macchiavellico

01/11/08

Sempre la solita tattica: c'è una manifestazione pacifica contro decisioni (scomode) del Governo. Se la manifesazione prende troppo piede, si fomenta un clima di tensione rilasciando qualche intervista prima, si crea l'idea che ci sia un rischio di scontro, ché sempre c'è ma se si evitasse di rilanciare e fomentare questa cosa magari ci sarebbe meno tensione (teoria della comunicazione: molto più che il reale pericolo, ne conta la percezione collettiva e che qualcuno dica che c'è, se resta un implicito pericolo allora tutti lo sanno, ma lo sentono di meno). E poi, inevitabilmente, serve che "qualcosa" succeda, perché sai che c'è sempre qualcuno pronto a far volare le mani, basta metterlo nelle condizioni e lui lo fa, lo trovi di sicuro. Sai che c'è.

E allora il gioco è fatto (meglio se non ci sono troppi danni ché quelli li deve pagare il Governo): d'improvviso una manifestazione diventa lo scontro Governo-Sinistra e il dibattito non è più sulle decisioni scomode del primo (giuste o meno che siano, l'importante è che NON se ne parli), ma su quello che è avvenuto, su chi ha iniziato e chi ha provocato e così via.

E' una tattica politica da manuale, ché tutti i Governanti l'hanno usata e la usano. Conoscerla, riconoscerla è il primo passo per chiederne conto ai politici eletti.

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