del congresso del PdL

02/04/09

Premesso che è andato tutto come doveva andare, due cose mi hanno colpito del congresso del PdL.
La totale rimozione dell'esistenza di Casini e dei suoi sub-partiti. Nella ricostruzione della storia sembra che quello che oggi chiamiamo UDC non solo non sia mai esistita, ma non sia mai stata alleata del PdL.
I partiti che si sono fusi non hanno nome, hanno solo un leader di riferimento. Non saprei manco dirne l'elenco di "riformisti", "libertari", "moderati", eccetera, sono solo il partito di Giovanardi, Baccini, Rotondi... Un personalizzazione della politica per cui queste persone non conta né cosa dicano, né chi rappresentano. Tutto questo è interessante perché siamo dalla politica delle idee e delle correnti (l'ostinazione a definirsi "democratico" del partito d'opposizione), contro una politica di personalità/personaggi.

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differenze

30/03/09

Internazionale
In Inghilterra un Ministro è nei guai perché il marito avrebbe usato la TV di casa, pagata dallo stato, per dei film porno. Con ogni probabilità dovrà dimettersi.

In Italia, nel 2005 il ViceMinistro Miccicché venne trovato a fare uso di cocaina, che condivideva normalmente con amici durante alcuni "festini". Nel giro di un anno venne promosso a Ministro.

Nazionale
A Napoli, la Jervolino (Sinistra) è messa alla gogna mediatica e politica perché un suo assessore è forse coinvolto marginalmente in un tentativo fallito di appalto truccato. La situazione si risolve in niente perché l'appalto non è partito, ma intanto con ogni probabilità la sua Giunta cadrà o comunque non verrà rinnovata.

A Milano, un trafiletto nella cronaca locale dice che la Moratti (Destra) è condannata per aver nominato 50 nuovi dirigenti con un danno economico al Comune di Milano, si stimano 80 milioni di Euro di danno. La sua Giunta è stabile, nessun voto perso.

Giudizi
A voi i giudizi in termini di serietà della classe dirigente e dell'opinione pubblica

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Era cosa nuova e non venne capita

29/03/09

Era cosa nuova e non venne capita, anzi moltissimi furono sedotti da quella novità. Poche voci si levarono intuendo il significato profondo, ma erano Cassandre. Fu tutto dolce, voluto dalla grande maggioranza per riportare ordine, sicurezza, prosperità, gloria. Un leader acclamato dalle folle, amato, tanti interessi che si coalizzano per sostenerlo. Interessi forti che possono così consolidarsi e garantirsi il futuro. Un certo clericalismo di facciata a sostenerlo, piazze ad acclamarlo. Una simbologia tra il merchandising e l'apologia del leader, ma non si capì cosa fosse realmente, quale significato.

Dall'estero, un miscuglio di ironia, leggerezza, un fenomeno folkloristico di costume. Qualcuno venne ad acclamarlo perché finalmente dava all'Italia un certo volto, senza capire le ripercussioni profondissime nell'idea di Stato che si affermava in Europa.
Non venne capita, come non si capiscono fino in fondo le rivoluzioni profonde che partono dall'Italia. Francesi, Inglesi e Tedeschi sono più chiari quando cambiano veramente le cose (i francesi onestamente esagerarono un poco verso la fine del '700...), gli Italiani no. Ma è una trasformazione profondissima, qualcosa di nuovo che piano piano già si esporta al di là delle Alpi.

Sto parlando del Fascismo, degli anni '20 in Italia e di una storia che credo tutti conosciamo. Non si capì cosa stava succedendo allora, quanto profonde fossero quelle mutazioni. Alcune voci si levarono, ma sembrarono più cassandre che altro. La folla lo acclamava unico leader, gli oppositori andavano spesso all'estero o si dimenavano attorno a poca roba. Quella pagina deve essere motivo di attenzione costante, soprattutto oggi. Soprattutto oggi.

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organigrammizzazione, a tratti cinica

Ultimamente ho lasciato un po' fermo questo blog. Si sono succedute scadenze (tante e importanti), pochi pensieri rilevanti, tante emozioni ricche e alternanti com'è la vita, persone e luoghi. Scrivo, dopo tanto tempo, dalla mia città natale. Un mix per cui alcuni luoghi mi mancavano, meno la "civitas", di più alcune persone ma poche e forse meno o comunque diversamente da quelle che si possono pensare. Diciamo che la lista delle persone che mi mancano non è così scontata come si potrebbe pensare.
Chiudo gli occhi, rivedo Milano notturna con le sue luci al sodio. La pioggia, i Navigli sornioni e dimenticati, il sabato sera, i cocktail fatti come si deve. La gente che mi sembra ancora più disumanizzata. Incapace di fermarsi per ascoltare una persona, foss'io migrante di ritorno o chiunque altro.
Ho riflettutto assai su un concetto che fatico a definire. La parola che più mi torna in mente è "organigramma", il cui senso (comune?) non corrisponde a ciò che voglio dire. E' un mix di gerarchia, funzionalizzazione, ma anche organizzazione organica e comunitaria della vita. Avere un ruolo sociale, riconoscerseli l'un l'altro al di fuori di ragionamenti organizzativi e funzionalistici di un'azienda. L'organigramizzazione sociale mutevole e dinamica perché nella società nessuna gerarchia può cristallizzarsi, almeno non sei hai vent'anni tantomeno di questi tempi dinamici, fluidi. Eppure, non si pensi all'inesistenza di tali concetti.

In pochi giorni di vacanza milanese inevitabilmente fai la lista di chi sei riuscito a vedere, di chi avresti voluto, di chi voleva vederti, di chi ha fatto corrispondere fatti e volontà. E di chi no. Cinismo, si dirà. Ma in fondo si dicono tante cose, non ci si capisce mai fino in fondo, il fraintendimento è strutturale.

Riporto un'interessante discussione avuta. Interessante perché eravamo in disaccordo. Discussione tra la sincerità e la schiettezza nelle relazioni: se una cosa non mi va, te la dico. Disaccordo, perché in questo modo non si ottiene sempre quello che si vuole. Se una cosa non mi va, dirtela spiattellandola in faccia non sempre porta ai risultati sperati. La sincerità con gli amici non significa che si ottengano i risultati che si vorrebbero, cioè aiutare gli amici. Ovviamente, la via giusta sta nel mezzo, ma diventa un difficilissimo equilibrio.

Milano, London. Blackfriars, Corso Genova. Piazza Leonardo da Vinci, Houghton Street. Economists, Ingegneri. Birra o Cocktail?

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fuochi nella notte

13/03/09

La mia canzone preferita, la preferita di sempre. Canzone fascinante, dalla voce alla semplicità armonica (Fa-Mi), da stamattina l'ascolto a ripetizione. Mi sono svegliato un'ora prima della sveglia, provo a rigirarmi ma niente da fare e quindi ti rassegni e parti con la procedura mattiniera, bagno, doccia, colazione, e via. E poi continuo ad ascoltare a ripetizione e ripetizione questa canzone. A distanza di tanti anni resta la mia canzone preferita, perfetta, insuperabile, unica nel suo genere, semplice immediata fascinante misteriosa ambigua pensierosa simbolica.

"Così vanno le cose, così devono andare". Non c'è rassegnazione, c'è solo se si legge questa frase da sola ma nel contesto e nella magia dell'atmosfera della notte di San Giovanni, dove tutte le cose si ribaltano, dove i sensi si perdono, si introvertono e non mancano alcune interessanti provocazioni (un pastore senza mandria non ha senso come non lo ha un prete rinsecchito e vecchio?). Tu quietami i pensieri e le mani, che la mente da sola non basta, non è sufficiente. Pacificami il cuore, canto supremo di desiderio umano.
Non fare di me un megafono, mi incepperò, cosa fare non fare io non lo so... una litania finale presa da un'altra canzone e mirabilmente attaccata. Sono fascinato dal significato evidente e dalle immagini misteriose, ogni volta nuove e quindi, così sia. Parliamone piano al sole, noi ombre stanche.

Che la giornata abbia inizio.

Fuochi nella notte (CSI, testo di G. L. Ferretti)

(inedita versione di Cisco, che ho scoperto stamattina)

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