stato di confusione

14/04/10

Il caso degli abusi pedofili dei sacerdoti sta scatenando un fuoco all'impazzata sulla Chiesa con molta gente che ne approfitta per gettare fango e odio sull'Istituzione, anche senza aver niente da dire. Vedo, con grande tristezza, gente che gode solo per il fango lanciato sulla Chiesa e questo è motivo di rammarico, personale, e - non posso nasconderlo - di stupidità per chi ne gode per pregiudizio ideologico.
Dall'altra parte, ha ragione Merlo dicendo che la Chiesa, accerchiata, sta rispondendo nel peggiore dei modi in evidente stato confusionale, incapace di metabolizzare razionalmente cosa stia accadendo e con sortite di chi non sa più quali pesci pigliare per cercare di uscirne, come la XXX di Bertone su omosessualità e pedofilia.
Si tratta di uno stato di confusione generale che - temo - non permetterà una costruttiva uscita dal problema. La punizione di qualche caprio espiatorio non migliorerà la condotta della Chiesa che sta vivendo la cosa come un attacco a 360° e che non cambierà comportamento, dall'altro gli anti-clericali radicalizzeranno lo scontro assestando colpi anche pesanti, ma senza aver proposto niente in un gioco al massacro ed alla distruzione reciproca.

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sfogo

09/04/10

Se c'è una cosa che mi da fastidio sono le persone che non rispondono alle email e ti dico "però l'ho letta".

Non sopporto chi arriva una volta, ti dice tutto quello che TU dovresti fare, si lamenta che non l'hai ancora fatto e poi scompare.

Mi innervosisco per le persone che, a delle email collettive in cui è utile che tutti sappiano chi c'è a un appuntamento e chi, mi rispondono in privato.

Mi arrabbio per le cose che non vanno, ma ultimamente sto decidendo di fregarmene perché, per esempio, non ho ancora trovato un sindacalista/politico/collega che lavori anche per gli altri e non solo per se stessi.

Mi deprime chi mi dice cosa dovrei fare, cosa bisognerebbe fare e poi manco mi chiede cosa penso o se si possono fare le cose assieme.

Sto seriamente pensando di mandare molte di quelle persone a quel paese.

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tempi moderni

08/04/10

"è l'instabilità che ci fa saldi ormai negli sradicamenti quotidiani"
[instability is that makes us stable in daily eradications]
(GL Ferretti)

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sull'esito delle ultime regionali

07/04/10

Non mi è ancora chiara l'interpretazione del voto regionale, pochi articoli per ora interessanti. La mia sensazione è che si sia acuito l'estremismo e che abbiano votanti i militanti aficionados, mentre c'è una crescente quota di persone sempre più lontana dalla politica. Vota, cioé, chi è tifoso costante, mentre prima anche i tifosi occasionali guardavano le partite. Questo è un dato comune alla Francia dove, però, l'astensionismo ha colpito solo una fazione politica portando al clamoroso risultato delle ultime regionali.
In Italia credo si stia aprendo un divario tra militanti e attivisti contro la massa di persone che si identifica sempre meno nella politica. Anch'io mi metto ormai tra gli stufi di questa politica del blatericcio gossipparo movimentista, leggo i giornali degli altri paesi e noto che si parla di problemi. Da noi, il Regime berlusconiano narcotizza il dibattito allontanando qualunque discussione di merito. Non dico che l'estero sia il paradiso e vada tutto bene, ma in Italia la situazione è obiettivamente degenerata (da tempo) ed il dibattito pubblico è sempre più lontano dai problemi.
Questo si riflette nell'astensionismo.

Nel merito, il voto per estremisti militanti fa sì che nelle regioni il cui esito era già deciso, ci si confermasse, riducendo la partecipazione di chi sapeva di perdere (es. Veneto, Toscana). Nelle regioni incerte (Piemonte, Lazio), gli estremisti si sono esaltati.

Personalmente, so di aver sostanzialmente buttato via il mio voto. Non me ne pento troppo. Riporto solo una discussione abbastanza fastidiosa con un amico dirigente del PD. Si è incazzato con me perché non faccio niente per cambiare quel partito, peccato che loro sono i dirigenti che ho eletto in tutte le primarie in cui sono stato chiamato e che sono loro che dovrebbero venire a chiedermi di votarli, non io lavorare perché loro vengano eletti. Triste questa cosa è perché dimostra il capovolgimento della democrazia.
Non so più cosa inventarmi per dire che questa Sinistra italica non mi piace, ma in fondo il punto di vista di milioni di persone che non votano più il PD non è tema di interesse per quel partito.

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un silenzio giusto

In queste settimane, la Chiesa è sotto un virulento attacco per lo scandalo pedofilia. Il Papa tace per non invischiarsi nelle polemiche. Si mischiano in questo caso il desiderio di giustizia delle vittime ad attacchi virulenti interessati solo a gettare la Chiesa nel fango sperando di vederla umiliata, sfregiata, distrutta. Purtroppo, si mischiano le colpe, che devono essere pagate, con un desiderio di vendetta anticlericale particolarmente feroce. Curioso anche perché si strumentalizzano fatti di 30-50 anni fa pur di poter gettare ulteriore fango e discredito su un'Istituzione che ha sbagliato, ha già chiesto scusa, ma che molti vorrebbero vedere quanto più umiliata possibile.

Le colpe della Chiesa sono di avere un solo uomo al comando, quando in realtà è un'istituzione molto più complessa, articolata e con limitati controlli interni: le strutture formalmente dittatoriali della Chiesa in realtà celano una grande debolezza della Curia che, in realtà, non ha vero controllo dei suoi preti e dei suoi fedeli. Detto questo, è giuridicamente curioso che le colpe private di un membro della Chiesa, per quanto importante, ricadano su tutta l'istituzione: come se il Papa di Roma potesse controllare l'ultimo prete nella periferia di Boston! L'unica colpa sarebbe quella di aver coperto reati e non collaborato con le istituzioni giudiziarie, anche se rivendicare tale reato dopo 50 anni è a dir poco risibile.

In ogni caso, spero che si faccia luce sulle colpe dei singoli (e di chi li ha coperti), la Chiesa mi sembra abbia fatto aperture importanti sulla cooperazione con la autorità giudiziarie. Il mio rammarico è nel vedere questo astio forcaiolo anticlericale. Di altro, parlerò poi.

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