incroci di blog

10/01/08

Questo breve post merita di essere citato. Grandi i Baustelle, la loro canzone "un romantico a Milano" è il miglior ritratto di questa città degli ultimi anni, probabilmente perché è una canzone che non vuole essere un ritratto. Soprattutto il modo dandy-scazzato-superficiale-autocompiacentesi disegna bene l'anima residuale che si respira qui sotto la Madonnina.

Un Romantico a Milano - Baustelle

Mamma
che ne dici di un romantico a Milano?
fra i Manzoni preferisco quello vero:Piero
Leggi
c'è un maniaco sul 'Corriere della Sera'
la sua mano per la zingara di Brera
è nera
Fuggi
cosa fuggi non c'è modo di scappare
ho la febbre ma ti porto fuori a bere
non è niente stai tranquilla è solo il cuore
porta ticinese piove ma c'è il sole
quando il dandy muore fuore nasce un fiore
le ragazze fan la file per vedere
la sua tomba con su scritte le parole
"io vi amo
vi amo ma vi odio però
vi amo tutti
è bello è brutto io non lo so
io vi amo
vi amo ma vi odio però
vi amo tutti
è bello è brutto è solo questo"
Scusi
che ne pensa di un romantico alla Scala?
quando canta le canzoni della mala scola
quasi centomila Montenegro e Bloody Mary
mocassini gialli e sentimenti chiaro-scuri
Cara
scriverà sulle tovaglie dei Navigli
quanta gioia, quanti giorni, quanti sbagli
quanto freddo nei polmoni
che dolore
non è niente non è niente
lascia stare
se la Madonnina muore nasce un fiore
lui non vuole che la sua ragazza legga
quelle frasi incise quelle frasi amare
la sua tomba con su scritte le parole
"io vi amo
vi amo ma vi odio però
vi amo tutti
è bello è brutto io non lo so
io vi amo
vi amo ma vi odio però
vi amo tutti
è bello è brutto è un giglio marcio
io vi amo
vi amo ma vi sputo però
vi amo tutti
è bello è brutto è solo questo"
L'erba ti fa male se la fumi senza stile!

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Fermo in coda da Baranzate a Bollate...

09/01/08

Fermo in coda da Baranzate a Bollate, farsi tutta la tangenziale ma passando da Corsico, San Donato e Sesto San Giovanni. Farsela tutta a passo d'uomo, nella propria scatoletta metallica che sputa fuori polveri sottili.

Ecco, credo che quest'immagine rappresenti bene il mio stato alla fine della prima mattinata di lezioni di dottorato di cui parlai precedentemente (NdA Baranzate e Bollate sono due Comuni in Provincia di Milano, a voi di verificare sulla carta dove sono). Il primo impatto dice 21 persone (un numero che ritorna!), le uniche due donne le abbiamo preso dall'estero. Si vede già che siamo sul lato di ingegneria... E poi la prima lezione di econometria dove, sia chiaro, niente da dire sul docente, solo che io sono di socio-politici studi e l'econometria non è proprio il mio forte (io, che ho studiato Urbanistica e Scienze Politiche alle prese con Economia e Statistica...). Disorientante, esperienza disorientante, sradicante e... degna di ore e ore in tangenziale. Oltretutto, la lezione era in inglese. Mi sono rifatto nel pomeriggio quando il mio prof mi ha assegnato i primi lavori degni di interesse e scientificamente stimolanti per cui, uscito dalla tangenziale, son potuto andare.

/cerco un motorino e musica nuova da ascoltare, se qualcuno ha suggerimenti/

Per il resto, torno col pensiero spesso a Follonica, ai miei compagni d'avventura (un blog ed un sito), le emozioni su cui tornerò a parlare, dopo il poco già scritto.

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domani...

08/01/08

Domani, il primo giorno di scuola, un passaggio che inizia a farsi concreto. Avrò, di nuovo, lo zainetto sulle spalle, o almeno mi piace pensarla così.

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"Signorina, c'è un caffè nel mio capello"

06/01/08

Io mi sono fermamente convinto che il Teatro, nelle sue varie forme, andrebbe reso obbligatorio nelle Scuole, di ogni genere e grado. Ovviamente, con forme e modi adeguati, ma il Teatro dovrebbe essere reso obbligatorio nelle scuole - ecco, l'ho detto e l'ho ripetuto.

Follonica, 4 giorni - intensi - di improvvisazione teatrale con oltre 5h al giorno. "I Ferri del Mestiere" era il mio stage ed era un concentrato di tecniche di improvvisazione teatrale. La prima e fondamentale regola - l'unica che divulgherò - è che bisogna accettare e sviluppare tutti gli stimoli che ti arrivano dagli altri: se uno entra che è un cowboy, tu diventi il barista che gli offre da bere, l'altra fa la ballerina ed il quarto si mette a fare la bottiglia di wiskhey. In improvvisazione si va avanti e s'improvvisa, anche quando ho esordito sul tema "al bar" lamentandomi con la cameriera dicendo "Signorina, c'è un caffè nel mio capello" ... panico ... da lì è partito un dialogo surreale perché ormai era partita così e così doveva andare e non si poteva tornare indietro. Mai dire "No"...
E poi viene tutto il resto, si tratta solo di avere regole comuni e buttarsi, sentirsi che quella è la cosa giusta ed avere fiducia negli altri.

Quattro giorni così, fantastici con seri professionisti perché, anche nella comicità, c'è grande professionalità. Ma la cosa più curiosa è la "fauna" che gira in questo ambito, un mondo fatto di cialtroni (in senso buono, s'intende) che trovano nell'improvvisazione una via di divertimento, alta e che, se ti fermi a parlar loro, scopri che la comicità ed il delirio organizzato è tutt'altro che superficiale: scopri un mondo che è quello dei 30-35enni di oggi (ero nettamente fuori età, talvolta un po' pesa...). Scopri persone che pensavi fossero cazzoni-da-battutine-sfigate, che invece sono ottimi cuochi capaci di riflettere di teatro e sceneggiature mentre sono ai fornelli, latin lover che fanno della poesia e della seduzione un'arte tutt'altro che effimera o superficiale o, peggio, narcisistica. E poi i personaggi che improvvisi e ti si appiccicano addosso (è due giorni che parlo come un russo!), le gag spontanee ricercate ripetute, i giochi, i tormentoni che inevitabilmente si creano.
Sia chiaro, non è un mondo senza difetti o senza lati negativi, semplicemente un mondo dove vale la pena capitare di trovarvicisi (su youtube trovate molti video, cercate "improvvisazione teatrale").

Infine, a cornice, ero in veranda con davanti il Golfo di Follonica, guardavo le luci, l'Elba da terra. Era tutto come doveva essere, un luogo di vacanza incredibilmente artificiale, tutto progettato perché ci si ritrovasse in veranda con davanti il golfo ed il rumore del mare: "Così vanno le cose, così devono andare". Ho avuto un certo timore reverenziale, il Golfo lì ed il Mare che si facevano vedere come dovevano essere visti, come se non fosse consentita fruizione alternativa. Eppure, il Mare soggiogato a quinta di cartolina mette una tristezza profonda. Ma non svelerò queste cose in giro, ché la gente potrebbe fraintendermi.

Da domani si ricomincia in ufficio, da Dottorando.

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2008

01/01/08

Non so bene come o cosa si debba scrivere per iniziare bene il nuovo anno. L'anno scorso iniziai l'anno con questo post, ma era tutta un'altra storia.

Da oggi sono ufficialmente un Dottorando e quindi via così, nel frattempo dirò che me ne vado a Follonica per un allegro stage d'improvvisazione teatrale, quindi ci risentiremo al rientro.

:-)

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