comunque romanamente

17/06/15

A me non interessano le dimissioni di Marino, mi interessa Roma. Mi interessa il problema di un sistema clientelare e mafioso incancrenito. Mi interessa che la più bella Capitale del mondo possa risplendere. Mi interessa un modello di sviluppo urbano sostenibile, economicamente, socialmente e ambientalmente. Mi interessa spezzare un sistema socio-istituzionale ormai irrimediabilmente marcio. Non mi interessano individualismi e personalismi, mi interessa il futuro di una città splendida.

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Continua la riflessione

16/06/15

Ottimo articolo che condivido appieno sul problema della socialdemocrazia europea e sui suoi limiti culturali attuali, di cui avevo parlato già qui in riferimento all'Italia. Sarebbe un articolo da diffondere a tutta la parte nostra in evidente crisi, ma i più sono talmente obnubilati da non rendersene conto. Almeno noi...

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proviamo a spiegarla così

15/06/15

C'è un bracconiere che uccide un rarissimo rinoceronte. Una volta ucciso, non sa dove nascondere il corpo e lo lascia lì in pasto agli avvoltoi. A quel punto, il cacciatore corre al villaggio e dice di aver trovato un rinoceronte morto e tutti se la pigliano con gli avvoltoi che si stanno spartendo la carcassa.

Ecco, la crisi dei migranti attuale mi sembra proprio questa scena, ma non offrirò chiavi di lettura più precise perché talvolta è meglio lasciare aperta l'interpretazione.
Cordialmente, mentre fuori si banchetta sulle carcasse.

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con gli esempi si è più chiari

09/06/15

Ho già parlato di meritocrazia, mentre ieri mi è venuto un esempio abbastanza divulgativo. Grazie all'ottimo risultato in Champions League, la Juventus avrà qualcosa come 100 milioni di euro in più che si aggiungo al divario già esistente con le altre società della Serie A. Meritocratico, direte voi, visto che erano anni che un'italiana non arrivava ad un passo dalla conquista del titolo più ambito d'Europa. Il problema è che la Juventus sono quattro anni che domina (meritatamente) il campionato, lo fa in maniera assoluta ed incontrastata al punto che il campionato è diventato obiettivamente noioso. Questo è dovuto anche alla desertificazione delle altre squadre per cui Buffon&friends affrontano come temibili rivali gente come Keita, Iago Falque e Tavano, ed una volta ogni mort... pardon, dimissione di papa incontrano un Messi, un Cristiano Ronaldo o un Robben. Qualora non vi sia chiaro, grazie a quei 100 milioni di euro il campionato sarà ancora più dominato dalla Juve a cui basterà mandare in campo un Padoin, uno Sturaro ed un Ogbonna per rivincere lo scudetto data la mediocrità dilagante della Serie A (con tutto il rispetto per i tre signori menzionati).

Anni fa, quando c'era un sistema redistributivo dei proventi della Lega, un Landucci qualunque si trovava di fronte Voeller, Van Basten e Vialli... e mi limito a quelli con la "v"! Le squadre avevano due opzioni: costruirsi progressivamente una squadra, come il Parma di Melli o la Sampdoria dello Scudetto, o investire miliardi (di lire) per stravincere come il Milan dei tre olandesi (ma anche come l'ultimo Parma di Tanzi e, in generale, la Serie A delle cd. sette sorelle). Il secondo modello non era molto virtuoso, ma aveva senso in un sistema dove la redistribuzione funzionava e garantiva un sistema competitivo perché anche la Fiorentina pre-Cecchi Gori poteva avere Baggio&Borgonovo. Così, aveva senso fare investimenti in un sistema competitivo perché sapevi che avevi rivali di livello.

Il buttare dentro un club miliardi (o milioni) non è pratica molto edificante, ma ora non lo si può più fare per il cd. fair play finanziario (che non si capisce bene a chi, come e quando si applica, ma tutti ne parlano). D'altra parte, avendo cancellato i sistemi redistributivi e garantendo lauti guadagni solo a chi vince, si rafforzano i sistemi cumulativi aumentando le disparità. In questo contesto, che senso ha fare investimenti? E' troppo difficile contendere alla Juve il monopolio che ha acquisito, non ha senso competere. Al più hai un Ferrero che si lancia nella Sampdoria, anche se il personaggio mi sa che fra qualche anno ci lascerà qualche sorpresina... comunque, che senso ha fare investimenti in un campionato che non è più interessante perché monopolizzato dalla Juve?
La proposta? Senza fare rivoluzioni, trovare un meccanismo redistributivo tra i club dicendo che i proventi si fanno in Europa, mentre in Italia si cerca di riequilibrare i diritti tv (che poi sono solo una quota facilmente gestibile dei soldi che girano intorno al calcio).

Volete invece la vostra meritocrazia? Bene, allora avremo la Juve ad libitum, come per anni abbiamo avuto l'Inter senza rivali, in un campionato sempre più noioso.

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sinteseuropea

04/06/15

Ecco un articolo che offre una buona sintesi dell'Europa. Come ogni sintesi, semplifica ma ci può stare e non è che si possa ogni volta dire tutto. Insomma, mi piace come articolo perché solleva un problema vero: l'assenza di leadership in Europa. L'unica è la Merkel che si fa carico delle decisioni, anche quelle più impopolari, prendendo l'iniziativa, negoziando e decidendo. Non condivido le sue idee, ma obiettivamente è l'unica leader che ci sia. Gli altri si stanno dimostrando inconsistenti: Tusk assente assoluto, Juncker burocrate, Djesselbloem riottoso a negoziare quando invece avrebbe il ruolo di negoziatore, Hollande inconsistente e senza idee, gli altri non pervenuti.

La mia tesi? Servirebbe far emergere un'alternativa al pensiero unico merkeliano. Merkel è leader non solo perché è a capo della Germania, ma perché si è costruita una rete di alleanze dall'Olanda alla Finlandia, dall'Inghilterra alla Polonia, dalla Spagna alla Danimarca. Questo Hollande ancora non l'ha capito: non basta essere a capo di un grande paese, servono alleanze e paesi che condividono le stesse posizioni di fondo. Il resto è gioco delle parti.

Bisognerebbe capire che la partita giocata da Tsipras non è greca, ma europea. L'errore di Tsipras è di non cercarsi alleati. E' vero che non ci sono alleati potenziali nel Consiglio, ma ha impostato la partita come puramente greca, invece è 100% europea! Merkel l'ha capito ed usa una narrativa europea, Tsipras no. Quando emergerà un approccio europeo di sinistra allora avremo il vero salto di qualità. Fino ad allora non posso che restare pessimista.

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