25 Luglio. Festeggiamo mangiandoci una pasta asciutta!

25/07/23

Oggi è l'anniversario della deposizione di Mussolini, sfiduciato dal gran consiglio del fascismo e rimosso dalla carica di Duce e arrestato per alto tradimento. Secondo la tradizione, la famiglia Cervi festeggiò offrendo pasta a tutta Gattatico (RE), ma andiamo con ordine. 


Il fascismo era contro la pasta asciutta. Con l'aiuto dei futuristi, un po' poeti un po' pubblicitari, il regime scoraggiava la pasta asciutta accusata di essere per deboli e codardi. In effetti, causa sonnolenza dopo i pasti. La realtà è che l'autarchia imposta a seguito dell'embargo contro l'Italia fascista aveva causato una grave scarsità di grano perché non c'era abbastanza terra da coltivare in Italia e mancavano pure le tecnologie per farlo. "Grazie" al fascismo, la gente faceva la fame e l'Italia non poteva permettersi di mangiare la pasta. Il fascismo cercava surrogati ma la pasta era sicuramente un nemico della patria da osteggiare e condannare. 


Per questa ragione, la famiglia Cervi festeggiò la caduta di Mussolini offrendo pasta per tutti perché un vero fascista non avrebbe mai mangiato la pasta. Mangiare pasta significava essere antifascisti. A onor del vero, la pasta asciutta antifascista dei Cervi non la mangiarono il 25 Luglio perché la notizia dell'arresto di Mussolini, accusato di tradimento, fu data solo a tarda sera. Sappiamo dal suo diario che papà Cervi lo venne a sapere solo la mattina del 26. Inoltre, si può immaginare che ci volle un po' per organizzare, per cui si può pensare che la mangiarono qualche giorno dopo. Ma va bene anche così. 


La pasta asciutta della famiglia Cervi fu servita con burro e parmigiano reggiano. Probabilmente fu di pessima qualità perché nel luglio del 1944 non c'era granché da mangiare. Inoltre cucinare per tante persone con quelle cucine povere e senza strumenti portò a un risultato non esattamente da ristorante stellato... Oggi la potete benissimo condire come preferite. Non importa se sono maccheroni o tagliatelle, potete metterci pure il pecorino, l'olio o qualche sugo. Va bene lo stesso. 


Racconto questa storia, questo fatto storico (imparato grazie a DOI, denominazione di origine inventata), perché l'Italia non perda la memoria. Per l'incredibile storia della famiglia Cervi, cattolici antifascisti uccisi dal regime. Per il ridicolo campanilismo da gastrosovranismo alimentare italico che caratterizza l'attuale maggioranza di governo. Perché la storia è una cosa seria. 


Trovo ci sia un allarmante revisionismo storico che ha portato La Russa a presidente del Senato. Perché una pasta asciutta ha fatto la storia. Sì la pasta asciutta ha fatto la storia e mangiarla oggi non è roba da poco. Oggi abbiamo da mangiare anche grazie alla famiglia Cervi di ieri. Oggi mangiamo la pasta come la mangiarono ieri, per fortuna di migliore qualità, ma senza dimenticare. 



Mangiate pasta asciutta!

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21 Luglio

21/07/23

Amo il Belgio. O meglio amo Bruxelles ma in fondo anche il resto del regno mi piace. 


Amo il Belgio e una buona ragione per amarlo è che nessuno lo ama. O quasi. 

Amo il Belgio al punto da esser diventato belga attraverso una procedura assurda.

Amo il Belgio perché in fondo qui c'è la libertà dove ognuno si fa i ..ZZ. suoi visto che questo paese non è mai riuscito a costruirsi un terreno comune. 

Amo il Belgio per la sua incredibile cultura, dai pittori a J. Brel e Stromae, da Magritte a Lemaitre perché il Belgio è anche un paese di scienza. 

Amo il Belgio per la sua storia e le sue storie. Una su tutte: il Belgio è quella parte di Europa dove si sono combattute più battaglie, secondo wikipedia. Per la cronaca il paese coinvolto in più battaglie è la Francia e quella con più vittorie Inghilterra, ma venivano qui in Belgio a combattere... 

Amo il Belgio perché non si prende mai troppo sul serio e Magritte lo spiega meglio di chiunque altro. 

Amo il Belgio perché non c'è e non ci può essere nazionalismo, solo un "velemose bbene" che dura un giorno (il 21 luglio) e poi ognuno torna a casa sua a farsi il suo BBQ. 

Amo il Belgio perché le cose funzionano, almeno fin quando non c'è da interagire fra esseri umani e lì iniziano i problemi perche' i belgi, a differenza dei vicini a Nord, sono ingegneri industriali e non commercianti. 

Amo il Belgio perché condivide l'ideale di mangiare e bere bene. Il sogno è una birretta al tavolino a primavera con un paio di amici. 

Amo il Belgio perché in fondo non c'è ragione di odiarlo. Gli italiani qui si lamentano che piove, ma non è che Amsterdam o Londra abbiano sempre il sole... 

Amo il Belgio perché è pieno di piccoli gioielli, da Dinant alla Cambre, dalla Grand'Place a quel capolavoro di Brugge. 

Amo il Belgio perché in fondo i Belgi non esistono e siamo tutti un po' parenti arrivati qui per caso. 

Amo il Belgio e so che ho poca compagnia ma almeno faccio la mia piccola parte. 

Amo il Belgio anche se la bandiera mi mette un po' tristezza, dovrebbero mettere un giallo e un rosso un po' più vivaci. 

Amo il Belgio per quel senso di schivare i problemi globali mentre ci si incasina su problemi locali incomprensibili a qualunque persona di buon senso, tipo in che lingua fare i parcheggi dello stadio nazionale di Bruxelles visto che c'è posto solo nelle Fiandre (NB lo stadio è sul confine). 

Amo il Belgio perché alla fine sono birra, patatine fritte e cozze, ma in realtà c'è anche parecchio d'altro! 

Amo il Belgio, oggi. Perché in passato ha avuto estremismi intollerabili, dal Congo a Marcinelle, da Leopoldo II a Dutroux, ma oggi molto più moderato. 

Amo il Belgio perché la politica alla fine è tranquilla, De Wever non è Salvini e tanto non c'è un terreno comune per cui scannarsi. 

Amo il Belgio perché tutti lo pensano un paese da nord-ovest a sud-est, quando invece sono due valli da sud-ovest a nord-est che seguendo Schelda e Mosella fanno le Fiandre e la Vallonia, unite secoli fa da Anna di Lorena che cercò di avere un'alleanza unica con le 17 province di quello che oggi chiamiamo BeNeLux (a voi di giudicare il successo...). 

Amo il Belgio perché ogni volta scopro storie meravigliose, tipo che il palazzo di giustizia di Bruxelles sta incasinato perché il ministro lo fece fare a un amico suo (massoni entrambi) che non aveva mai studiato scienze delle costruzioni, ma era solo un restauratore... 

Amo il Belgio perché non si può non andare questo fazzoletto di terra pieno d'acqua a cui accadde di trovarsi crocevia d'Europa. 

Amo il Belgio per il suo senso di ironia, cosciente e inconsapevole. 

Amo il Belgio perché ne puoi parlare quanto vuoi ma quasi nessuno arriva a leggerti fino in fondo. 

W il Belgio, tanti auguri a questa piccola, meravigliosa parte di mondo.

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Leggere e scrivere

07/07/23

Fra le cose che girano su questi schermi ce n'è una che dice che il problema di oggi è che tutti vogliamo scrivere, ma non abbiamo voglia di leggere gli altri. Già mi chiedo se abbia fatto bene a scriverlo... però almeno mi impegno a leggere eventuali commenti.

Perché mi rendo conto che ho poca voglia di leggere i libri e articoli degli altri, un motivo valido per aver lasciato la carriera accademica che, vista da fuori, appare ancora piú assurda. Tuttavia, leggere significa anche un ascolto attivo, significa voler capire perché quella persona ha voluto scrivere quella cosa. Dietro a un tweet o una frase su Facebook, ci sono intenzioni, emozioni e pensieri, magari non sempre consapevoli. Ammetto, anzi confesso che mi viene piú facile l'ascolto attivo di persona che non online. Su questi schermi c'é troppa velocitá e un flusso eccessivo di cose scritte, condivise e rilanciate. 

Non so se averlo scritto mi fa stare meglio, almeno voglio ricordarlo a me stesso.

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E poi c'è Bruxelles...

26/06/23

Sono appassionato di storia delle città, probabilmente l'esame più bello che feci all'università. C'erano città come Milano e Torino, la cui storia è semplice e paradigmatica, come Colonia o Monaco, Lione e Glasgow. Ci sono città eccezionali come Roma e Parigi e veri casi unici, capolavori di ingegno umano, come Venezia e Amsterdam.


E poi c'è Bruxelles... che negli anni 1920-30 costruì delle città giardino (24!) Tutto intorno alla crescente area urbana salvo poi scoprire che quello divenne bacino elettorale comunista e quindi bloccarono ulteriori permessi. C'è il palazzo di giustizia, mai completato e sempre in restauro perché non c'è mai stato un progetto architettonico, ma la costruzione fu affidata a un amico del ministro della giustizia che non aveva mai fatto un esame di scienza delle costruzioni e guarda a caso il palazzo non sta in piedi (però erano entrambi massoni). C'è la giunzione Nord-Sud che ha distrutto il centro storico perché era comodo unire le stazioni a nord e sud. C'è la copertura dei fiumi e paludi del 1860 che bonificò gran parte della città bassa (e non solo). Visto che però sapevano che distruggevano quartieri pittoreschi, mandarono acquarellisti a "fotografarli" prima di raderli al suolo. C'è il progetto delle 12 chiese intorno alla città di cui ne fecero solo 3, fra cui la basilica di Koekelberg affinché fosse la 5a chiesa più grande al mondo (chissà perché proprio la 5a...). Ma poi c'era il forte Monterey, roccaforte del 1600 quando la città si dotò di mura adatte alle armi da fuoco, come fecero tante altre città. Peccato che questo forte venne messo a Sud (più o meno dove c'è oggi la gare du Midi), in fondo alla valle della Zenne. Quando arrivarono i francesi da ovest, si misero in cima alla collina coi cannoni e fu facile radere al suolo la città. Con però due dettagli che vale la pena raccontare. Il Re di Francia aveva dato ordine di bombardare Ghent, non Bruxelles. Il generale che di sua iniziativa attaccò Bruxelles cercò di abbattere il campanile di municipio e distrusse TUTTA la città, tranne il campanile. 

Avrei altre storie da raccontare su questa surreale città, ma come dice il libro che leggevo stasera, c'è che una città qui non andava costruita. Andava bene per i Galli pagani che scappavano dall'impero romano cristiano (non a caso il primo atto in cui si cita Bruxelles è la morte -o uccisione- di un vescovo), ma non per tutto il resto. Per esempio in centro è troppo difficile muoversi est- ovest con i carri a cavallo (provate oggi a salire in bici dalla Grand Place al palazzo reale). Bruxelles significa luogo nella palude, l'acqua e l'aria erano malsane! La città poi non ha difese naturali ed è stata saccheggiata-distrutta-assediata un numero pazzesco di volte (infatti non restano monumenti più antichi di quel bombardamento francese di cui ho parlato prima, se non ovviamente qualche rudere e maceria). 

Eppure ho imparato a amare questa storia fra attuale e surreale, atrocità, non sensi, ma anche intraprendenza e coraggio. Il risultato è un meraviglioso crocevia da troppo pochi amata.

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Constatazione non molto amichevole

24/05/23

 E' ormai tristemente evidente che quella che e' iniziata come l'invasione russa dell'Ucraina sia solamente il caso piu' evidente di una nuova guerra che speriamo sia almeno fredda fra Cina e USA. Il blocco occidentale (USA e alleati) non ha saputo isolare la Russia che, invece, ha ottenuto l'appoggio della Cina e di quella parte del mondo che ha rivendicazioni contro l'Occidente, India in primis ma anche africani e latino-americani hanno espresso limitato sostegno per le istanze occidentali.

Io sono notamente pacifista, ma l'Ucraina doveva difendersi. Il problema e' che nel mentre bisogna costruire alleanze per isolare la Russia come fu isolato l'Irak o l'Afghanistan. Vero che la Russia e' un caso diverso, ma la guerra in Ucraina sta diventando solo il tassello principale di un puzzle cino-americano che sembra portare a un nuovo clima di tensioni, da Taiwan all'Africa passando per Siria e le ambiguita' dei paesi mediorientali. 

Se si vuole far finire la guerra serve creare alleanze, un lavoro diplomatico preciso e ambizioso, molto piu' importante che mandare armi a Kiev.

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