Avrei tanti titoli a disposizione, non ne scelgo nessuno

23/05/13

In Italia, esiste un partito attualmente al governo che ha fatto una proposta di legge per dichiarare illegali tutte quelle formazioni politiche che non si adeguino alla sua forma organizzativa per cui, sì ci potrebbero essere altri partiti, ma solo fra un 3, 4 o forse 5 anni visto il tempo per arrivare ad organizzarsi in maniera così complessa. Questo garantirebbe de facto a quel partito un sostanziale monopolio della vita politica italiana.

Lo stesso partito ha una serie di casi giudiziari abbastanza pesanti, ma l'anno scorso ha fatto approvare una legge che introduce la prescrizione per i casi più scottanti. In uno, in particolare, c'è un suo importante esponente che è accusato di aver preso tangenti per favorire personalmente il leader del partito (ormai, ex leader). E' curioso perché sui giornali nessuno ricorda chi sia il leader "beneficiario" di quei casi di corruzione.

Infine, lo stesso partito si avvantaggia di una stampa che tende a denigrare costantemente la sua principale opposizione. Organi di informazione amichevoli hanno ogni giorno in prima pagina un articolo che denigra il principale movimento di opposizione, mettendolo alla berlina con notizie sempre orientate a screditarlo.

Ora, provate a immaginare qual è il partito di cui parlo? Non vi darò la soluzione, ma vi dico che non è il partito di Berlusconi, ma il suo principale alleato, per cui questo post potrebbe essere intitolato "chi va con lo zoppo ...". La cosa che più mi preoccupa è che vedo persone che conosco che se leggessero le stesse cose fatte da Berlusconi salterebbero sulla sedia urlando al rischio di regime, ma ora invece tacciono ingloriosamente.

4 commenti:

Anonimo 24 maggio 2013 00:05  

La cosa che a me lascia basito e' il ribaltamento delle priorita'. Cioe' invece che discutere dell'eccessivo costo del finanziamento alla politica come PRIMA questione si ribalta il tutto sulla trasparenza. Che, intendiamoci, e' cosa buona e giusta e di certo i partiti devono sottoporsi agli strumenti giuridici del caso.

Ma che la trasparenza (auto-certificata) venga prima della questione sul finanziamento (auto-erogato) mi sembra davvero paradossale.

-Papero

Duca XXI 24 maggio 2013 08:53  

Sollevi un punto molto interessante ed importante. Non dimentichiamoci che il partito che sbandiera la certificazione dei bilanci ha avuto casi come Lusi e Penati, quindi forse questa certificazione non è una gran garanzia... Oltretutto, anche Enron&co avevano i bilanci certificati.

Marco Zanzi 24 maggio 2013 15:42  

Massi, tanto il bilancio non e' un problema. Nel bilancio trovi tutto quel che l'azienda-partito possiede distribuito tra asset, liquidita' e passivo, ma non trovi univocamente indicato ne' come vengono spesi i soldi, ne' da come arrivano, ne' il livello di salute finanziaria.

Per quello ci sono il conto economico e gli altri indicatori finanziari, di cui pero' non si parla ne' sono contenuti nel bilancio societario. Il bilancio puoi scriverlo un po' come vuoi, spostare voci da una parte all'altra, e' giusto certificarlo ma di per se i casi Lusi e Penati non potrebbero venire identificati facilmente da un bilancio certificato da solo.

Duca XXI 26 maggio 2013 23:00  

pienamente d'accordo!

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