incontri

11/04/08

Sai che la reincontrerai, te lo auguri, lo aspetti, ci pensi, non lo vuoi cercare perché sai che capiterà, dovesse passare una vita intera. E poi te la ritrovi lì, dietro a te in coda, ti riconosce lei. Ti escono quelle due frasette stupide e, d'improvviso, il tuo umore cambia in peggio e pensi che quell'atteso momento ora arrivato non valeva tutta quell'attesa. Doveva accadere, ciò che deve accadere accade. Lo dice Ferretti. Lo dice il fato, i fatti che finora non hanno mai smentito. Mi chiedo solo come sarà quando ri-accadra perché, tornando a casa da solo, sai che ri-accadrà, con tutte le differenze del caso, presente-passato-futuro che sia. Ma in fondo, canto Messico&Nuvole e mi accontento di un " Tant'è".

2 commenti:

Roberta 11 aprile 2008 09:13  

Ci sono stati momenti in cui avrei preferito "un'occasione felicemente perduta".
Non solo non valeva l'attesa, piuttosto l'averlo di nuovo incontrato ha tolto l'alone di poesia magica che m'era rimasto in un arrivederci senza speranza.
Che posso dire di più e di meglio? che incontrarlo di nuovo m'ha fatto chiudere, oggi sì e dopo tutto questo tempo, quel cassetto socchiuso da un ultimo sorriso.

Duca 12 aprile 2008 12:13  

Ho imparato che ogni incontro è una storia diversa, sempre unica, affascinante, ma non sempre piacevole.

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