mi son sentito dire

28/06/11

Il mio supervisor e gli orari di lavoro:
"Se tu guadagni mille euro, mica posso pretendere che tu stia qui oltre le 6 di sera!".

Il mio capo durante l'esposizione pubblica di un lavoro fatto per lo più da me:
"Questo lavoro è merito soprattutto del mio assistente: se ci sono complimenti sono per lui, se ci sono limiti ed errori sono colpa mia".

Il mio supervisor e gli stipendi:
"Se sei precario, noi dobbiamo pagarti di più perché non puoi accedere pienamente ai servizi di welfare. Almeno così cerchiamo di compensare".

Inutile dire che queste frasi vengono da un mondo di lavoro che NON è l'Italia, ma agli italiani questo non interessa e trovano normale lo sfruttamento del lavoro, l'abbassamento della qualità di vita in cambio del profitto o, almeno, di poter lavorare vicino a casa. Ma la ribellione è già in atto con due milioni di giovani italiani emigrati negli ultimi 10 anni.


Sogno che l'Italia si preoccupi degli emigrati ALMENO QUANTO degli immigrati, almeno...

2 commenti:

Anonimo 28 giugno 2011 16:12  

Non per dire, ma queste frasi potrebbero venir ascoltate pari-pari in aula per il processo ruby...

...ma che lavoro fai, Duca?

;-p

Papero

Duca XXI 28 giugno 2011 23:03  

ehum... posso non dichiararlo?

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