Vizi virtù morale errori strade percorsi apprendimenti

16/11/09

Vizi virtù morale errori strade percorsi apprendimenti.

La mattina ti alzi, doccia caffé ufficio.
La sera ti corichi.

Le stagioni fanno passare tanta e poca acqua nel letto del grande fiume, quello che scorre tutt'attorno alla mia città. Il grande Fiume che per generazioni ha sfamato la gente mia.

Il fiume che scorre sotto il mio amato ponte da cui altri conquistarono il mondo; i fiumi dove l'8 dicembre festeggiano le luci. E poi il grande fiume del Nord che gira attorno reverenziale alla grande cattedrale nera che si staglia contro il cielo, indomita tra le bombe umane.

Parole discorsi pensieri sguardi mani gambe braccia seni fianchi.

La sera lavi i denti, chiudi le imposte e ti spogli verso le coperte.
La mattina ti svegli.

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sogni

15/11/09

Per anni i Tedeschi hanno sognato fortemente la riunionificazione, l'abbattimento di quell'intollerabile divisione tra genti della stessa nazione.

Non a sufficienza gli Italiani sognano un paese senza la Mafia.

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riemersioni oniriche

Mi chiedo se il sogno di stanotte cercasse disperatamente di restare aggrappato tra i vivi o se, semplicemente, cercasse il suo posto nell'archivio mnemonico a cui si accede attraverso i sogni.

Camminavo lungo il Thames sotto un diluvio pazzesco cercando di portare nella mia vecchia stanza i bagagli. Il Thamespath diventato scomodo come Venezia, mentre il buio diluvio trasformava London in una gotica Edinburgh.

Una fatica non sentita nel corpo ché sono altri i sogni da cui ti risvegli con l'acido lattico nelle gambe; persone e volti che giocavano pur ruoli inediti.

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della forma partito

07/11/09

Seguendo anche l'ultimo Congresso del PD, di cui come sapete sono stato molto critico, sono giunto a una conclusione su quale forma si debba dare ai partiti.

A lungo tempo, sono stati concepiti come organizzazione di fazioni, un'istituzionalizzazione di legami sociali attraverso cui esprimere solidarietà e rivendicare diritti. In particolare, i partiti di massa hanno avuto la pretesa di essere totalizzanti della sfera pubblica.

Non voglio farla lunga, quello su cui bisognerebbe lavorare è il partito non tanto come patrimonio di legami sociali tra gli iscritti, quanto come luogo di progettazione delle politiche. I legami sociali avvengono ormai fuori e dentro i partiti, sono talmente flessibili e fluidi che non si può (e non si deve) pretendere che i partiti li rappresentino in maniera esaustiva. Di più, bisogna evitare che i legami personali leghino le dinamiche partitiche.

Partiti come centri della progettazione di politiche pubbliche, centri di campagne di interesse collettivo. Partiti come riferimento di associazioni già attive. Partiti come luogo non di produzione di animazione sociale, ma come capaci di dettare un'agenda, una prioritarizzazione ed un orientamento prevalente di una galassia di attori sociali che non per forza devono essere incardinati in un'unica istituzione. Ai partiti deve rimanere quella funzione di raccordo istituzione-elettori.

In termini pragmatici, basta cineforum e bar di partito. Più centri studio e centri conferenze dove dibattere queste idee. Meno cose e ben fatte, più lavoro ai rapporti con le associazioni della società civile e meno pretesa di controllo sulla società civile. Il Partito che include tutto non può tornare. Basta serate tra pensionati a progettare visioni strategiche, più lavoro sulle politiche concrete, sul coordinamento con gli altri. Basta serate con l'eletto di turno, più serate con l'eletto e le proposte. Partiti come luoghi di proposta (e di elaborazione della proposta), non come contenitori delle reti di socializzazione.

Spero che si capisca la direzione che vorrei tracciare. Ne abbiamo alcuni esempi, ma rimane troppa inerzia.

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Bersani? Prima mossa da far vomitare

Nel giorno in cui Bersani diventa segretario, Ruffini viene rimosso da Direttore di Rai3 dove ha ottenuto ottimi risultati aziendali a fronte di un budget decurtato per punire la rete rossa.
Bersani l'aveva già detto dopo il I turno delle primarie e aveva lasciato intendere che Ruffini era da rimuovere in quanto rappresentante della mozione Franceschini.
Questa cosa mi fa vomitare perché Bersani replica la logica di lottizzazione per correnti e mozioni, una vecchia logica partitocratica a lui tanto cara (dice che vuole il PD come partito vero). E' il segno di una Sinistra a cui non interessa la meritocrazia, non interessa che Rai3 abbia fatto bene, vuole spartirsi le poltrone della minoranza.

Ahimé, replicano comportamenti perdenti e fallimentari invece di attaccare i problemi veri.

Il PD non è più il mio partito, non lo voterò. Ma non voterò manco l'IdV che è un marasma senza né capo né coda (vd qui). Non ho un partito dove andare. Questa è la mia voce, voterò coi piedi verso liste civiche (c'è pur sempre un'emergenza berlusconiana da contenere) o qualcos'altro. Mi riservo di pensarci da qui alle prossime elezioni. Trovo, in generale, una fatica a far emergere idee nuove, seguirle e coltivarle di fronte a una classe politica refrattaria ormai in mano a gente che non capisce che certi comportamenti sono superati e bisogna sperimentare per innovare.

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