era noto il cosiddetto "Metodo La Russa": nei 6 mesi prima delle elezioni, si faceva una circolare dicendo di non fare multe, soprattutto evitare i divieti di sosta in modo che i cittadini fossero piu' inclini a ri-votare Albertini o Moratti. Ovviamente, mica era una circolare ufficiale in carta da bollo, era una "comunicazione interna verbale". Il buon Ignazio Benito sapeva che soprattutto le multe per divieto di sosta hanno un impatto negativo sulle elezioni. 

Sempre legato a lui, c'era anche il Metodo "De Corato", vice-sindaco di Milano e delfino di La Russa. Il metodo per i locali notturni (pub, discoteche, sale concerti) era semplice: o pagavi il pizzo alle famiglie di Paterno' (da cui viene la famiglia La Russa) oppure il Comune (cioe' De Corato) ti manda un'ispezione igienico-sanitaria da cui risulti sicuramente inadempiente in qualcosa. La cosa era raffinata perche' non c'era collegamento formale fra il pizzo pagato ai siciliani e i controlli comunali fatti a Milano.

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D’una serata per niente fluida, trattando un tema scottante.

24/07/22

Lasciando stare come mai, ho avuto una serata in cui ho guardato sia Transformers I che Downton Abbey. Difficile immaginare due mondi più distanti, devo dire che la serie è elegante, raffinata, colta e piacevolissima, l’altro rimane una delle peggiori porcate all’americana… ma quello che mi hanno colpito i ruoli femminili. Da una parte, Megan Fox incarna la gnoccolona pin-up: non solo lei ha -come dire- una naturale predisposizione estetica, ma anche il ruolo che le hanno cucito addosso (bambolona barbie che lascia il giocatore di football per l’eroe sfigatello e lei, ovviamente, si intende di motori per solleticare i più banali stereotipi maschili). Dall’altra, le sorelle Crawley, eleganti, raffinate, una con un carattere forte, l’altra all’opposto; una con vari spasimanti di cui nessuno sembra mai andare veramente bene, l’altra alla disperata ricerca di un qualche amore che sembra esserle negato. Potrei andare avanti, ma mi fermo qui per dire quanto siano diverse le rappresentazioni della donna: da una parte la gnoccolona che si appassiona di motori, ma dall’altra (e mi limito alla sorella grande) Lady Mary Crawley dal carattere forte che sfida gli stereotipi aristocratici e lavora occupandosi della gestione del patrimonio terriero.

Ecco, racconto queste cose per prendere due estremi di personaggi femminili. Questa breve prospettiva serve per mostrare quanto possano essere diverse le figure femminili, mentre temo che ci sia ancora troppo forte lo stereotipo che l’unico modello di donna debba essere quello alla Megan Fox, una barbie in cerca del suo maschio alpha. Ecco, no. Le sorelle Crawley sono una visione molto avanzata e io ringrazio che nel mondo in cui vivo c’è molto della varietà delle figure femminili (ma anche maschili) di Downton Abbey e molto poco della banalizzazione americanata di Transformers.

Perché’ racconto questo? Perché’ credo, vedo un’esagerazione nella storia della fluidità di genere. Mi pare che la fluidità di genere, un’estremizzazione poco utili della libertà all’americana assai poco capita in Europa, sia esagerata. Da un lato, apprezzo tipo i Maneskin quando vogliono smantellare il mito del maschio alpha all’americana, il quarter back che ha l’intuito vincente e porta la squadra a fare meta con le cheerleader che lo osannano in attesa di poter essere la prescelta, la Megan Fox di turno. Quell’idea, che grazie al cielo in Europa mi sembra meno predominante, esiste in figure come le Olgettine di Berlusconi, è alla base di una certa cultura che oscilla fra maschio alpha e patriarcato. La fluidità di genere mi pare un’esagerazione perché’ si riconosce che il ruolo maschile possa essere esclusivamente quello di maschio-alpha/patriarca e quello femminile di barbie sottomessa in cucina e a letto. Inoltre, non è che tutto sia sessuato, un pensiero che pervade di pornografia fino a Domenica In. Lo spiegava bene il corpo delle donne tanti anni fa: il problema non sono i siti porno perché’ offrono quello che ci si aspetta, ma il fatto che il linguaggio pornografico è diventato la normalità della cultura della comunicazione. Le foto Instagram/Facebook devono emulare quella pornografia su schermo che poi nella realtà non esiste e, non esistendo, crea disagio. In quel disagio, nasce una certa fluidità che, in età da teenager, mi sembra crei solo confusione. Sia chiaro, essere contro la fluidità è diverso da omosessualità. Gli omosessuali hanno sviluppato una loro identità sessuale, i fluidi mi sembra facciano solo confusione. Il problema si pone soprattutto quando la sessualità pervade tutta l’identità: crediamo veramente che un calciatore sia diverso se ama una donna o un uomo? No, un calciatore conta se fa gol, non per chi ama. Altrimenti, il sesso diventa tutta l’identità e questo mi pare assai sbagliato. Se non sei un maschio alpha, allora non è detto che devi essere fluido. Sul piano biologico, la stragrandissima maggioranza sono binari e i pochissimissimi che non lo sono, hanno sbilanciamenti ormonali problematici. In mezzo, c’è moltissima psicologia in cui la società influenza in maniera determinante l’identità sessuale sia proponendo un unico modello possibile (maschio alpha e la sua barbie), sia pervadendo di sesso tutte le rappresentazioni sociali (calciatori gay? E allora???).

Ecco, credo che il discorso sia sufficientemente confuso, scritto di getto, pieno di imprecisioni e salti logici, ma almeno mi è servito per avere un primo appunto. Buona giornata.

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da guardare

07/07/22

Un docu-film da guardare. Perche' siamo diventati delle micro-tribu' che non si parlano, non si capiscono piu'. Peggio, guardiamo le altre e le consideriamo irrimediabilmente stupide. Se nel medioevo non ci si conosceva, ora guardiamo la tribu' accanto e passiamo il tempo a dire quanto e' spregevole e questa cosa ci gasa all'interno della nostra tribu'. Trovo che le peggiori siano le tribu' dei ricchi privilegiati che si ritengono pure educati perche' magari ricoprono lavori importanti. Allora, piuttosto, meglio un po' di sano paternalismo, piuttosto che questo disprezzo per chi sta sotto. Colpa delle tecnologie? No, colpa di un modello di business deregolamentato perche' fondamentalmente transnazionale. Viviamo un tecno-medioevo dove gli stati si fanno la guerra e le multinazionali i profitti.

Anche a livello teorico, il caso della digitosfera e' interessante perche' e' un ambito ancora in velocissima evoluzione: cio' che era vero 2 anni fa, ora probabilmente non lo e' piu' e tutto e' radicalmente cambiato. Tutto. 

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Referendum 2022

31/05/22

Ringrazio questi MERAVIGLIOSI referendum che mi danno la possibilità di parlar male di quelle fazioni politiche che li hanno promossi, cioè Lega, Radicali, Azione e +Europa con l’interessato sostegno di Forza Italia Viva e altri d’area. Già il fatto che Salvini, Calenda e Bonino si trovino d’accordo è un buon inizio per far capire come la penso, ma veniamo al merito perché qui non è questione di antipatie personali, ma le proposte che hanno fatto vanno conosciute per rendersi conto dei proponenti.

 

Innanzitutto, il metodo perché si propongono dei quesiti decisamente tecnici e complicati a referendum abrogativi che quindi possono solo rimuovere alcuni tasselli di legge all’interno di strutture molto complicate che quindi non verranno sostituite. Come se non bastasse, i referendum vengono su materie su cui il Parlamento sta legiferando e questo la dice lunga sulla cultura istituzionale dei suddetti promotori. Ma veniamo al merito dei quesiti.

 

Il primo quesito è un capolavoro di indecenza. I promotori chiedono che venga abolita la regola per cui, chi ha subito condanne gravi non possa ricoprire incarichi pubblici. Vale la pena commentare? Cioè, in Italia c’è una legge finalmente giusta per cui se hai commesso un reato GRAVE contro lo Stato non puoi essere eletto e Salvini-Calenda-Bonino chiedono di toglierla? Andiamo avanti, si va dalla separazione delle carriere fra magistrati e giudici, storico cavallo di battaglia del Berlusconi degli anni d’oro, al fatto che gli avvocati dovrebbero giudicare le condotte dei giudici, tipo che l’avv. Taormina dovrebbe poter far licenziare il giudice che ha condannato Berlusconi. Semplifico, ma neanche troppo. D’altronde si sa che Bonino ha sempre salvato il governo Berlusconi quando gli mancavano i voti di fiducia in parlamento. Si arriva fino a cose più tecniche tipo che i membri nominati dal parlamento (cd. “laici”) dovrebbero poter intervenire nell’autogoverno della giustizia, rimuovendo il principio di divisione dei poteri tanto chiaro al vecchio Montesquieu. Per intenderci, questa è la direzione applicata da Orban e Kaczynski che li ha portati a essere considerati delle “post-democrazie”. La giustizia deve occuparsi di applicare le leggi e deve farlo senza subordinazione al Parlamento.

 

Io credo che per avere un’Italia anche solo minimamente dignitosa dovremmo non solo rigettare questi quesiti da repubblica delle banane, ma anche isolare chi osa sostenerli. Se Salvini sappiamo che è Salvini, che mi dite degli altri? Come si può volere che chi ha commesso reati contro lo stato venga eletto a rappresentare lo stato? Come si può volere che degli avvocati, che lavorano su mandato dei privati, intervengano nella valutazione delle carriere dei magistrati, che invece devono lavorare in nome della costituzione e della legge? Ma soprattutto, chiunque abbia la minima cultura del diritto dovrebbe rendersi conto che sono temi che non andavano messi a referendum! Chi invece non ha mai fatto diritto, ma ha passione politica può vedere in questi referendum la possibilità di realizzare quella riforma della giustizia che Berlusconi voleva 20 anni fa. Ha senso? Dai…

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Ma che film i traslochi

Imparo che dopo aver condiviso esperienze emotivamente intense, poi si fa fatica a evolvere quando le fasi della vita cambiano. Esperienze intensamente positive ti pervadono e possono attirare la volontà di fare anche di piu’, arricchendo ulteriormente. 

Ma poi la vita scorre, cambiano esigenze e fasi desideri, ma rimane quell’aspettativa che ormai si e’ creata per quel passato così importante. Se però quell’esperienza non si nutre, si finisce per arrovellarsi in vicende che portano via serenità. Mi vengono in mente le famiglie che litigano per l'eredità lasciata, quella casa d'infanzia da cui non ci si vuole staccare e non si vuole ammettere che non e’ piu’ funzionale.

Questo l'ho imparato in molti traslochi.




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