Profondo disgusto

23/08/12

Questo articolo mi ha provocato un profondissimo disgusto e credo sia un buon rappresentante dell'atteggiamento che sta condannando l'Italia ad una condizione pessima, gravissima e devastante.

Ho argomentato altrove (non so dove) che il male dell'Italia è una generazione che non ha saputo investire sul suo ricambio. Esiste una generazione formatasi tra il '68 e gli anni '70 che è arroccata sul suo stesso potere. Formatasi in anni difficili con una sforzo assai significativo ha però contestato quella precedente e delegittimato quella successiva perché non si sarebbe formata con gli stessi sforzi.

Ecco, Caldarola fa lo stesso disgustoso ragionamento: visto che i Giovani Turchi non avrebbero maturato le sue stesse esperienze, allora non sono degni di svolgere un pieno ruolo politico. Ora, al di là dei giudizi individuali, la questione è puramente generazionale perché intelligenti e stupidi ci sono dentro qualunque generazione.

L'errore gravissimo che imputo alla generazione di chi oggi ha 60-70 anni è duplice.
Il primo è aver vissuto al di sopra delle proprie possibilità, lasciando un debito enorme ed un ambiente devastato con istituzioni spesso inadeguate.
La seconda, più specificatamente italiana, è di non aver mai investito su un meccanismo di normale ricambio generazionale. Ad una certa età, uno deve farsi da parte. Di più, bisogna impegnarsi affinché i giovani maturino esperienze di leadership dandogli fiducia, dandogli la possibilità di formarsi sbagliando, ricordandosi che errori e meriti li fanno i giovani come i vecchi (D'Alema sarebbe più affidabile di chi?!). Uno deve farsi da parte per il bene dell'istituzione che ha governato, sia essa una regione o un partito: se non c'è ricambio generazionale, le istituzioni muoiono.

Non è dunque incapacità dei giovani, ma incapacità dei vecchi. La nostra generazione non ha potuto maturare le esperienze utili a diventare classe dirigente e non è colpa nostra se abbiamo perso la guerra sociale con la generazione che ci ha preceduto.

Chiudo dicendo che è profondamente diverso avere un premier nonno oppure uno che sta per mettere al mondo dei figli. Lo sguardo sul mondo è profondamente diverso, è naturale che sia così, il futuro appare diverso, non è una questione di colpe. E' semplicemente così.

2 commenti:

Marco Zanzi 23 agosto 2012 13:09  

E dulcis in fundo, il problema non è solo di pubblica amministrazione e politica. Se guardi il settore privato non va meglio, con l'idea che sai fare le cose solo se sei vecchio (la chiamano esperienza, ma limitandosi all'età anagrafica).

Lavorare in una multinazionale da questo punto di vista non risolve ma aiuta, lì la struttura è importata da oltr'alpe, ma in un'Italia che vive di piccola impresa a conduzione familiare....

Duca XXI 23 agosto 2012 15:22  

Pienamente d'accordo, giusto ricordare che il problema non è meramente politico ma riguarda tutti gli ambiti, dall'impresa privata alla Chiesa.

Io parlavo di generazione in modo che fosse un discorso generalizzabile, ma è bene sottolineare che, purtroppo, il tema è più ampio.

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